lunedì 27 Gennaio 2020
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CALABRIA – Incarichi nell’Asp di Cosenza

«L’Asp di Cosenza continua a tollerare l’affidamento illegittimo di incarichi dirigenziali e lo giustifica in maniera creativa quanto intollerabile. In merito alla stessa Asp, la struttura commissariale del governo ha il dovere di revocare immediatamente l’incarico dell’attuale responsabile del 118 e di tutti i referenti di Direzione sanitaria degli ospedali che non ne abbiano una autonoma. Con dichiarata metafora, al generale Cotticelli rammento che “dietro la collina ci sta la notte lunga e assassina”». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia, della commissione Sanità, che in proposito anticipa l’invio di una diffida ai vertici dell’Asp di Cosenza, a partire dal responsabile del Personale, Remigio Magnelli, e ai commissari governativi per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario calabrese. «Purtroppo, nonostante – ricorda il parlamentare del Movimento 5 Stelle – le mie ripetute e dettagliate note sul rispetto delle regole, risalenti alla gestione di Scura, la struttura commissariale ha ignorato tutte le questioni che ho posto con riguardo all’assegnazione di incarichi dirigenziali nell’Asp di Cosenza, in cui, per esempio, soggetti senza titolo hanno firmato atti come direttori sanitari e alla guida del 118 permane un professionista che per legge non può occupare quel posto. Siamo arrivati addirittura sotto elezioni regionali e non si è mossa foglia: tutto è rimasto come era». «Questo comportamento della struttura commissariale – sottolinea il deputato M5S – la dice lunga su due aspetti: l’ostinata indifferenza del governo nazionale e la continuità di metodo tra Scura e Cotticelli, che pure era stato indicato come garante di una rottura con il passato. Abbiamo invece assistito all’ennesima contraddizione tra parole e fatti, tra annunci e realtà». «Per anni, con la collega Dalila Nesci – conclude il parlamentare – abbiamo ribadito che la struttura commissariale deve esercitare i poteri di revoca di atti contrari al piano di rientro, così imponendo quel rispetto delle regole che è tra i nodi della gestione sanitaria in Calabria, per come nel lontano aprile del 2008 rilevò la commissione ministeriale d’inchiesta Serra-Riccio a seguito della morte di tre minori per malasanità. Da allora è cambiato ben poco nelle prassi dei vari uffici. Questo è un problema cruciale, ma sembra essere soltanto la preoccupazione di Francesco Sapia»