giovedì 2 Aprile 2020
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CORONAVIRUS – E se tutto fosse un bluff?

Come ci si sente a risvegliarsi insetti e ad essere scacciati da tutti, perché ora sei tu lo scarafaggio e nessuno vuole avere contatti con te nemmeno per schiacciarti. E allora ti chiudono dentro un barattolo trasparente: circoscritto sì, ma sotto gli occhi di tutti.

L’Italia da qualche giorno si sveglia come un uomo qualunque: non sei nessuno e il tuo qualunquismo, seppur ordinario, risulta stomachevole a quelli che contano. Chi conta in Europa? La domanda che mi faccio spesso, in questi giorni, non è solo questa ovviamente, ma ha il sapore di una messinscena meschina dove gli unici “pupi” siamo noi; quelli che di norma, per cultura folcloristica, si sentono i pupari. L’altra domanda che mi faccio è: qualcuno ha notato che il coronavirus ha infettato solo le zone del cuore economico italiano? Colpita la Lombardia, dove si concentra il meglio dell’impresa e della finanza italiana. Colpito il Veneto, dove si concentra una cospicua fetta di patrimonio artistico e culturale. Colpito al cuore il turismo italiano, la cosa dove meglio riusciamo. Ne pagheremo le conseguenze quest’estate: quanti milioni di turisti in meno? A chi giova tutto questo? Se allarghiamo la lente del progressivo scatenarsi dell’epidemia e poi della pandemia, a cui anche i media stanno dando man forte e a cui tutti si prestano senza colpo ferire e senza chiedersi se dietro a tutto questo c’è un puparo invisibile e subdolo, se pulissimo bene queste lenti vedremmo che i paesi – focolaio sono proprio quelli che fino all’altro ieri davano un certo fastidio al Tycoon. La Cina in primis, che circa un anno fa, aveva avuto scaramucce da spie industriali con gli USA a causa del colosso emergente Huawei; a seguire viene la Corea che con gli Stati Uniti ha rischiato più di una volta uno scambio augurale di missili; l’Iran che si è permesso di sfidare l’America trumpista, calpestandone la bandiera nelle manifestazioni e minacciando una guerra nucleare. Di nuovo mi chiedo: a chi giova tutto questo? Ma non è che per caso qualcuno, in tempi non sospetti, si è messo a tavolino e ne ha tirato fuori una strategia il cui obiettivo è piegare i sistemi economico – finanziari e bloccare nuove potenze avanzanti semplicemente inoculando un virus o meglio “costruendo un nemico”? E l’Italia, cosa c’entra? Mi verrebbe da pensare che qualcun altro in Europa si sia fatto prestare qualche untore. In fondo, a chi sta simpatica l’Italia? E guarda caso, ripeto, questo virus si è insinuato proprio dove abbiamo i nostri maggiori interessi. E’ una teoria improbabile, certamente, forse troppo machiavellica, ma vedi mai che con la nostra piccola lente non ci abbiamo visto giusto. Di certo c’è una cosa, che il coronavirus o covid – 19, una banale influenza più aggressiva del solito raffreddore, ci ha trasformato nottetempo in un branco di cavie da laboratorio. Solo che a morire sono quelli già compromessi: anziani con patologie pregresse oppure pazienti oncologici. Ebbene, per chi non lo sapesse ogni anno in Italia si muore di polmonite e di influenza e ogni giorno in Italia e nel mondo migliaia di infermieri e medici rischiano di infettarsi e di soccombere. Com’è che nessuno si era fatto prendere dal panico fino ad oggi? A questo punto mi sorge il dubbio che non sia la solita trovata del nemico inventato: il nemico, interno o esterno, non c’è, ma la paura ti fa vedere il fantasma perché qualcuno dall’alto muove i fili dell’illusione. E siccome la storia a volte è circolare, la cosa non dovrebbe sorprenderci. E intanto le borse asiatiche e quelle italiane, fanno ruzzoloni da capogiro. E intanto né nel resto dell’Europa né in America ci sono molti contagiati, anzi rischiamo persino di vedere Trump come il paladino della salute mondiale: un ritorno di fiamma dell’American dream, laddove tutto è possibile, anche un vaccino per il coronavirus. 

JeCa