lunedì, Ottobre 14, 2019
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Corte di Strasburgo: l’Italia riformi legge su ergastolo ostativo. Bonafede: “Non condividiamo”

L’Italia deve riformare la legge sull’ergastolo ostativo, che impedisce al condannato per determinati gravi reati di usufruire di benefici sulla pena se non collabora con la giustizia. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, rifiutando la richiesta di un nuovo giudizio avanzata dal Governo italiano dopo la condanna – ora definitiva – emessa il 13 giugno sul caso di Marcello Viola, in carcere per associazione mafiosa, omicidio e altri reati. L’uomo si è finora rifiutato di collaborare con la giustizia e gli sono stati quindi rifiutati due permessi premio e la libertà condizionale. In quella sentenza, la Corte ha stabilito che la legge viola il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. “Non condividiamo nella maniera più assoluta questa decisione e faremo valere le ragioni del governo italiano e di una scelta che lo Stato ha fatto tanti anni fa: una persona può accedere ai benefici a condizione che collabori con la giustizia”, ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

In un’intervista al Fatto Quotidiano anche la rabbia del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri:”se ora, dopo questa sentenza, venisse modificata la norma italiana del carcere ostativo e anche i mafiosi irriducibili potessero ottenere permessi e altri benefici, l’aspettativa o la speranza di tornare a casa, anche per qualche giorno, e soprattutto di morire nel proprio letto, senza dire una parola, perche’ mai dovrebbero collaborare?”. Infine, conclude il magistrato, “chi oggi e’ all’ergastolo ostativo e al 41 bis, messo inevitabilmente da parte perche’ condannato a restare in cella a vita, aumentera’ a dismisura la propria influenza e tornera’ al centro dell’attenzione della sua cosca, visto che in futuro uscira’”.