REGGIO - Amministrazione Falcomatà trasparente come il carbone. I Consiglieri di opposizione: ''Serve ispezione ministeriale al Comune di Reggio Calabria''

 Il Sindaco Giuseppe Falcomatà non ha i titoli per parlare di legalità e trasparenza, la sua amministrazione ha dimostrato in questi quattro anni di esserne la totale negazione. Il tanto sbandierato palazzo di cristallo è diventato sin da subito nero come il carbone. Grandissima partecipazione ed entusiasmo alla conferenza stampa voluta da Massimo Ripepi che ringrazia i colleghi e tutti i rappresentanti dei partiti del centrodestra intervenuti per sostenere l'unità della coalizione che deve vincere per resuscitare una meravigliosa città per il momento è morta.

La questione trasparenza infuoca nuovamente i toni che si levano dai banchi della minoranza consiliare, compatta e unita nelle sue sigle di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, UDC, Movimento Nazionale per la sovranità, ReggioFutura, Stanza101 e ReggioViva. Presenti infatti Paola Lemma per l'UDC, Ernesto Siclari e Franco Germanò per il MNS, Peppe Sergi per Reggio Futura, Antonio Virduci e Giuseppe Fontana di stanza 101, assente ma presente idealmente il Presidente di ReggioViva Paolo Zagami.

Un fronte comune e compatto che ha un'unico obiettivo: mandare via Falcomatà e il suo carrozzone ormai deragliato.

Se fino a qualche giorno fa l’amministrazione era impegnata a disquisire su un presunto (e fantasioso) “rigurgito fascista” nel vano tentativo di confondere le acque e distogliere l’attenzione dalle questioni spinose, dovrà invece presto fare i conti con Il Ministero di Economie e Finanze al quale i consiglieri d’opposizione, per mezzo di una interpellanza presentata dai parlamentari reggini e calabresi, si rivolgeranno per chiedere una ispezione, ai sensi del dettame previsto dal dlgs 165/2001 (art.60), congiunta dalla Ragioneria di Stato-Ispettorato Generale di Finanza e dal Dipartimento Funzione Pubblica_ Ispettorato Funzione Pubblica al Comune di Reggio.

Troppe zone d’ombra nella gestione Falcomatà &Co e troppe interrogazioni rimaste inevase, ben l’80%, troppi silenzi che lasciano presagire una condotta non proprio cristallina nell’amministrazione della cosa pubblica avvalorata anche da una crisi di cassa e dall’incapacità di far fronte ai debiti a garanzia dei servizi.

 Su questi buchi neri i rappresentanti di centro destra  chiedono una verifica amministrativo-contabile in particolare riferimento ad episodi gravi ed emblematici che hanno costellato gli ultimi 3 anni e che nulla hanno a che vedere con la fantomatica legalità millantata dal sindaco quale cavallo di battaglia della sua campagna elettorale.

Massimo Ripepi, consigliere comunale e coordinatore di Fratelli d'Italia per la Città Metropolitana, snocciola il percorso ad ostacoli di una città mortificata da 4 anni “dall’amministrazione più scarsa della storia”: il caso Avvocatura Civica riguardo la quale alcun controllo è stato effettuato sui requisiti degli avvocati iscritti in albi speciali, il sovradimensionamento del fondo dirigenti come accertato nel 2011 e che per tutta risposta ha avuto la costituzione di un arbitrato a tutela delle posizioni dirigenziali (“perché sarebbero stati fatti dei prelievi dai salari dei dipendenti e non da quelli dei dirigenti?”), la nomina del Direttore Generale ricaduta su un funzionario e non su dirigenti più titolati. Quesiti puntualmente lasciati a giacere nel dimenticatoio  E poi la grave inesistenza di servizi e gli innumerevoli disagi vissuti dai reggini quotidianamente tra i quali la manutenzione stradale, il verde pubblico, l’approvvigionamento idrico nelle case. 

A continuare il lungo elenco vi è anche Antonio Pizzimenti (neocapogruppo consiliare FDI) preoccupato per la sconsacrazione del consiglio comunale, non più tempio della democrazia, ma mero ufficio dove ci si limita a firmare carte e “a fare i compitini” che di fatto ha azzerato il dibattito, visto che l’Amministrazione temporeggia e “risponde solo occasionalmente alle attività ispettive dei consiglieri comunali”-sottolinea Pizzimenti in qualità di presidente della Commissione trasparenza e garanzia, “ci vengono raccontate favolette. E le risposte fornite alle interrogazioni sono pure insoddisfacenti, ogni proposta cdx viene cestinata perché proveniente dai banchi dell’opposizione salvo poi tornare indietro (vedi vendita Miramare)”.

Una città nel degrado e che tutti i consiglieri presenti sono concordi nell’elencare le incompiute della gestione Falcomatà: dal tapis roulant fermo/ funzionante senza una logica di vero servizio alla cittadinanza, all’acqua del Menta tanto decantata che ha trovato invece una rete idrica impreparata e colabrodo, dalla raccolta differenziata “a macchia” alle periferie abbandonate e totalmente distaccate dalla realtà cittadina, dalla manutenzione stradale divenuta un miraggio al caso della Società Castore (per la quale sono stati impiegati 4 anni per il concorso e ancora è tutto fermo, con l’assunzione-non si conosce la tipologia di contratto- di 40 dipendenti di cui solo la metà operai).

Continua la capogruppo consiliare di Forza Italia Mary Caracciolo entusiasta della affollata partecipazione di cittadini alla conferenza stampa, dimostrazione che la democrazia è stata azzerata dalla maggioranza, e ricorda come sia stato sprecato un consiglio comunale sulla condotta di Luigi Dattola anziché discutere del ciclo rifiuti. La consigliera forzista rincara la dose e si chiede come possano essere garantiti alcuni servizi essenziali se i lavoratori non vengono pagati: gli operai Avr hanno ricevuto la tredicesima a gennaio e per gli arretrati se ne parlerà a marzo, per non parlare dei circa 160 assistenti educativi che non percepiscono salario da settembre. “I soldi sono stati messi a bilancio ma manca la liquidità, ma a dicembre c’erano. E poi perché è stato previsto solo il pagamento di una sola mensilità?”.

Toni forti anche da Pasquale Imbalzano (FI) che sottolinea come ogni giorno i cittadini chiedano servizi efficienti, si chiede “una città normale”, il ripristino della vivibilità, e solleva dubbi su un caso grave-anche questo seguito da una interrogazione rimasta “appesa”: perché dei fondi Pac abbiano beneficiato alcuni istituti per l’infanzia puittosto che altri  Imbalzano non esclude “possa avere risvolti sulla cronaca giudiziaria”.

Tutti dubbi e quesiti pienamente condivisi anche da Luigi Dattola, secondo il quale l’amministrazione è incapace di garantire i servizi minimi come l’illuminazione e la segnaletica pubblica.

Conclude Emiliano Imbalzano espressione della Lega in Consiglio comunale che fa riferimento al dettame dell’art.43 del Tuel e alla sempre più lampante mortificazione del lavoro dei consiglieri comunali che tramite interrogazione esercitano un diritto della collettività ad avere risposte serie e trasparenti dell’operato dell’amministrazione.

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