LAMEZIA T.(CZ) - Occhiuto (FI) : ''non esistono città brutte, serve confronto con i partiti ed i territori, ricchezza della Calabria''

 

Si parla di Calabria che produce Calabria, di città green, della necessità di intercettare risorse destinate a tutto ciò e a un turismo sostenibile. Questa è la “via della bellezza” da seguire, esorta Mario Occhiuto di fronte alle migliaia di calabresi venuti a battezzarlo come loro futuro presidente qui nel Centro agroalimentare di Lamezia Terme.  

 

“Immagino una Calabria teatro all’aperto di eventi e di bellezza storica, naturalistica, paesaggistica, culturale.

Sono stanco di vedere la mia regione sempre in fondo alle classifiche”.

Dati alla mano.

 

  • Siamo la Regione con il  tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Europa

- nel decennio 2006/2016, secondo uno studio Bankitalia, oltre 26mila laureati calabresi (pari ad un sesto del totale) hanno abbandonato la regione in cerca di lavoro

- abbiamo nella media la peggiore sanità italiana

- Siamo all’ultimo posto della graduatoria nazionale in materia di spesa socio-assistenziale

- Siamo la regione con la partecipazione culturale più bassa d’Italia

- Nel 2016 il 73% della popolazione calabrese non ha letto nemmeno un solo libro

- Siamo la regione che registra la più alta percentuale al Sud per l’impiego fuori legge nel settore edilizio

- Siamo la regione con il più alto numero di frodi accertate sui fondi UE

- BASTA BASTA BASTA. NON è POSSIBILE CONTINUARE COSI.

È davvero l’ora della SVOLTA BUONA”

 

Quindi cita, Mario Occhiuto, i siti calabresi che sono veri e propri tesori da valorizzare

“Quando penso ai patrimoni dell’umanità che vanta la nostra regione penso a Bova, Palmi, Gerace, Riace, Stilo, Morano Calabro, Serra San Bruno, Scilla, Pentadattilo, Altomonte, Santa Severina, Sibari e potrei procedere senza soluzione di continuità, mi assale un senso di rabbia. Come cittadino calabrese, come sindaco e come architetto. Non è possibile – aggiunge – che abbiamo questi veri tesori dell’umanità e nell’immaginario collettivo la Calabria viene invece legata alla ‘ndrangheta e alle marginalità. Alla vigilia della diffusione della tecnologia del 5G e delle giustissime e  impetuose richieste, ormai planetarie, della cosiddetta Greta Generation la strada che abbiamo di fronte è obbligata.

La Calabria deve vincere nei prossimi anni la sua battaglia più importante: salvaguardare e risanare il suo ambiente, il suo capitale naturale, offrendo alle nuove generazioni modelli di sviluppo eco sostenibili su cui avviare percorsi di occupazione reale legati alla capacità produttiva della Regione.

Su questo modello di sviluppo occorre fare della Calabria la  Regione più green d'Europa poggiata su prodotti naturali, bioedilizia ed efficientamento energetico, unitamente alla valorizzazione delle enormi ricchezze ambientali e paesaggistiche.

 

ABBIAMO BISOGNO DI UNA SVOLTA ECOLOGICA

Una Regione giardino d’Europa che produca energie rinnovabili facendo economia circolare attraverso l’industria del riciclo. Capace di attrarre flussi di attenzione e considerazione.

Investire sulla capacità di modificare la reputation di sempre attraverso scelte comprensibili e riconoscibili.

La Calabria deve dire basta alla rincorsa, inefficace e inutile, del proprio ritardo di sviluppo sulle produzioni industriali tradizionali puntando, viceversa,  su innovazione e sostenibilità.

Una Calabria capace finalmente di scegliere la sua politica industriale e settoriale focalizzandosi sui suoi veri settori di sviluppo: cultura, ambiente, turismo, digitale, istruzione, enogastronomia, artigianato artistico, no profit, economia circolare, solidarietà, beni culturali, archeologia, bio-agricoltura, termalismo, cura della persona, manifatturiero sostenibile.

La Calabria della bellezza, della storia, dell’innovazione.

Su queste idee voglio realizzare un vasto confronto con i partiti ed i territori che rappresentano, con le loro specificità, la ricchezza della Calabria. Vedo una serie di distretti regionali: il Pollino e la città di Castrovillari, la Sibaritide ed il Comune Unico Corigliano-Rossano, la Riviera dei Cedri ed il Tirreno Cosentino, la Sila, la Valle del Crati e l’area urbana Cosenza-Rende, l’area del Savuto, il Crotonese, l’area dei due mari con l’asse Catanzaro – Lamezia, il Vibonese, le Serre Calabresi, la Locride, l’Aspromonte, l’area portuale di Gioia Tauro, la città metropolitana di Reggio Calabria e l’area dello Stretto.

È mia intenzione aprire una fase di dialogo, discussione e confronto con i partiti della coalizione e con chi deciderà di far parte del nostro progetto, i territori, le categorie sociali, singoli cittadini che intendono dare vita a liste civiche, con l’obiettivo di costruire un programma condiviso ed arricchito da tanti contributi concreti e realizzabili.

Per ognuno di questi distretti va immaginata un’opera importante, un progetto bandiera capace di lasciare una traccia, una svolta”.

  

  1. 13-04-2019
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