CATANZARO - Il Codacons al Garante: ''Non ci piace la scuola ridotta ad una gara''

Abbiamo appreso della decisione del Garante solo attraverso una nota diffusa da “CatanzaroInforma”.

Non abbiamo dubbi che quanto riportato corrisponda al vero anche se, a tutt’oggi, non abbiamo ancora ricevuto nulla.

Evidentemente il Garante ha ritenuto di dover trasmettere la propria decisione direttamente alla stampa, ignorando chi, in maniera “farneticante”, ha osato chiedere un suo parere sulla vicenda delle liste di ragazzini “virtuosi e meritevoli”.

Questione di “eleganza”, forse. O, più semplicemente, di velocità ed efficacia.

Il Garante ci bacchetta, con inconsueta durezza, sostenendo che sia “assurdo chiedere equiparazione per decreto del merito al non-merito”.

Ha perfettamente ragione. Ma non lo abbiamo mai chiesto.

Rispettiamo, ma non condividiamo, il paragone attribuito al Garante, per il quale la scuola sarebbe “una gara”.

Così come non ci piacciono le argomentazioni, che sembrano ripercorrere le tecniche suggerite da Schopenhauer: “Stando al ragionamento del segnalante allora non si dovrebbe bocciare per non discriminare i bocciati rispetto a quanti sono stati promossi.”.

Perché banalizzare la vicenda, abbiamo solo evidenziato come la diffusione dei “nomi dei ragazzi virtuosi e meritevoli” (a prescindere se i dati siano stati resi pubblici dalle scuole, dalla stampa o da alcuni genitori), a nostro avviso, andava evitata.

Perché parliamo di bambini di appena 13 anni. 

Perché abbiamo provato a pensare ai bambini non “eccellenti”, non “virtuosi” e non “meritevoli”.

E’ opportuna la spettacolarizzazione, sono opportune le classifiche tra bambini ?

Nessuno ha invocato il 10 “politico”.

Ci mancherebbe sindacassimo le valutazioni fatte dalla scuola.

Abbiamo scritto, soltanto, che “stilare classifiche con i bambini, forse, può essere pericoloso”.

Immediatamente sono arrivate diffide, minacce di azioni risarcitorie e, addirittura, denunce per diffamazione.

Mala tempora currunt.

Che, poi, il Garante si spinga fino a giudicare la “dichiarazione rilasciata alla stampa dal responsabile dell’associazione”, definendole “irresponsabili”…francamente lo troviamo singolare.

Non foss’altro che per aver superato, purtroppo da tempo, l’infanzia. 

Sulla interpretazione fornita al nostro pensiero, senza tema di smentita, possiamo affermare che il Garante lo abbia male interpretato. 

Mai abbiamo sostenuto che “i genitori degli studenti bocciati sono legittimati a reagire nei confronti degli insegnanti”, così come mai abbiamo chiesto di “mettere sullo stesso piano meritevoli e immeritevoli”.

Mai abbiamo preteso <<l’equiparazione del merito al non-merito per “decreto del Garante”, cioè abbassiamo la cresta ai migliori e facciamola alzare ai meno migliori.>> .

“Meno migliori” ?

La definizione è fantastica.

Ma in fondo sarebbe stato assurdo e contraddittorio scrivere diversamente.

Perché avesse usato termini diversi avrebbe finito per confermare le nostre preoccupazioni.

Signor Garante dovrà convenire che se gli “impreparati” occupano “posti di responsabilità” non dipende certo dalla pubblicazione delle liste dei “bambini eccellenti” contrapposti ai “meno migliori”.

Così come, se “i più preparati” sono “costretti ad andare via”, non dipende certo dalla pubblicazione degli “eccellenti”.

Magari, signor Garante, girando tra i palazzi della Regione, qualche responsabile potrebbe finanche incontrarlo.

Qualcuno che si straccia le vesti affinché i “meno migliori” finiscano per  vincere i concorsi pubblici.

Ma questa è altra storia.

Concludendo e sperando di poter leggere la delibera, non ci piace che la scuola venga ridotta ad una gara.

La scuola, forse, è davvero altro rispetto ad una sciocca competizione.

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