Primarie PD, Renzi il "rigenerato"

AlessandraQuattrone

Il 4 dicembre dello scorso anno un’onda energetica si è abbattuta sull’ex premier Renzi, travolto da una bomba di “No” abbagliante  che, come in una scena da cartone animato giapponese, ha lasciato un cratere fumante con Crilin* convinto che ormai di Majinbu** non ci fosse più traccia. E invece in questi mesi la figura si è nuovamente ricomposta e i tanti pezzetti rosa si sono riassemblati. RIGENERATO è la parola più corretta per definire un soggetto politico che dopo essere stato gettato fuori a spallate dai suoi stessi compagni (è quello che sperava D’alema, il quale ha fatto prima a farsi un partito da solo, Sinistra Italiana) ha raccolto pezzi, idee e forze per ricompattare la dignità politica, trasformato in caramelle gli altri competitors, ma soprattutto ha riplasmato la faccia tosta. Perché oggi, all’indomani dell’esito delle Primarie  che lo hanno nuovamente e non tanto clamorosamente proclamato segretario del PD, lui candidamente dichiara, come in un libro da Nicholas Sparks, che “si tratta di una nuova pagina” della nostra vita. Non di una rivincita, si badi bene, perché altrimenti gli altri concorrenti, il Ministro Orlando e Michele Emiliano, avrebbero potuto convincersi di avere delle possibilità. Si tratta più semplicemente di una prova di forza, la dimostrazione che la sua figura egoriferita non era stata scalfita dal voto popolare, sebbene lui stesso l’avesse messa nei mesi scorsi sul banco del macellaio convinto che quel referendum non significasse nulla. Cominciato il tour- non c’è altro candidato all’infuori di me- è venuto a prendere il caffè (era “pavatu”, pagato) e una boccata d’aria in via Marina a Reggio, in segreto, a preludio di una vittoria nella provincia reggina schiacciante e a dimostrazione che i bersaniani sono diventati una specie protetta come i panda, o hanno cambiato corrente come i salmoni. Non si può dire lo stesso nel resto della Calabria: nella provincia di Cosenza in non pochi comuni si è affermato su Orlando per il rotto della cuffia e senza percentuali bulgare, segno che non è più roccaforte del segretario regionale Pd Magorno, sempre più schiacciato dalla sconfitta al referendum e dal risicatissimo consenso consegnato nelle mani di Renzi. Outsider il governatore pugliese Emiliano, che ha tagliato la linea del traguardo in coda a tutti in sella ad un triciclo, ma va comunque premiata la sua caparbietà (e il masochismo) e infatti ha avuto la soddisfazione di mettere la bandierina a Palmi. Esilaranti poi tutte le vicende che ruotano attorno alle cabine elettorali nel nostro paese: l’ultima volta che gli italiani sono stati chiamati alle urne per il referendum, era stato Piero Pelù a farci appassionare di politica con la storia delle matite cancellabili e il fantasma dei brogli elettorali in stile stato africano del Gabon; stavolta, invece, sono circolate foto in rete in cui presunti immigrati erano in coda ai seggi, ed effettivamente Renzi ha parlato di 2 milioni di persone al voto, non per forza tutti italiani, quindi plauso alla coerenza.Tipici casi di comploDDismo dirà qualcuno.  E per finire, a Cariati, nel cosentino, un seggio delle primarie Pd era stato allestito in un pub, luogo ritenuto non idoneo per le funzioni. Ma anche qui mi sento di nuovo di fare un plauso alla coerenza, soprattutto perché poi può capitare che siano gli amici del pub (o delle serate in discoteca o del calcetto) a formare il team al governo, Reggio docet.

 

* l'amico scarso di Goku, il celebre protagonista della saga Dragonball

** mostro rosa dalla consistenza gommosa capace di trasformare gli avversari in caramelle e cioccolatini

Foto da Storie.it

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