La Mostra internazionale ''Viaggi'' al Castello Ruffo di Scilla: suggestioni artistiche sul Mediterraneo.

L’uomo Ulisse ci appartiene fin dalla nascita, e con esso il desiderio bruciante del viaggio in quanto uomini e donne nati sulle sponde del Mediterraneo. Spazio che si fa attraversare da echi lontani, il Mediterraneo è al tempo stesso un sentiero liquido fatto di incroci e scambi, ancora oggi bussola di ogni viaggiatore incallito. Sia esso reale o metaforico, il viaggio è l’emblema dell’uomo antico e contemporaneo, ed è a lui che è dedicata la mostra internazionale tra mito, natura e bellezza “Viaggi”. In occasione dell’anno europeo del Patrimonio Culturale indetto dalla Comunità Europea e in concomitanza con lo Scilla Jazz Festival diretto da Francesco Barillà di “Be Art”, appena ieri si è inaugurata questa rara rassegna di arte contemporanea internazionale, in cui trovano posto artisti provenienti da Italia, Svizzera, Polonia, Russia, Argentina, Spagna, Brasile. Curata dal critico Guido Folco dell’associazione Galleria Folco, insieme al museo MIIT di Torino e alla rivista “Italia Arte” di cui Folco è direttore, l’esposizione si avvale di suggestivi significati attraverso il topos classico del viaggio, per raccontare l’uomo, la sua ricerca e il territorio mediterraneo con i suoi molteplici risvolti. L’esposizione si potrà visitare fino al 25 agosto presso il Castello Ruffo di Scilla. Anch’esso luogo del cuore, la fortezza - residenza degli antichi principi di Calabria, oggi è parte del patrimonio nazionale tutelato dal FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, che lo ha nominato fra le mete storiche e culturali più apprezzate dal circuito turistico calabrese. Le opere esposte, oltre cinquanta, rappresentano esse stesse un itinerario attraverso la materia, dentro il mestiere dell’arte, dentro le tecniche artigianali e le installazioni contemporanee. Ovunque l’occhio viene rapito e lo sguardo si sposta in un altrove; passato e futuro, ancora una volta si incontrano sulla soglia dell’ignoto. La creazione artistica, infatti, è un’incognita; ciò che nasce è manufatto che genera materia grezza oppure opera sofisticata e persino tridimensionale: in entrambi i casi un percorso dei sensi in cui perdersi come Ulisse. Impossibile citare tutti gli artisti, più facile cogliere l’occasione per andare a visitare rassegna artistica, castello, spiaggia, bearsi dei concerti del festival e di un paesaggio fiabesco, che fa della Calabria il giardino degli dei.

Jenny Canzonieri

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