CULTURA - A Catania oltre 190 opere omaggiano la rivoluzione ''impressionista''

Di Elmar Elisabetta Marcianò

 

“Che cosa diavolo è?”

“Della brina sui solchi arati a fondo”

“Questi solchi? Questa brina? Ma sono raschiature di tavolozza buttate su una tela sporca. Non ha né capo, né coda, né cima né fondo, né davanti né dietro.”

“Forse, ma l’impressione c’è.” (Vortici di gloria, Irving Stone).

Era appena nato l’impressionismo, la corrente che avrebbe rivoluzionato tutta l’arte riscrivendo i canoni estetici anche se e questa era l’impressione generale, Monet, Pissarro, Morisot “sembrano aver dichiarato guerra alla bellezza”. Secoli dopo siamo ancora “impressionati” da tanta rivoluzione, dal loro linguaggio coraggioso, pioniere di tutta l’arte a seguire. “Gli impressionisti a Catania” è forse l’omaggio più importante dedicato a loro, una esposizione completa che oltre ai nomi più importanti offre la possibilità di conoscere ed accostarsi ai lavori di quasi tutti gli oltre 40 artisti che parteciparono alle 8 mostre ufficiali dell’Impressionismo. Un viaggio nel tempo unico, un viaggio dentro i tratti, la sperimentazione, il sogno di un nuovo linguaggio che potesse competere con quello nascente della fotografia. La mostra, allestita presso il palazzo della cultura, è composta di oltre 190 opere, pittura ad olio, pastello, grafica, ceramica, scultura in grado di offrire un panorama più che mai completo. L’altalena delle loro vite, i continui insuccessi esposizione dopo esposizione, la derisione del pubblico e della critica, in cui brillava ogni tanto un bagliore di comprensione degli spiriti più lungimiranti. Camminare tra le opere in mostra è come sentire il loro bisogno di stare al di fuori delle regole accademiche, avvertire la qualità liberatoria e sinceramente legata alla natura. Artisti con una “visione difettosa” in cui l’accenno della realtà si compone di fatto nella realtà più autentica, nell’impronta del vero, dell’immagine, una miscela di colori priva dell’intorpidimento dell’emozione. En plain air, fuori dagli studi, fuori dall’immaginazione.  Caparbi, coraggiosi, insofferenti alle critiche del loro tempo: “E’ un’onesta e prudente scuola francese mediocremente ispirata. L’effetto generale è di sonnolenza.”, gli impressionisti decisero, non del tutto inconsapevoli, il cammino dell’arte, la storia e tutto il tempo futuro.

L’esposizione resterà aperta fino al 21 aprile 2019.

 

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