LAMEZIA TERME (CATANZARO), 25 MAG - Schiaffi, insulti e frasi ingiuriose all'indirizzo dei piccoli alunni: un'insegnante della scuola elementare del Lametino è stata arrestata e posta ai domiciliari dai carabinieri con l'accusa di maltrattamenti in danno di minori. La donna, secondo quanto è stato accertato dai militari della Compagnia di Lamezia Terme, avrebbe reiteratamente utilizzato metodi di correzione caratterizzati da espressioni di violenza verbale, spesso accompagnate da gesti di violenza fisica.
    L'arresto dell'insegnante è stato fatto in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura. Sono stati i genitori dei piccoli alunni, tutti tra i cinque e i sette anni, che inizialmente avevano parlato di "atteggiamenti scomposti", a segnalare il caso alla dirigente scolastica che si è rivolta ai militari. A inchiodare la donna alle proprie responsabilità alcuni filmati della videosorveglianza.

 
Notizia: ANSA 
Immagini: pixabay 

   

Nella giornata del 21 maggio u.s, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria - a conclusione di un secondo segmento di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI - hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere emessa, per l’omicidio di FORTUGNO Fortunata e il tentato omicidio di LOGIUDICE Demetrio avvenuti all’interno del Torrente Gallico (RC) il 16.3.2018, a carico di CHINDEMI Mario classe 1968, sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 4.7.2018, per altri gravi reati, nell’ambito dell’Operazione De Bello Gallico.

In  occasione dell’esecuzione del suddetto fermo di indiziato di delitto - emesso nel mese di luglio 2018 dalla D.D.A. di Reggio Calabria a carico di CHINDEMI Paolo, CHINDEMI Mario, BILARDI Ettore e PELLEGRINO Santo, in quanto gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, porto e detenzione di armi da fuoco e altri delitti aggravati dalle modalità mafiose, e a carico del solo CHINDEMI Paolo in quanto gravemente indiziato dell’omicidio di FORTUGNO Fortunata e del tentato omicidio di LOGIUDICE Demetrio - i tecnici del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, in ausilio agli investigatori della Squadra Mobile, prelevavano le impronte (anche palmari) dei suddetti indagati, per confrontarle successivamente con un’impronta rinvenuta sullo sportello posteriore destro dell’autovettura Volkswagen Touareg di LOGIUDICE Demetrio, a bordo della quale, sul sedile posteriore, si trovavano le vittime al momento dell’agguato.

La comparazione delle impronte consentiva di accertare che quella papillare (palmare) rinvenuta sul Touareg in occasione del compimento dell’azione delittuosa del 16.3.2018, corrispondevaall’impronta della mano sinistra di CHINDEMI Mario, zio di CHINDEMI Paolo, sicchédoveva dedursi che anch’egli era presente, assieme al nipote Paolo, al momento dell’agguato all’interno del Torrente di Gallico.

Come si ricorderà, a fare luce sull’efferato delitto di sangue fu la Squadra Mobile reggina, sotto le direttive dei Sostituti Procuratori Walter IGNAZITTO e Diego CAPECE MINUTOLO della D.D.A. di Reggio Calabria, attraverso la minuziosa analisi di un’imponente mole di immagini acquisite, nei giorni immediatamente successivi al duplice delitto, dagli impianti di videosorveglianza - per centinaia di ore di filmati passati letteralmente sotto la lente dagli inquirenti - e i riscontri ottenuti dai servizi di osservazione e controllo del territorioche consentivano agli investigatori della Sezione Omicidi non solo di ricostruire le fasi dell’incontro delle vittime, ma anche di individuare nell’Audi Sportback, in uso a CHINDEMI Paolo, l’autovettura utilizzata dal killer la sera del 16 marzo 2018, per compiere prima il sopralluogo e subito dopo l’agguato in cui FORTUGNO Fortunata fu colpita a morte e LOGIUDICE Demetrio fu gravemente ferito.

Molteplici attività tecniche di intercettazione ambientale e veicolare disposte dalla D.D.A. di Reggio Calabria consentivano agli investigatori della Polizia di Stato di raccogliere ulteriori e pregnanti elementi che, in combinazione con quelli già acquisiti dagli impianti di videosorveglianza con riferimento al mezzo utilizzato dal killer per compiere l’agguato, andavano a comporre un quadro indiziario grave, preciso e concordante a carico di CHINDEMI Paolo.

L’impronta di CHINDEMI Mario, lasciata sullo sportello posteriore sinistro del Touareg di LOGIUDICE Demetrio, conduceva da subito gli investigatori a svolgere un nuovo e più approfondito esame dei numerosissimi video relativi alle sera del 16.3.2018, al fine di accertare se vi fosse qualcuno sui sedili posteriori dell’Audi A3 di CHINDEMI Paolo. All’esito dell’accurata analisi il 19 luglio 2018 veniva isolato un fotogramma relativo alle fasi poco prima dell’agguato  dal quale si notava una sagoma sul sedile posteriore laro sinistro, dietro il conducente.

Le nuove emergenze investigative, non solo si incastravano perfettamente nel quadro indiziario posto a sostegno del fermo eseguito il 4 luglio con l’Operazione De Bello Gallico, ma consentivano di attribuire ancora maggiore valenza e convergenza a tutti gli elementi emersi nel corso delle indagini.

Alcuni mesi dopol’esecuzione della suindicata operazione di polizia, nel corso delle dichiarazioni rese agli inquirenti, Mario CHINDEMI ammetteva di essere stato presente sul luogo del duplice fatto di sangue il 16.3.2018 e di averne preso parte.

Le faticose indagini condotte anche dopo l’esecuzione del fermo di indiziato di delitto nel mese di luglio 2018, portavano nella giornata di ieri il G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabriaa disporre, su conforme richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, l’applicazione della custodia cautelare in carcere a carico di CHINDEMI Mario, in relazione all’omicidio di FORTUGNO Fortunata, al tentato omicidio di LOGIUDICE Demetrio e alla detenzione e porto in luogo pubblico della pistola a tamburo con cui venivano posti in essere i fatti di sangue.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita a carico di CHINDEMI Mario nella giornata del 21.5.2019, nel carcere dove è detenuto.

Reggio Calabria 24 maggio 2019.

 Un insegnante di una scuola materna, di 64 anni, è stato arrestato a Lamezia Terme con l'accusa di violenza sessuale su minori. L'arresto è stato fatto in esecuzione di un'ordinanza di custodia in carcere emesso dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura.

    E' scattata dopo la denuncia di una madre che aveva ricevuto le confidenze della propria bambina l'indagine del personale del commissariato di Ps di Lamezia Terme, coordinata dalla Procura lametina, che ha portato all'arresto dell'insegnante di scuola dell'infanzia. Le dichiarazioni della donna sono state successivamente confermate da altre madri che, sentite a sommarie informazioni, hanno dichiarato di aver appreso fatti simili dalle rispettive figlie, anche loro allieve dello stesso plesso scolastico.

 

-Ansa
   

 

Nella mattinata odierna, a conclusione di articolate indaginicoordinate dallaProcura della Repubblica di Reggio Calabriadiretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, lalocale Squadra Mobile- Sezione Contrasto al Crimine Diffuso” – coadiuvatada personale dell’Ufficio Volanti -ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti diSTILLITANO Leandro Domenicoclasse 1998 e diLABATE Antonino classe 1995, indagati perrapina aggravatain concorso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, nonché per porto di armi od oggetti atti ad offendere

I fatti risalgono all’11 gennaio di quest’annoe sono stati ricostruiti dagli investigatori della Squadra Mobile sotto le direttive del Procuratore Aggiunto Gerardo DOMINIJANNI e delSostituto Procuratore Nicola DE CARIA. E’ stato accertato che alle ore 19.45 di quel giorno lo STILLITANO e il LABATE, armati rispettivamente di pistola e di un coltello a lama lunga di grosse dimensioni, erano entrati all’interno del supermercato CRAI” situatonella centrale via Reggio Campi di questo capoluogo, in quel momento affollatodi clienti e, sotto la minaccia delle armi,avevano perpetrato una grave rapina, asportando il denaro presente nelle casse, oltre allo stesso registratore di cassa, per un totale di circa 2.000 Euro. 

Attraverso la visione delle immagini riprese dal sistema di video sorveglianza dell’esercizio commerciale,si è potuto constatare che il LABATE aveva puntato più volte la pistola contro un dipendente, mentre lo STILLITANO, sotto la minaccia del coltello, si impossessavadel bottino.

Determinante, per la ricostruzione dei fatti, è stata l’attività della Squadra Mobileche, attraverso il minuzioso esamedelle immagini registrate dal sistema di video sorveglianza del punto vendita ed estrapolate dalle telecamere presentiin tutte le strade adiacenti all’esercizio commerciale, ha potuto ricostruire quell’evento ed individuare i responsabili. La portata indiziariadegli elementi raccolti dalla Polizia di Stato a carico degli indagati è stata condivisadall’Autorità Giudiziariache ha emesso le misure cautelari in carcere,eseguite in data odierna. 

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