Il Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, su delega del Signor Ministro dell'Interno, richiesta ai sensi dell'ex art. 143, comma 2, D. Lgs. 267/2000, ha disposto un accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Africo al fine di compiere accertamenti ed approfondimenti per verificare l'eventuale sussistenza di forme di infiltrazione o di condizionamento di tipo mafioso.
L'attività ispettiva della Commissione d'indagine, insediatasi in data odierna, sarà supportata nell'espletamento dell'incarico da personale delle Forze di Polizia e dovrà essere perfezionata entro tre mesi dall'insediamento, periodo prorogabile di ulteriori tre qualora necessario.

I carabinieri del Ros e del Gruppo Aosta stanno eseguendo in Valle d'Aosta, a Torino e a San Luca (Reggio Calabria) degli arresti nell'ambito di un'operazione contro un sodalizio 'ndranghetistico in Valle d'Aosta e riconducibile anche alla famiglia Nirta-Scalzone di San Luca (Reggio Calabria) con collegamenti in Piemonte e Calabria. I provvedimenti cautelari sono stati emessi su richiesta della Dda di Torino.

L'operazione denominata 'Geenna' è in corso dalle prime ore di oggi. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino hanno consentito - secondo quanto si è appreso - di ricostruire "uno scenario di pervasiva infiltrazione nel tessuto economico-imprenditoriale" e di documentare l'esistenza di un'associazione finalizzata al narcotraffico di matrice transnazionale tra Spagna e Italia.

Nell'ambito dell'operazione 'Geenna' finalizzata a contrastare infiltrazioni della 'ndrangheta in Valle d'Aosta, i carabinieri hanno arrestato anche il consigliere regionale Marco Sorbara, eletto nelle fila dell'Union Valdotaine. Lo si apprende da fonti investigative. Già assessore comunale di Aosta, Sorbara è stato condotto in carcere.

'Ndrangheta: operazione Geenna, sedici arresti da carabinieri -Associazione di tipo mafioso e concorso esterno nella stessa, estorsione tentata e consumata, tentato scambio elettorale politico-mafioso, traffico illecito di droga, detenzione e ricettazione di armi, favoreggiamento personale: sono le accuse nei confronti di 16 indagati nei confronti dei quali il gip di Torino - su richiesta della Dda - ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare. Le indagini sono state avviate nel 2014 dai carabinieri di Aosta e del Ros nei confronti di alcuni esponenti della criminalità organizzata calabrese residenti ad Aosta.

'Ndrangheta: arrestato assessore Saint-Pierre - Ci sono anche Monica Carcea, assessore comunale di Saint-Pierre (Aosta) e Nicola Prettico, consigliere comunale di Aosta, tra gli arrestati nell'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Valle d'Aosta. I carabinieri li hanno presi in consegna questa notte nell'ambito dell'operazione Geenna.

'Ndrangheta: tra indagati anche noto avvocato torinese - Un noto avvocato penalista torinese, Carlo Maria Romeo, è fra gli indagati dell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndragheta in Valle d'Aosta. Lo si è appreso negli ambienti del Palazzo di Giustizia torinese, dove la Direzione Distrettuale Antimafia coordina gli accertamenti. Carlo Maria Romeo è comparso come avvocato difensore in quasi tutti i più importanti processi di criminalità organizzata celebrati a Torino.

'Ndrangheta: operazione Geenna, confermata 'locale' in Vda: L'operazione Geenna dei carabinieri ha permesso di accertare, per la prima volta dal punto di vista giudiziario, l'esistenza di un'articolazione territoriale di matrice 'ndranghetista, identificabile nella 'locale' di Aosta. Inoltre, secondo gli inquirenti, sono emersi coinvolgimenti tra alcuni politici e il sodalizio criminale. Secondo gli inquirenti la 'locale' di Aosta era guidata da Marco Di Donato in qualità di capo, mentre Bruno Nirta e Antonio Raso erano i promotori e gli organizzatori. L'inchiesta ha anche accertato che l'organizzazione era dedita al narcotraffico, anche internazionale (tra Spagna e Italia), principalmente di cocaina.

'Ndrangheta: operazione Geenna, interferenze politica locale: Il sodalizio 'ndranghetista scoperto dai carabinieri ha interferito nella politica locale, sostenendo le candidature, facendo eleggere nel Consiglio comunale di Aosta uno degli associati, supportando l'azione politica e ricevendo vantaggi dagli eletti. Le indagini hanno anche documentato un chiaro tentativo di "scambio elettorale politico-mafioso" effettuato da Antonio Raso nei confronti di un referente regionale di partito.

'Ndrangheta: Morra,anche in VdA, Stato combatte e le fa male - "'Ndrangheta anche in Valle d'Aosta: ma con l'operazione Geenna sradichiamo anche questa struttura. Anche sotto le Alpi lo Stato combatte la mafia e le fa male". Così su twitter il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, commenta l'operazione Geenna dei carabinieri che ha permesso di accertare, per la prima volta dal punto di vista giudiziario, l'esistenza di un'articolazione territoriale di matrice 'ndranghetista, identificabile nella 'locale' di Aosta.

ANSA

Nei giorni scorsi i finanzieri del comando provinciale di Catanzaro, su disposizione della procura regionale della corte dei conti per la calabria guidata dal procuratore regionale Rossella Scerbo, hanno sequestrato beni immobili, conti correnti e attività finanziarie per un valore di oltre 1,3 milioni di euro nei confronti di due docenti dell’ateneo catanzarese. L’importo costituisce il danno erariale che il sostituto procuratore regionale dott. Davide Vitale, all’esito dell’operazione “non lascio e raddoppio” dei militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di catanzaro, contesta a due professori dell’università “magna graecia”, per aver svolto sin dal 2012 attività professionale non autorizzata e per aver ricoperto incarichi esterni assolutamente incompatibili con lo status di docente universitario “a tempo pieno”. La normativa sul pubblico impiego, infatti, prevede l’assoluto divieto di svolgere attività professionali diverse e ulteriori, salvo casi particolari, che debbono essere debitamente vagliati e autorizzati. Al fine di eludere tale divieto, i due professori avevano anche qualificato gli incarichi incompatibili come generiche consulenze, sfruttando indebitamente la cd. “legge-Gelmini” del 2010 che consente, solo a determinate condizioni, di svolgere attività di collaborazione scientifica e di consulenza. In realtà, all’esito dell’istruttoria svolta dai finanzieri del gruppo tutela spesa pubblica del nucleo p.e.f. di catanzaro, è emerso che si trattava dello svolgimento di visite, di refertazione su esami clinici di laboratorio e di altre prestazioni tipiche dell’attività libero-professionale, in alcuni casi svolte addirittura negli studi privati dei due professori. L’ammontare del danno erariale contestato ai due accademici è stato determinato in base agli stipendi illegittimamente percepiti nel periodo 2012-2018 e alle somme riscosse attraverso l’indebita attività extraistituzionale, che avrebbero dovuto essere riversate nelle casse dell’ateneo e, invece, sono state incassate dai due docenti. Tutte queste somme sono state sottoposte a sequestro conservativo da parte delle fiamme gialle, al fine di garantire il risarcimento alle casse dello stato in caso di condanna.
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