Sabato 23 febbraio 2019 cittadini e studenti visiteranno i cantieri del Museo e Parco Nazionale Archeologico della Sibaritide per monitorare i lavori in corso d’opera come stabilito dalle clausole del Patto di Integrità sottoscritto dal Segretariato Regionale per la Calabria dalle ditte vincitrici Archeo Scarl e COGER Srl e dell’Accordo di monitoraggio tra lo stesso Segretariato, in qualità di Stazione appaltante e ActionAid International Italia, in qualità di supervisore indipendente.

Il Patto di Integrità, strumento sviluppato da Transparency International a partire dagli anni Novanta, è un accordo legalmente vincolante sottoscritto da una stazione appaltante e dalle imprese concorrenti in un appalto, che mira a stabilire un complesso di regole di comportamento finalizzate a prevenire fenomeni di corruzione e a valorizzare comportamenti eticamente adeguati per tutti i concorrenti, per il personale aziendale e per i funzionari pubblici impiegati ad ogni livello nell’espletamento delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture e nel controllo dell’esecuzione del relativo contratto assegnato.

Il progetto rientra nella fase di sperimentazione di monitoraggio civico promossa nel 2015 dalla Commissione Europea ed avviata in 11 paesi dell’Unione, denominata Patti di Integrità: Meccanismo di monitoraggio civico per la tutela dei fondi UE e avviata con la sottoscrizione del Memorandum of Understanding fra l’Autorità di gestione PON Cultura e Sviluppo 2014/20120 e ActionAid International Italia.

Alla visita parteciperanno, la commissione straordinaria del Comune di Cassano allo Ionio, i funzionari pubblici, i rappresentanti delle ditte, il gruppo di cittadini coinvolti da ActionAid Italia sin dal 2016 e due scolaresche aderenti al progetto ministeriale "A Scuola di OpenCoesione" (ASOC), una dell'Istituto di Istruzione Superiore "Ettore Majorana" di Corigliano-Rossano e l’altra dell'Istituto di Istruzione Superiore "Erodotho di Thurii" di Cassano all'Ionio.

ASOC è un progetto ministeriale di didattica innovativa che porta nelle scuole superiori il monitoraggio civico delle opere pubbliche finanziate con i fondi delle politiche di coesione. Le due scolaresche che parteciperanno alla visita ai cantieri hanno scelto come oggetto di studio gli stessi due progetti monitorati dal progetto Patto di Integrità a Sibari.

Saranno presenti anche due membri dell’Associazione Parliament Watch Italia, Francesco Saija e Stefania Castiglia, che illustreranno ai cittadini le iniziative condotte a Messina per la creazione e la sostenibilità di un ecosistema cittadino di monitoraggio civico.


Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio, afferisce al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello.

E’ giusto che i calabresi conoscano, esattamente, la situazione attuale della So. Ri. Cal., la società mista a prevalente capitale pubblico, che gestisce il servizio idrico regionale”.

Ad affermarlo, sono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Fausto Orsomarso ed Alessandro Nicolò  i quali chiedono che “il commissario liquidatore della società, Luigi Incarnato, venga ascoltato con urgenza dalla commissione regionale competente, illustrando con puntualità e dovizia di particolari, lo stato in cui versa oggi la società, attraverso un dettagliato report sullo stato d’attuazione del piano industriale, sulla reale situazione finanziaria ed economica e sulle azioni concretamente messe in atto per risolvere, definitivamente, gli annosi e ben noti problemi. Insieme al commissario Incarnato, riteniamo indispensabile ascoltare anche l’Assessore al Lavoro e Welfare, Angela Robbe per ottenere i necessari chiarimenti sulle procedure di stabilizzazione delle ultime settimane, concordate con le rappresentanze sindacali”.

È inconcepibile, ingiustificabile e anacronistico che il Consiglio Regionale della Calabria non abbia ancora trovato il tempo per deliberare sull’adozione della doppia preferenza di genere. Da troppo tempo quella proposta di legge giace nei cassetti di palazzo Campanella e ogni qual volta si accinge a varcare la porta dell’aula della massima assise elettiva calabrese, inspiegabilmente come per magia, torna indietro. Non crediamo più a questo punto che sia un valore gerarchico di importanza circa i provvedimenti da adottare in aula, visto che in questi mesi l’assemblea ha deliberato su qualsiasi argomento, anche più futile senza pero trovare il tempo di discutere la doppia preferenza di genere.

Pare evidente pertanto, una chiara volontà politica che stringe in un afflato ideologico maggioranza ed opposizione uniti questa volta nel non voler dar seguito ad un provvedimento necessario per ristabilire la democraticità del confronto politico anche a livello regionale.

La doppia preferenza è già esecutiva nelle elezioni comunali, perché non potrebbe esserlo anche in quelle regionali? Per la Regione sarebbe un elemento positivo, su cui, tra l’altro, c’è già stato un lungo dibattito ampiamente sviluppato ed approfondito ma che inspiegabilmente, ancora oggi non ha trovato la giusta conclusione. Noi pensiamo che ormai i tempi siano maturi per dare una svolta concreta al riequilibrio dell’istituzione regionale

La doppia preferenza di genere non è affatto una legge a favore esclusivo delle donne ma è una norma che sostiene il pluralismo e un’adeguata rappresentanza all’interno delle istituzioni. Perché la Calabria deve rimanere fanalino di coda rispetto alla media nazionale e continuare a fare in modo che, per quasi 2 milioni di abitanti, non vi sia un’adeguata rappresentanza delle donne in Consiglio Regionale?

Se i consiglieri regionali non hanno intenzione di affrontare l’argomento e di dare finalmente spazio ad un confronto democratico ad armi pari all’interno dell’agone politico calabrese lo ammettano senza più tergiversare. Se ne assumano la responsabilità e dicano chiaramente ai calabresi che non hanno intenzione di approvare il provvedimento sulla doppia preferenza.

 

Paola Maria Serranò

Maria Tina Foti

Rosetta Lobono

Ida Leone

Giuseppina Vano

Candidate Mozione Giachetti-Ascani Calabria

La domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: nei molti divari che sono tornati a separare la società meridionale dai livelli economici,sociali,culturali raggiunti in questi anni dall’Italia del Nord,la scuola c’entra qualcosa?Esiste una questione meridionale e se sì, quali sono i suoi tratti distintivi?
E in quali termini si presenta la questione scolastica nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia?
Se il grande analfabetismo di massa, il mero saper leggere scrivere e far di conto è stato sconfitto si può ignorare il fatto che da Napoli in giù i tassi di abbandono scolastico, di evasione dell’obbligo, sono tra i più elevati?
Si può ignorare che in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna più della metà degli studenti sono ad un livello inferiore a quello richiesto dalle indicazioni nazionali e si registrano, cosa ancora più inquietante, differenze fortissime tra scuola e scuola?
Si può ignorare che da queste parti quasi il 50% degli studenti è al di sotto della sufficienza in italiano, mentre in matematica si arriva addirittura al 56%, e di fronte a questi dati non è sufficiente, né corretto, né morale prendersela con le rilevazioni Invalsi. E non da ora. Come non da ora il Sud è più arretrato del Nord in termini di economia, lavoro, occupazione, ma pure di dispersioni, edilizia scolastica, strutture, compreso un surplus di docenti a cui è negata la cattedra?
Si dice che lo sviluppo del Paese  dipende dallo sviluppo del Sud, ma nessuno si prende la briga di trovare risoluzioni a questa disparità di formazione e di preparazione tra i ragazzi al di qua e al di là della “linea gotica” mentre decenni di riforme hanno distrutto la scuola.
Sicuramente la crisi economica, che ha invaso gli ultimi lustri, sta portando i nodi al pettine e dove la povertà è più densa lo scarso rendimento scolastico è più intenso, e non c’è bisogno di essere sociologi per affermarlo, mentre la riprova è data dall’altro dato dell’Invalsi e cioè che al Sud ci sono pure differenze tra scuole e scuole, tra quelle delle zone residenziali e quelle altre delle periferia.
Campania, Calabria, Sicilia ,Puglia e Molise occupano i primi cinque posti della triste classifica della povertà educativa in Italia.Regioni in cui bambini e ragazzi sono maggiormente privati delle opportunità necessarie per apprendere,sperimentare e coltivare le proprie capacità per superare ostacoli e condizioni di svantaggio iniziali.
Quasi 9 bambini su 10(87%) ,inoltre, non vanno all’asilo nido o non frequentano servizi per la prima infanzia ,percentuali che si avvicinano drammaticamente al 100% in Calabria e Campania dove solo rispettivamente l’1,2% e il 2,6% dei bambini può accedere a questi servizi.
Questo è quanto emerge dall’indice di povertà educativa 2018 di Save the Children per le regioni meridionali contrariamente a quelle del Nord Italia.
Non sembra esserci  soluzioni a portata di mano per pareggiare i conti col Nord e dunque per arrivare a un’equa spartizione di risultati, ma questi numeri , e non solo questi, avrebbero dovuto  da tempo mettere in allarme, serio, innanzitutto i governatori e le loro giunte Regionali, subito dopo il Ministero dell’Istruzione e quindi i Governi che in questi anni si sono avvicendati nelle varie colorazioni politiche.
Ed  invece lo smantellamento progressivo dell’istruzione pubblica rischia di farle perdere  il suo carattere nazionale nell’indifferenza generale. La regionalizzazione sta compiendo a piccoli passi il suo percorso che porterà a cambiamenti sostanziali .
Per capire la posta  in gioco basta analizzare gli effetti di una simile manovra sulla scuola. Non avremmo più un unico sistema nazionale di istruzione, ma tanti sistemi regionali quante sono le Regioni con autonomia differenziata .I soldi di cui ogni amministrazione scolastica  disporrebbe verrebbero determinati in rapporto al reddito pro capite della regione di appartenenza e precisamente le Regioni del Nord  adottando la nuova autonomia godrebbero mediamente di una ricchezza doppia rispetto alle regioni meridionali come doppio è mediamente il PIL, Nord 32%, Sud 17% (dati Istat2017).
 L’autonomia differenziata sancirà gli squilibri che già esistono e li renderà definitivi e insuperabili. Il gap di servizi, nella scuola, nella sanità, negli asili, nella dotazione di verde, di parchi, di attrezzature sportive, di risorse di sostegno all’apparato produttivo, etc., diventerà “legittimo”, un privilegio etnico-territoriale immodificabile. Insomma chi, all’interno della stessa nazione, abita in territori particolari e benestanti ha più diritti di chi invece ha avuto la ventura di abitare in territori disgraziati.
C’era una volta una Paese dove la scuola era pubblica e le finalità, gli obiettivi li decideva lo Stato, nell’interesse di tutti ,non del mercato. Quella scuola non c’è più. Certa politica non ha cambiato verso alla scuola pubblica.
L’ha semplicemente piegata,immiserita.
Il Mezzogiorno ha bisogno sul piano sociale,oltre che economico,di eserciti di maestri e professori. Di buon scuole e buone università. Di baluardi della conoscenza che siano, al di là di tutto il resto, il simbolo della presenza dello stato unitario sul territorio. Alla nostra classe politica e amministratrice l’arduo compito di invertire la rotta.
 
Guido Leone
già Dirigente tecnico USR Calabria
 

Tutto è pronto per la manifestazione di interesse nazionale che si terrà SABATO 23 FEBBRAIO 2019 – ore 10.30 - SALA ROSSA – PALAZZO SAN BERNARDINO – VIA PLEBISCITO – AREA URBANA ROSSANO dal titolo “GOVERNO SILENTE SULLA RIAPERTURA DEI TRIBUNALI, ANALISI E PROSPETTIVE”. 

C’è attesa per l’evento che ospiterà i vertici del Coordinamento Nazionale “Giustizia di Prossimità” del cui organismo fanno parte i rappresentanti dei trenta comuni sedi di tribunali soppressi. Interverranno il Presidente Avv.Pippo Agnusdei e il Vice Presidente nonché Sindaco di Vigevano Andrea Sala, oltre alle rappresentanze componenti il coordinamento.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri On.Giuseppe Contee il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, tramite la Segreteria Particolare, comunicano a Informazione & Comunicazione, soggetto organizzatore della manifestazione che gode del patrocinio del Comune di Corigliano Rossano, l’impossibilità di presenziare a causa di impegni precedentemente programmati.

L’invito è stato esteso anche ai presidenti delle commissioni parlamentari di “Camera” e “Senato” On. Giulia Sartie Sen. Andrea Ostellari; ai parlamentari eletti nelle aree in cui sono stati chiusi i presidi di giustizia. In particolare dei comuni di: Acqui Terme, Alba, Ariano Irpino, Avezzano, Bassano del Grappa, Camerino, Casale Monferrato, Chiavari, Crema, Lanciano, Lucera, Melfi, Mistretta, Modica, Mondovì, Montepulciano, Nicosia, Orvieto, Pinerolo, Rossano, Sala Consilina, Saluzzo, Sanremo, Sant’Angelo dei Lombardi, Sulmona, Tolmezzo, Tortona, Urbino, Vasto, Vigevano, Voghera. Per i tribunali Abbruzzesi il Governo ha confermato la volontà di una proroga al 2021.

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