“Il fiume di tifosi che ha riempito piazza Brindisi e il lungomare per la presentazione dell’UsCatanzaro 1929 è stata un’emozione grandissima”. 

Lo ha detto l’assessore al Turismo e agli Spettacoli, Alessandra Lobello, ringraziando le migliaia di persone che ieri sera hanno trasformato l’area di “Marinfest”, classica kermesse estiva organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Pro Loco e con la direzione artistica di Francesco Iaconantonio, nello stadio “Ceravolo”. “I cori, gli applausi, l’entusiasmo che hanno accolto i giallorossi rappresentano la cartolina più bella in vista dell’avvio del campionato. Vedere in piazza Brindisi e sul lungomare grandi e piccini con un vessillo delle Aquile, una maglietta, anche soltanto un cappellino del Catanzaro ha ribadito quanto questa città tenga alla sua squadra del cuore. E quanto ci si aspetta da un club, quello della famiglia Noto, che ringrazio ancora una volta a nome dell’intera amministrazione, che ha allestito un organico ancora più forte e ambizioso rispetto all’anno scorso”. 

Lobello ha sottolineato: “Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo ai veri protagonisti della serata, la società, con il presidente e tutta la dirigenza in testa, al tecnico Auteri e al suo staff, ai giocatori di oggi e a quelli di ieri, le “vecchie” glorie che hanno riproposto e ricordato i fasti di un tempo nella speranza, di tutti, che il Catanzaro torni presto a calcare i palcoscenici che merita per storia, blasone e passione della piazza”. 

L’assessore ha poi ricordato che “Marinfest” non finisce qui. E stasera, sempre dalle ore 21:30, come di consueto in piazza Brindisi, presenta un altro appuntamento da non perdere con il concerto del cantautore calabrese Santino Cardamone, uno dei più apprezzati e riconosciuti talenti usciti dalla fucina di “X factor”. “Lo spettacolo di Santino Cardamone – ha concluso Lobello – è un omaggio al grande chitarrista catanzarese Pietro Aldieri, al quale rivolgo un commosso ricordo, ed è un altro dei tanti eventi che stanno caratterizzando la riuscita di “Marinfest” e che, sono sicura, saprà raccogliere consensi e grande partecipazione”.

Il Football Club Crotone comunica di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Antonio Mazzotta.

Nato a Palermo il 2 Agosto 1989, per l’esterno siciliano si tratta di un vero e proprio rientro a casa, che si registra a distanza di 5 anni dalla sua ultima stagione con la maglia rossoblù, casacca che ha indossato dal gennaio 2011 al giugno 2014 collezionando ben 115 presenze e venendo premiato come miglior terzino della cadetteria. Prima e dopo il Crotone, Antonio ha indossato le maglie di Lecce, Pescara, Cesena (anche in serie A), Catania, Frosinone e Palermo per un totale di ben 253 presenze in serie B.

Dotato tecnicamente, fa della corsa e della resistenza le sue armi migliori e garantisce tanta spinta e sovrapposizioni sulla fascia. I tifosi rossoblù lo conoscono molto bene e hanno già avuto modo di vedere e applaudire le sue giocate. 

Il calciatore ha sottoscritto un accordo, alla presenza del presidente Gianni Vrenna foto in allegato) che lo legherà alla società pitagorica fino al 30 giugno 2020 con con opzione di rinnovo per la stagione successiva.

Bentornato a casa, Antonio!

 
 
 
 

Sarà uno dei nuovi volti della Tonno Callipo Calabria Volley Vibo Valentia ed anche un nuovo nome della Superlega. Il pallavolista Aboubacar Drame Neto, difatti, giocherà a Vibo nel ruolo di opposto e arriverà per la prima volta nella massima serie del campionato italiano. Un palcoscenico importante e ambito per il 25enne brasiliano che dall’età di otto anni insegue con grinta il sogno di diventare un giocatore professionista. Abouba, come lo chiamano tutti, è figlio di immigrati dal Mali, paese dell'Africa nord-occidentale, che non ha tradizione nella pallavolo eppure la scintilla che ha fatto nascere il suo interesse per lo sport è scoccata in famiglia grazie all’influenza delle sue sorelle. Appare come un ragazzo semplice, determinato e che conosce il valore del sacrificio. Le nuove sfide non lo spaventano.

Per presentarsi al nuovo mondo che lo accoglierà tra una settimana l’opposto mancino che nei Giochi Panamericani 2019 a Lima ha conquistato la medaglia di bronzo, ha usato queste parole:

“Fuori dal campo sono un ragazzo socievole e allegro. Amo molto stare in compagnia e fare amicizia. In campo sono combattivo e non perdo mai il buonumore.”

 Tra una settimana si aprirà un nuovo capitolo della tua vita. Cosa provi?

“Sono molto emozionato e impaziente di iniziare l’avventura in Superlega. Per me è un’occasione importante che voglio sfruttare al meglio e in cui ripongo tante aspettative.”

Secondo te chi è il pallavolista più forte del mondo? E tu a chi ti ispiri?

“Per me il più forte è Ricardo Lucarelli, di cui sono stato compagno di squadra nella Funvic Taubatè. Invece quello da cui cerco di prendere spunto è il mio connazionale Wallace Leandro.”

Sarà la tua prima volta in Italia?

“Si, non ci sono mai stato. Sono molto curioso di scoprire questo paese di cui ho sentito parlare tanto anche da altri atleti che come me sono arrivati dal Brasile per giocare nella Superlega italiana. Qualcuno come Raphael Vieira mi ha incoraggiato molto parlandomi anche del suo periodo trascorso con la Tonno Callipo. Ha un bel ricordo ed è ancora molto legato a Vibo e ai suoi tifosi.”

Cosa ti mancherà di più del Brasile?

“La mia famiglia e i miei amici. Ma sono tutti molto contenti per me e sono convinto che mi staranno sempre vicini nonostante i tanti chilometri di distanza che ci separeranno.”

I brasiliani amano di più il calcio o la pallavolo?

“La pallavolo è uno sport molto amato in Brasile, ma la passione nazionale rimane sempre il calcio.”

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

“Mi diverte giocare ai videogiochi e guardare le partite di pallavolo che resta in assoluto la mia passione più grande.”

Ci parli della tua famiglia?

“I miei genitori vengono dal Mali e sono arrivati in Brasile 35 anni fa dove mio padre venne trasferito per lavoro. Si sono innamorati del posto e hanno deciso di costruire qui la loro famiglia. Ho tre sorelle a cui sono molto legato.”

Qual è il tuo sogno più grande?

“Partecipare al Campionato Olimpico di pallavolo.”

E' finita ieri sera, con un Empoli che si è imposto sulla Reggina 2a1, l'esperienza degli Amaranto al "Castellani" per il match di Tim Cup, con una buona prestazione.

EMPOLI (4-3-1-2): Brignoli; Veseli, Maietta, Nikolaou, Antonelli; Dezi, Stulac, Bandinelli; Laribi (45' Frattesi); La Gumina (65' Moreo), Mancuso. a disposizione: Provedel, Meli, Balkocev, Pirrello, Donati, Romagnoli, Ricci, Zelenkovs, Cannavò, Mraz. Allenatore: Bucchi.

REGGINA (3-5-2): Farrroni; Loiacono, Bertoncini, Rossi; Kirwan, Bianchi, De Rose (74' Salandria), Sounas, Bresciani (57' Rubin); Corazza, Bellomo (53' Reginaldo). a disposizione: Lofaro, Gasparetto, Marchi, Nemia, Paolucci, Salandria. Allenatore: Toscano.

arbitro: Prontera di Bologna        Assistenti: Rossi - Marchi        Quarto uomo: D'Ascanio di Ancona

ammoniti: Laribi (E), De Rose, Loiacono, Bertoncini (R)

espulsi: al 51' doppio giallo a Kirwan (R)

note, corner: 7-1, recupero: 3' st

Sarà uno dei protagonisti della nuova stagione della Tonno Callipo Calabria Volley Vibo Valentia. Il suo nome è Swan Ngapeth, schiacciatore di nazionalità francese che nel Bel Paese si è già fatto conoscere, prima con la maglia di Modena (2016-2018) e poi con quella di Latina (2018-2019).

Un periodo molto impegnativo per il 27enne che ha perseguito l’obiettivo di dimostrare le proprie capacità agonistiche nell’ambito di quella che viene definita la più difficile e prestigiosa competizione di volley con una duplice motivazione: sia per affermarsi professionalmente, sia per affrancarsi dal giudizio comune che la sua strada fosse stata spianata dal fatto di essere, prima, il figlio di Eric Ngapeth (ex pallavolista e allenatore), e poi, il fratello di Earvin Ngapeth (uno dei giocatori più forti del momento). Due personalità già note nel panorama sportivo che inevitabilmente hanno influenzato il pubblico nel valutare Swan, dentro e fuori dal campo di gioco, al punto di mettere spesso a confronto le sue qualità con quelle dei suoi familiari, in particolare del pluripremiato Earvin. Un paragone però che il neo giallorosso ha sempre considerato inutile e che non è mai riuscito a scalfire il legame tra i due fratelli.

“Sono orgoglioso dei successi di mio fratello e non ho mai provato invidia per lui né ho mai tentato di emularlo. Quello che ho sempre fatto e che continuerò a fare è rimanere me stesso. Ci accomuna la passione per la pallavolo che abbiamo ereditato da mio padre ma il nostro percorso è stato diverso. Io prima di intraprendere questa strada ho praticato tanti altri sport come il calcio e il tennis. Earvin aveva le idee chiare su quello che voleva fare da sempre” spiega Swan che tra poco meno di due settimane arriverà a Vibo Valentia alla corte di coach Juan Manuel Cichello per iniziare la nuova avventura con il sodalizio del presidente Pippo Callipo che da quattordici anni prosegue il suo cammino in Superlega. In squadra sarà uno dei giocatori che si muoverà con più dimestichezza in Superlega, avendone già preso le misure nelle tre stagioni precedenti che per lui hanno rappresentato un’occasione di crescita anche personale:

“Appena arrivato in Italia tutti ripetevano che quello che avevo ottenuto era solo per il cognome che porto e non per merito. Ho dovuto faticare doppiamente per farmi conoscere, per dimostrare quanto valgo e per spazzare via i pregiudizi che c’erano su di me. Alla fine in molti si sono dovuti ricredere e mi hanno apprezzato anche per la mia emotività e il mio temperamento mite.”

Quando hai capito che volevi diventare un pallavolista?

“Avevo quasi 14 anni e vedendo che mio fratello vinceva tante medaglie ho pensato che anche io potevo farcela. Devo dire che lui è stato per me uno stimolo importante per prendere questa decisione che però porto avanti a modo mio, con il mio modo di essere e di fare.”

E qual è il tuo modo di essere?

“Sono un ragazzo molto timido e riservato. Non mi piace stare al centro dell’attenzione. Sono molto sensibile e a volte i giudizi della gente mi hanno ferito. Per questo motivo ad un certo punto ho deciso di non leggere più quello che le persone scrivevano sui social.”

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

“Amo trascorrere del tempo con la mia famiglia a cui sono molto legato. Non ho la fortuna di vedere spesso i miei genitori a causa della distanza ma loro sono sempre nel mio cuore. In questo periodo di vacanza a casa mia in Francia mi diverte stare con i miei due nipotini, i figli di Earvin. Lui è una presenza costante nella mia quotidianità. Naturalmente mi piace uscire con gli amici. Ho tanti conoscenti ma non tanti amici. Quelli più importanti sono due o tre, tra cui il pallavolista francese Thiebault Bruckert, che conosco da quando ho 15 anni. Anche lui sogna la Superlega e io gli auguro di avere la fortuna di realizzare il suo desiderio. Ogni tanto mi piace anche prendermi dei momenti per stare da solo, mi aiuta a riflettere. Lo faccio quando vado a pescare ad esempio.”

Cosa ti piace dell’Italia?

“La pasta! Ormai è diventato uno dei miei piatti preferiti e ho anche imparato a cucinarla. Quando vado a fare la spesa in Francia cerco tra gli scaffali del supermercato la stessa che compravo in Italia perché ha un sapore diverso.”

Di Vibo Valentia, la città in cui andrai a vivere quest’anno, conosci già qualcosa?

“No, sarà una scoperta. So soltanto che da quelle parti c’è un bel mare.”

Ormai manca poco all’avvio della nuova stagione. Che emozione provi?

“Non vedo l’ora di cominciare. Sono fermo dalla fine di marzo e mi manca molto stare in gruppo. Vado in palestra tutti i giorni ma non è come allenarsi con i propri compagni di squadra. Puntare allo stesso obiettivo tutti insieme ti dà una carica straordinaria.”

Il punto di forza del più giovane della famiglia Ngapeth è senza dubbio la sua grande sensibilità da cui si fa guidare  in campo così come nella vita:

Do valore ad ogni piccolo gesto, ad ogni piccola sfaccettatura della partita. Ad ogni gara avverto una grande emozione e mi sento sotto pressione. È sempre come la prima volta.”

In foto da sinistra: Earvin, Swan e Eric Ngapeth

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