TAORMINA, 20 MAG - Belmond Villa Sant'Andrea di Taormina ha festeggiato i suoi 100 anni. La storia della struttura ha inizio quando Robert Trewhella, ingegnere inglese della Cornovaglia, arrivò in Italia intorno al 1850 costruendo anche la ferrovia Circumetnea, la linea ferrata che costeggia l'Etna. Innamoratosi delle viste mozzafiato di Taormina, iniziò a costruire una villa affacciata sulla spiaggia come residenza estiva, completata nel 1919, esattamente 100 anni fa, dal figlio Alfred, che la chiamò come il Capo Sant'Andrea della Baia di Mazzarò. A frequentarla negli d'oro di Taormina vip come Burt Lancaster, Richard Burton, Elizabeth Taylor, Francis Ford Coppola, Al Pacino e Robert De Niro. La storia è stata raccontata da immagini proiettate sulla facciata di Belmond Villa Sant'Andrea in uno spettacolare gioco di luci e suggestioni e celebrata, alla presenza della famiglia Manley, che la ereditò dai Trewhella, con una festa in stile retrò a base di musica electro swing e bollicine.
Negli anni Venti del Novecento, i Trewhella ampliarono la villa, aggiungendo un giardino terrazzato con piante e flora mediterranea, arricchendo la casa con pezzi d'antiquariato e dipinti e rendendo Villa Sant'Andrea un angolo di paradiso siciliano. Con l'arrivo della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia fece ritorno in Inghilterra e la villa fu requisita dagli ufficiali tedeschi, ma, per un caso del destino, con lo sbarco degli Alleati in Sicilia nel 1943 e grazie ad Ivor Manley, sposato con la figlia di Trewhella e generale dell'esercito inglese, Villa Sant'Andrea venne liberata. Villa Sant'Andrea venne trasformata in albergo e fu ereditata dal nipote di Alfred Trewhella, Richard Manley, primo direttore della struttura ricettiva. Dagli anni '60 in poi, l'hotel divenne un rifugio elitario, attirando l'alta società siciliana, oltre a volti noti da oltreoceano. Il legame con cinque generazioni di Trewhella si concluse nel 1985, quando i Manley rientrarono definitivamente in Inghilterra. Ma la sensazione di entrare in una splendida villa privata rimane viva ancora oggi ed è ciò che rende Villa Sant'Andrea, entrata nella collezione Belmond nel 2010, così speciale.

- PALERMO, 20 MAG - Torna in scena al Teatro Biondo di Palermo lo spettacolo Alice nel teatro delle meraviglie di Silvia Ajelli, per una recita speciale offerta ai bambini delle scuole palermitane dalla Fondazione Tommaso Dragotto, sponsor del Biondo con l'azienda Sicily by Car. L'appuntamento è per mercoledì 22 maggio alle ore 10:00. In scena, insieme a Silvia Ajelli, che cura anche la regia, sono Stefania Blandeburgo, Pietro Massaro e la Piccola Banda di Alice composta dai musicisti Dario Compagna, Giacomo Di Domenico e Daniele Tesauro.
    Le scene e i costumi sono di Alfio Scuderi. Alice nel teatro delle meraviglie - ispirato alla celebre romanzo di Lewis Carroll - è uno spettacolo che si rivolge ad un pubblico di bambini dai 5 agli 8 anni, pensato per fare avvicinare i più piccoli al teatro, ma che coinvolge nel gioco anche le loro famiglie. Al loro ingresso i bambini incontrano Alice e subito cominciano le avventure: smarrita in un mondo magico dove tutto può accadere, Alice fa incontri meravigliosi e il pubblico procede alla scoperta di nuovi luoghi e di nuovi personaggi. Nel teatro delle meraviglie, infatti, Alice e il pubblico incontrano personaggi diversi: il Coniglio Bianco, il Topo, il Bruco, il Gatto, il Cappellaio matto, la Finta Tartaruga e la Regina di Cuori. Alla Corte della Regina di Cuori, il viaggio di Alice si rivela un sogno, ma i personaggi non svaniscono come nei sogni, scendendo in sala per incontrare e salutare i bambini.

Picchia mio figlio, lo obbliga a stare in piedi e gli ha fatto saltare la merenda e tratta tematiche politiche in classe con nozioni 'comuniste'". E' l'accusa di una madre di un alunno di terza elementare del Catanese che ha portato alla sospensione della maestra per due giorni, ma solo per uno scappellotto che avrebbe dato al ragazzino e non per il presunto plagio politico. La maestra rigetta tutte le accuse. "Non ha fatto mai politica - contesta il suo legale - ha solo letto il Diario di Anna Frank in classe"

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo,
nelle province di Roma e L’Aquila, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P.
del locale Tribunale nei confronti di 9 persone – 7 Italiani e 2 Romeni – appartenenti a
un’associazione per delinquere dedita alla commissione di reati fallimentari,
riciclaggio e autoriciclaggio.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina e condotte dal Gruppo
Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno preso le
mosse dal fallimento della GEPIN CONTACT S.p.a., operante nel settore dei call center, e
consentito di smantellare un’organizzazione che, attraverso la costituzione di una pluralità
di società, tutte amministrate direttamente o indirettamente dagli associati, ha
deliberatamente condotto l’impresa al dissesto, con un passivo di oltre 43 milioni di euro.
Al fine di rendere inefficaci le procedure di riscossione coattiva, inoltre, il capitale sociale
della fallita è stato formalmente ceduto a una persona giuridica bosniaca legalmente
rappresentata da NALETILIC Mate, figlio di Mladen detto “Tuta”, quest’ultimo
 
condannato per crimini di guerra contro l’umanità quale comandante di un gruppo para-
militare operante nella ex Jugoslavia.
 
Prima di tale cessione, liquidità per circa 2 milioni di euro sono state distratte a favore degli
associati o fatte confluire nelle casse delle altre imprese del gruppo, facendo così rientrare
nel circuito economico “pulito” il denaro “sporco”.
È stata disposta la custodia in carcere nei confronti di:
- BACCARO Giacomo (classe 1976), al vertice dell’associazione;
- GIAFFREDA Massimo (classe 1970), “braccio destro” del dominus;
- PAUSELLI Claudio (classe 1958), fiduciario del capo,
mentre sono stati posti agli arresti domiciliari BACCARO Antonietta, sorella di Giacomo,
(classe 1962), CENNI Cinzia (classe 1971), CIUCCI Daniele (classe 1982), SCIALPI
Salvatore (classe 1965), DIMACHE Gabriel (classe 1967) e IONITA Costantin (classe
1977).
Oltre alle misure personali, il Giudice ha disposto il sequestro, quale profitto dei reati
commessi, di somme di denaro e asset patrimoniali riconducibili ai sodali per circa 2,5
milioni di euro. Tra i beni vi sono anche le quote societarie di una clinica polispecialistica
e di un bar/pasticceria/ristorante di Guidonia (RM).
L’operazione odierna si inquadra nella più ampia azione della Guardia di Finanza volta a
ostacolare l’ingresso degli interessi criminali nell’economia legale e a tutelare, nel contempo,
il rispetto delle regole del mercato e della concorrenza.

La settimana di incontri elettorali della candidata alle europee Emma Staine si è conclusa in Campania. Tre giorni intensi, che hanno portato la rappresentante della Lega a incontrare cittadini e sostenitori, ma anche tanti produttori in occasione della terza edizione di “Ciak Irpinia”, la rassegna promossa dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia, con il patrocinio del Comune di Atripalda, della Provincia di Avellino e del Gal Irpinia Sannio. Un incontro proficuo, durante il quale i produttori hanno esposto problematiche e necessità per il futuro.

 

«A Bruxelles – ha dichiarato la Staine – il nostro obiettivo è quello di dimostrare che esiste una cultura sovranista con idee, proposte e un pensiero ben definito: creare sviluppo e lavoro per i nostri concittadini e le nostre imprese, tutelare la nostra identità e le nostre radici››.Tante le iniziative pubbliche organizzate dai candidati della Lega alle amministrative, che hanno visto protagonista e ospite la Staine, in qualità di futura referente dei territori al Parlamento europeo.

 

‹‹A volte si pensa che la disobbedienza sia un difetto. Per me è la migliore delle virtù – ha poi aggiunto la candidata per la Lega alle elezioni del 26 maggio prossimo nella circoscrizione Italia Meridionale – anche perché in passato, ma anche oggi, le più grandi cose sono state fatte con un atto di disobbedienza. Bisogna disobbedire a chi pensa che l’Europa sia quella dei tecnocrati ed è proprio per questo motivo che il 26 maggio non bisogna scegliere l’Europa prima di tutto ma i popoli prima di tutto, gli europei prima di tutto. L’Europa è la culla della civiltà ma io non accetto che si vada a pietire nulla. Di fronte allo “spirito del Paese” e alla predominanza del senso comune sul “buonsenso”, lo sdoganare pubblicamente, quasi incentivandolo, un comportamento che si concretizza con la disobbedienza può essere facilmente manipolato e strumentalizzato per finalità diverse. Dicono che siamo contro l’Europa ma non è vero: noi siamo contro questo tipo di Unione Europea che è ormai un “mostro” burocratico che non funziona e che sta distruggendo il nostro paese, la nostra economia e la nostra identità. Basta con l’Europa schiava delle banche e delle multinazionali che rispondono agli interessi delle lobby finanziarie››.

 

La settimana appena iniziata vedrà la candidata Emma Staine impegnata in numerosi incontri organizzati in Calabria, con l’unico obiettivo di conoscere quante

 

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