di Cesare Minniti
 
GENESI: GIUSTO QUALCHE ISTANTANEA

Io la vedo così. I comunisti non esistono più dagli anni venti, perché la pratica fu rischiosa ed inutile per fare denaro e godersi la vita: ciò che tutti vorrebbero. 

L'ideologia fu istantaneamente riciclata in capitalismo di stato in Cina e Russia , qualcosa di molto peggiore del fascismo, che almeno non inventava strane scuse per dichiararsi imperialista. Ma almeno, questi qui, avevano una forma di coerenza.
 
Sopraggiunsero gli intellettuali socialisti, che lo facevano tanto per cuccare. Quelli delle lotte studentesche. Estinti negli anni settanta - il tempo di capire che il capitale premia i corrotti (purché ammantati di bandiera rossa) meglio dei genuini servi del sistema, essi fecero carriera negli uffici pubblici provocando il collasso dell'economia italiana, ma conservando ancora un residuo di umanità, diventarono ahinoi genitori, allevando l'attuale generazione. Quella degli idioti, ipocriti, ebbasta. 
 
QUELLI DELLA NUOVA 'SINISTRA' 
Privi di ideali, ma imbevuti di un'ideologia anarco-individualista ostile all'ordine ed alle regole. 
Quelli che, vendendo ai giorni nostri, se arrestano un terrorista comunista, come Battisti, spedito da Bolsonero (=destra) e ricevuto da Salvini (=destra) si sentono feriti e quindi costretti a provare, per esempio, che l'assassino di Adamowics è squisitamente politico. E se non si trova un omicidio adatto ad essere politicizzato, lo si compie ad hoc, purché si provi che è tutta colpa di Trump, Salvini e dei populisti. Se non loro, del loro karma. Del "clima", si è detto. 
O di un battito d'ali dall'altra parte del globo, che può scatenare un uragano, perché no. 
Ecco, questo stesso modo di essere ed argomentare di questa specie di sinistra, fatto di mitologia fascista, contraddizione, sterilità, polemica oltre ogni fastidio, forse, finalmente, cancellerà definitivamente questa razza di deficienti.
E non si tratta di odio, perché l'unico sentimento concepibile è il ridicolo di fronte all'odio, quello si, manifesto, di gente tanto faziosa che difende, contro ogni ragionevolezza, gli esponenti di una denominazione senza più identità. La sinistra. Ma di cosa si tratta esattamente? 
 
Non sono salviniano. Ricordo che una parte del suo partito, quella bestiale, quanto gli idioti di cui sopra, ha fatto la sua fortuna sull'odio verso il Sud. Quella parte è alleata dei meridionali solo per un "male" peggiore, l'immigrazione incontrollata, che dobbiamo sempre alla sinistra con la complicità di Berlusconi che firmò un trattato di Dublino, che però diventò nocivo solo sotto Renzi, che lo ratificò dieci anni dopo (nel 2003, all'epoca di Gheddafi, era vantaggioso per l'Italia) . Ma questo è un altro capitolo. 
Insomma, non posso che osservare sconcertato come le affermazioni e le azioni di Salvini sfiorino la saggezza e si mantengano grossomodo, con qualche scivolone, sul senso comune; che sia un trucco politico? Probabile, vedremo. Intanto, altrove solo lo stridere di unghie sugli specchi. 

Di Cesare  Minniti 

La parte di umanità che crede nel bene, si sa, è in cerca di eroi che realizzino tutti quegli ideali più o meno universalmente buoni e condivisibili, ma Mimmo Lucano, purtroppo, non è tra quegli eroi. 

Stavolta lo spiega bene il Tribunale del Riesame, che, con un verdetto persino più crudo di quello del GIP, detronizza l'ex sindaco di Riace che recentemente, invece, puntava al Nobel ricevendo consensi da politici ed artisti di una certa ideologia. Lucano, si legge, "non può gestire la cosa pubblica(...)egli è totalmente incapace di farlo, e quel che ancora più rileva, in nome di principi umanitari ed in nome di diritti costituzionalmente garantiti viola la legge con naturalezza e spregiudicatezza allarmanti". 
E ancora: "non può limitarsi il Lucano nel suo delirio di onnipotenza ed è per questo che è socialmente pericoloso e non gli può essere consentito ricoprire carice pubbliche e gestire denaro pubblico. (...) l'indagato vive oltre le regole, che ritiene d'altronde di poter impunemente violare nell'ottica del «fine che giustifica i mezzi"; dimentica per-scrivono i giudici- che quando i "mezzi" sono persone il "fine" raggiunto tradisce quegli stessi scopi umanitari dai quali è scaturito il suo iniziale percorso"
"La fa da padrone il tornaconto politico-elettorale del Lucano che in più di un’occasione fa la conta dei voti che gli sarebbero derivati dalle persone impiegate presso le associazioni e-o destinatarie di borse lavoro e prestazioni occasionali, persone molte delle quali inutili a fini lavorativi o addirittura non espletanti l’incarico loro affidato, sovrabbondanti rispetto ai bisogni eppure assunte o remunerate anche in via occasionale per il ritorno politico-elettorale" 
 
Insomma Lucano faceva un pizzico di bene, un quarto di ideologia e il resto era un "do ut des" a chi lo avrebbe dovuto poi votare: insomma, politica. 
 
Ma in tutto ciò non si è preoccupato molto di contabilità, ed il perché è presto spiegato. 
Riace è stato una forma di propaganda a quel modello di "marketing dell'accoglienza" secondo cui si guadagnerebbe accogliendo poveri stranieri trai poveri calabresi; il miracolo, con la complicità della politica, appariva persino plausibile. 
Così Lucano spendeva e spandeva, costruendo una facciata che a malapena si reggeva, e non certo con le varie attività (laboratori, frantoi, turismo sostenibile) che, al contrario, venivano messe in moto alla bisogna per esigenze del tutto scenografiche, per poi tornare a chiudere le serrande. E con i soldi di Sptar e Cas si costruivano abitazioni non utilizzate dai migranti. 
Inoltre "con callida freddezza, una. volta appurato di essere oggetto di indagini giudiziarie oltre che amministrative, progettava la sua candidatura alle politiche come capolista al fine di arginare l’azione giudiziaria nei suoi confronti”. Ciò è lampante in un'intercettazione in cui  rivela “per quanto riguarda gli aspetti giudiziari così a me conviene..ma intanto ovviamente accetto solo se sono primo della lista…"
 
Ma se Lucano fosse un delinquente, più o meno in mala fede e con manie di grandezza, che dire degli amici che, coscientemente o meno, hanno contribuito a far girare la giostra? 
La Boldrini per esempio, venuta a dargli sostegno morale, e i vari sindaci dalla cittadinanza facile: nessuno sapeva niente? . E gli amici ministri e personaggi esteri,  che bacchettavano e rimproveravano il governo italiano , contro ogni costume e contro ogni evidenza, quale interesse avevano in comune con Lucano? 
Tutta gente stranamente moralista in casa d'altri e stranamente interessata, di tutta la Calabria, solo a quel pezzettino dove Mimmo faceva giochi di prestigio col denaro pubblico, trasformandolo in bandiere arcobaleno. 
 
Riace non si arresta, ma forse sì. Anzi a ben vedere, non è mai esistita per davvero, quest'isola che non c'è. Ed è una notizia triste, anche se ormai datata. 
Ma in tutto questo, il pubblico degli utopisti non c'entra nulla, ed è la parte innocente e tenera da salvare. C'è gente, poca, che davvero farebbe spazio a casa propria per accogliere il bisognoso; e poi gente, più numerosa, che semplicemente difende un progetto irrealizzabile per spezzare la routine dei doveri più prossimi e opprimenti: con la famiglia, il lavoro. 
 
Infine, c'è la tifoseria più consistente. Qualche centinaio di elettori stipendiati, e politici paganti. Ma questi ultimi, sapranno sublimare. 
 
 Quanto a me, salutandolo, ho detto ciò  che penso. "Se ciò che dici è vero, Dio ti benedica".
Ho detto: "se" . 
 
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