Modello Riace, quando la bontà supera la fantasia. Ma anche la realtà, la legalità e la democrazia.

di Cesare Minniti
 
Uno tsunami di critiche ha spazzato via tutto il bel clima di ammirazione per la Procura che fino a ieri teneva in vita il fuoco sacro della legalità, soprattutto sui social, tra varie associazioni e gruppi di ammiratori della Legge - sempre un pelino avanti ai magistrati quando si trattava di chiodare l'indagato di turno.
Addirittura, poche ore fa lo stesso procuratore di Locri, Luigi D'Alessio, ha dovuto difendersi con una nota  stampa. Lui come la Procura di Locri, colpevoli di aver rilevato con l'operazione "Xenia", le fallimentari condizioni del modello Riace, e di  procedere agli arresti domiciliari del sindaco in seguito alle pesanti dichiarazioni captate durante le intercettazioni.
Da quando Mimmo Lucano è stato messo agli arresti domiciliari - per una serie di ipotesi di reato di cui finora reggono quellla di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed affidamento illecito di appalti pubblici, la Legge, questo meraviglioso strumento democratico grazie al quale Salvini è stato indagato ieri (a riprova della sua malafede) è diventato oggi l'orrido mazzafrusto col quale Salvini afferma indisturbato razzismo e fascismo (a riprova della malafede della Legge). 
Tanto si potrebbe dire sulla contraddittorietà con cui una certa categoria umana legge e riversa sui social i fatti di cronaca, in maniera tanto ingenua da confezionare capolavori di letteratura umoristica.
Ma veniamo al senso, squisitamente ed interamente politico, della faccenda. Mimmo Lucano è ben altro che un sindaco o un benefattore di popoli non suoi (categoria alla quale, ammesso che lugano vi rientri, va eventualmente accordata la stima per l'idealismo e le buone intenzioni). Egli rappresenta il "modello Riace", ovvero l'ultimo ovvero unico trofeo della politica disastrosa sull'immigrazione portato avanti negli ultimi anni fino all'avvento di Minniti al governo. La bella filosofia era che l'immigrazione, incontrollata e massiccia, fosse una preziosa ed incompresa risorsa anche per il povero Sud. In realtà Riace riusciva a tenere aperto, con i fondi di Sprar Cas e Msna, ripopolandosi di immigrati che si davano da fare esercitando a tempo perso arti varie. Riace che si era prima dovuta spopolare dei calabresi, come dappertutto a queste latitudini, senza che benefattori di altro tipo ne avessero abbracciato la causa. Quanto alla genuinità dell'azione di Lucano, lo stesso D'Alessio ipotizza che la sua fosse destinata al proprio potere ed alle proprie clientele. Ma questo si stabilirà nelle apposite aule di Tribunale.
I fondi e le simpatie arrivavano a Riace da tutto il mondo perché, passata questa teoria della Riace virtuosa, si sarebbero potuti utilizzare tutti gli altri paesi della Calabria, già svuotati dalla secolare incuria e cattiva politica (ogni anno sono decine di migliaia i calabresi costretti ad andarsene) come dormitori internazionali per desertificare anche l'Africa dalle sue ultime forze umane. Tutto questo, rivestito dal suo pietoso velo ideologico è crollato prima dell 2018. Quando a seguito di criticità nelle rendicontazioni delle spese sostenute dal comune, ben prima di Salvini, i fondi erano stati bloccati ed il comune aveva accumulato oltre 2 milioni di debito.
Di sostenibile, a Riace, non c'era e non poteva esserci nulla. E chiuso il rubinetto dei finanziamenti, il sistema era già fallito molto prima dell'arresto di Mimmo Lucano. 
La vera linfa vitale di Riace era mantenere il cerchio di interessi europei ed extraeuropei, come contenitore finale dell'afflusso incontrollato di immigrati. Il progetto era ghettizzare immigrati nel deserto-Calabria regalando popolarità a gente come il primo cittadino di Riace. E quel comune era la messa in scena, bella ma falsa, di come ciò avrebbe rappresentato il bene per l'umanità.
Al di là di queste tristi considerazioni, il sindaco che ha vissuto "oltre le regole, che ritiene di poter impunemente violare nell’ottica del 'fine che giustifica i mezzi' potrebbe essere stato sopravvalutato come esempio di altruista buontempone e maldestro. Invero - come argomenta il gip Domenico Di Croce - se si condidera che le persone utilizzate come coniugi fittizi per "salvare" le donne immigrate erano dei veri, oltre che italianissimi ultimi "i mezzi sono persone, perciò il fine raggiunto tradisce, tanto paradossalmente quegli stessi scopi umanitari che hanno sorretto le sue azioni". Erano per di più soggetti deboli e facilmente manipolabili. Uomini anziani o in un caso anche al limite della capacità di intendere e volere. Ultimi, forse, di seconda categoria, non degni di tutela, perché italiani .
Ultimi che si sarebbero impegnati realmente con regolare atto di matrimonio con delle donne sconosciute (ritenute aprioristicamente vittime, ma il cui curriculum vitae è sconosciuto) una delle quali, Joy, faceva la prostituta. E queste donne avrebbero poi potuto tranquillamente divorziare, magari pretendendo risarcimenti o sostentamento. L'abuso di Lucano si spingeva fino alla manipolazione delle vite dei suoi paesani. Ma a questo, nessuno dei filantropi ha pensato.
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