RUBRICA "IL PESCALUME" - Amore per la politica e riguardo per i cittadini

Mercoledì, 05 Luglio 2017 18:09 Published in Il Pescalume Read 603 times
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IL PESCALUME

Una rubrica col tentativo di dare un piccolo contributo di miglioramento alla nostra routine quotidiana ed auspicando che non manchi, in me e nel lettore, quel minimo di ironia e di nonchalance che devono accompagnare sempre la nostra giornata.
Il lettore, ove voglia giocare insieme a me, mi voglia arricchire, attraverso la Redazione, del suo commento e dei suoi stimoli e suggerimenti. 


 AMORE PER LA POLITICA E RIGUARDO PER I CITTADINI

L’agonia prematura della nostra città metropolitana è ormai condizione di “normalità” e di cronicità poiché, anno dopo anno, i più anziani, si sono assuefatti mentre, le nuove generazioni, così la hanno conosciuta e non hanno nemmeno le basi per porsi il problema.

Fosse solo un problema di carenza di risorse economiche, potremmo pur rassegnarci anzi, di fronte alla miseria ed ai disagi degli immigrati che ci invadono giornalmente, potremmo sentirci già fortunati per non essere nel peggio.

Il rammarico sta nel fatto che, il problema di ordine economico è solo una modesta componente poiché concorrono evidentemente gravi problemi di insensibilità e di sconsiderazione verso la città e verso i cittadini amministrati.

Lo testimoniano una serie di disservizi e scempi che, con disinvoltura, lasciamo permanere da un decennio all’altro, mentre, la loro eliminazione non richiederebbe risorse né mutui ma solo un po’ di riguardo per i cittadini e un pizzico di buon senso.

La strada che, dalla via S. Anna, II tronco, conduce alla bretella argine destro del torrente S. Pietro, ormai da lungo tempo è scempiata dalla permanenza di paracarri in plastica che, oltre a impedire il buon uso della strada e degli spazi pubblici, costituiscono uno sconcio di immagine non fosse altro che per il disordine con cui vengono fatti permanere. Non conta conoscere il motivo per cui, a suo tempo, furono istallati; non conta perché, dato il lungo tempo trascorso, esso è ormai decaduto: simili armamentari vengono adoperati solo per situazioni temporanee e contingenti mentre, per opere da durare nel tempo, di norma si provvede ben diversamente.

Dunque, perché non rimuoverli o farli rimuovere a chi di competenza? Se devono costituire qualcosa di definitivo, si abbia la decenza di provvedere in maniera esteticamente più accettabile, più convenzionale e meno pericolosa; se, invece, come viene da pensare, trattasi di una situazione “dimenticata” è bene riappropriarsi del rispetto verso il prossimo e provvedere in conseguenza tenendo presente anche dell’aggravante che, la strada ingiustificatamente scempiata, non è una stradina secondaria di periferia ma è la strada antistante al CEDIR e ad un Commissariato di P.S.

Non molto lontano da questo scempio, sul bel mezzo della via Sbarre Centrali, c’era una volta una deliziosa “Villa Guarna” (privata) che dava lustro alla zona anche con un’ampia zona verde, con aiuole ed alberi di tutto riguardo che offrivano visuale ed ossigeno al territorio circostante.

Oggi, quella piacevole vista e miniera di ossigeno, è trasformata in un ampio ricettacolo di erbacce, serpi e di qualunque genere di rifiuti, certamente inquinanti e altrettanto certamente intollerabili dal più comune livello di civiltà.

Sarebbe il caso di acquisire la struttura, da parte del Comune e creare verde pubblico, ma, occorrerebbero risorse finanziarie che possono non esserci mentre, per imporre ai proprietari o agli eredi o al curatore o comunque ad un Responsabile, di eliminare una grave situazione di attentato alla salute pubblica ed il relativo sfacelo e mantenere la struttura pulita e sorvegliata, non occorre nessun euro ma soltanto un piccolo atto di buona amministrazione e di riguardo per i reggini: un atto che, senza spese pubbliche, toglierebbe quest’altro vergognoso sconcio.

A pochi chilometri dalla città, altro gratuito danno alla cosa pubblica è costituito da tutte quelle mostruosità che la ditta Liquichimica ha lasciato in “eredità” ai cittadini del litorale ionico lungo le spiagge della frazione S. Elia di Montebello Ionico. Strutture pericolose ed inutili lungo la battigia, enormi pontili ormai logori e disastrati, qualche centinaio di metri di binario sospeso lungo l’arenile e manufatti in cemento che, nel loro insieme, rendono lugubre ed inaccessibile quello che potrebbe essere un lungo e bello litorale di un retroterra già povero e bistrattato. La questione avrebbe dovuto costituire doveroso impegno a rimuoverli da parte della Società che li aveva costruiti e che ha poi chiuso battenti, preoccupandosi di fare soldi, vendendo il terreno e gli impianti a terra, e non preoccupandosi di eliminare le inutilizzabili e dannose strutture sul litorale.

Anche in questo caso, attesa l’inadempienza dei terzi, qualche Amministratore o tutta la serie di Amministratori che si sono succeduti, potrebbero pretendere l’eliminazione del disastro lasciato lungo la costa. Un altro piccolo atto di amore, dei Responsabili dell’Amministrazione Pubblica, per eliminare quest’ulteriore danno e bruttura senza nessun bisogno di spendere un solo euro pubblico!
Sono soltanto esempi di obiettivi importanti che potrebbero essere perseguiti e raggiunti senza impiego di risorse finanziarie ma, solo, con un pizzico di amore per la Politica e di rispetto per gli amministrati.

Consentite di aggiungere: anche con un po’ di coerenza, dal momento che strombazziamo di voler agevolare il turismo in città e di voler normalizzare le affollate residue spiagge accessibili delle frazioni di Saline Ioniche e di S. Elia.


 

Last modified on Giovedì, 28 Settembre 2017 12:32

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