RUBRICA MENT-IRE - Tranquillo! Tutto si risolve! Tutto si aggiusta!

Venerdì, 17 Giugno 2016 08:44 Published in MENT-IRE Read 1263 times
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Di Pasquale Romeo - Psichiatra - www.pasqualeromeo.it

“Non creare problemi” è il motto di oggi, “Tranquillo tutto si aggiusta”, “Non preoccuparti” ma in questo modo, paradossalmente, abbassando la quota d’ansia non si risolve niente ed il normale, l’uomo normale senza ansia procede in maniera incauta tra spine e rovereti, così prima o poi si fa male.

Ma siccome l’ansia è l’unico metodo per affrontare il disagio dell’esistenza, la perdita di questa condizione psichica che nella sua forma più accesa diventa angoscia trasforma l’uomo.

 L’uomo normale oggi è senza ansia oppure ne ha troppa perché  non più abituato a gestirla?

L’ansia perciò va mitigata, eliminata, oggi diciamo  curata in modo psichiatrico attraverso farmaci o psicoterapie, oppure con le distrazioni sempre più presenti (telefonini, televisioni, computer, piaceri fisici) che sono  gli ansiolitici di questa epoca  come i  giochi d’azzardo, macchinette mangia soldi, gare di velocità, e tutto ciò che può darci novità a seconda della predisposizione al  piacere sia fisico (vedi sessualità) o materiale (utilizzo del denaro per acquisti compulsivi). L’ansia perciò è molto importante ed anche grande, nonostante tutto, la voglia di eliminarla, poiché a volte diviene fastidiosa e compromette oltre certi livelli il normale vivere. L’obliterazione dell’ansia tramite psicofarmaci, sistemi edulcorati e gratificanti quanto ha contribuito nello sviluppo di un nuovo modo di vivere e quindi di essere normali?Parlare di normalità significa potere capire chi siamo e quale persona abbiamo di fronte.  E’ come un venditore che sa quale prodotto vendere perché sa a quale persona poterlo vendere.Esistono varie tipologie di persone, nonostante pensiamo di essere tutti diversi, siamo in qualche modo tutti uguali. Nonostante a nostro modo pensiamo di essere speciali apparteniamo, invece,  sempre a delle tipologie specifiche.   Potremo semplificatamene in questo libro cercando di capire la normalità,  parlare di quattro tipologie semplici e lapalissiane senza scomodare le diagnosi della psichiatria o i grandi dogmi scientifici.

In maniera banale possiamo così riassumere:

  1. Alcuni di noi sono in cerca di qualcosa in uno stato di inquietudine esistenziale

  2. Alcuni di noi sono in uno stato di inquietudine ansiosa

  3. Alcuni di noi sono così presi da se stessi che non hanno bisogno di niente

  4. Alcuni  di noi non cercano niente e sono in stasi

Se riusciamo a intravedere queste quattro categorie possiamo comunicare e parlare di normalità.

In quale di queste si trova la normalità?

In quale condizione dovremmo essere per possiamo intravedere la possibilità di essere in equilibrio.

In quale invece siamo più fragili e più in bilico?

Facendo degli esempi pratici le quattro tipologie rappresentano rispettivamente quattro condizioni che così possiamo schematicamente riassumere:

  1. Condizione numero  uno: posso avere di più dalla vita

  2. Condizione numero due: non so, non sono sicuro di niente, sono preoccupato per il futuro

  3. Condizione numero tre: sto bene come sono

  4. Condizione numero quattro: io sono favoloso come me non c’è nessuno

In quale delle condizioni siamo disposti a cambiare, in quale invece non faremo niente?

5 comments

  • Comment Link Giovedì, 23 Giugno 2016 01:24 posted by Recedere

    Sig. SAVERIO Ridurre il complesso al semplice e comunicarlo e' difficile. Mi scusi ma lei crede veramente che la gente è così Idiota ? Un tema di questo genere che risulta normalissimo è stato portato al semplice . Ma per chi ? Per bambini?

  • Comment Link Sabato, 18 Giugno 2016 09:50 posted by Saverio Tomaselli

    Al critico del "vago" vorrei suggerire questa lettura: "Oppositivita e processi d'individuazione". La trovera' su http://www.sublimazioni.it nella sezione "Riflessioni". Probabilmente la trovera' vaga.
    Un saluto,
    Saverio Tomaselli

  • Comment Link Sabato, 18 Giugno 2016 09:21 posted by Saverio Tomaselli

    Quando Cristoforo Colombo chiese ai suoi interlocutori se erano capaci di fare stare dritto un uovo, questi provarono tante volte ma non ci riuscirono. Colombo lo schiaccio leggermente sulla punta....e l'uovo rimase in piedi..."facilmente". Ridurre il complesso al semplice e comunicarlo e' difficile, bisogna essere intelligenti. E' cosi'... non ti avvilire.

  • Comment Link Sabato, 18 Giugno 2016 08:56 posted by Saverio Tomaselli

    E' tutto giusto. Quando si e' intelligenti si capisce e si approfondisce.
    Un saluto,
    Saverio

  • Comment Link Venerdì, 17 Giugno 2016 13:14 posted by recedere

    Troppo vago il discorso , si è parlato di molto ma più che altro di nulla .....

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