Femminicidi, uccide la moglie a Seveso davanti ai figli: intervento dei carabinieri poche ore prima del delitto

Giovedì, 24 Novembre 2016 17:00 Published in Italia Read 262 times
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Le liti continue, la separazione che risale a più di un anno fa. Poi un nuovo tentativo di riconciliazione, lei che torna a casa. Le discussioni, però, erano quotidiane, tanto che la donna lo aveva già denunciato per minacce e ingiurie. Allora lei aveva deciso di andarsene, questa volta per sempre. Lui non le ha lasciato il tempo. Prima dell’ultimo diverbio che poi si è trasformato in omicidio, c'era stata un'altra discussione, talmente violenta da richiedere l’intervento dei carabinieri di Seveso che avevano allontanato l’uomo da casa.
 
Ma poi uno dei due bambini della coppia, il maschio di tre anni, si era messo a piangere vendendo il papà andarsene di casa. Allora la donna aveva richiamato l’uomo per riportare la calma. Invece, pochi minuti prima della mezzanotte, l'ultimo diverbio. Più violento del solito. Le mani dell'uomo che si stringono intorno al collo della donna, la soffocano fino a ucciderla. Tutto è successo davanti agli occhi dei due bambini della coppia, alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
 
Sono 116 le donne uccise nei primi dieci mesi del 2016 in tutta Italia, più di una ogni tre giorni. Con la Lombardia che detiene il primato di regione con il maggior numero di donne uccise: 20 nei primi 10 mesi del 2016, una ogni due settimane.
 
È morta così, nel corridoio della loro casa di via Mazzini, a Seveso, in Brianza, Elisabeth Huayta Quispe, 29 anni, peruviana. Le violenze e la paura in cui viveva la donna non avevano mai oltrepassato i muri del loro appartamento al secondo piano del condominio affacciato sulla piazza della stazione. Fino a ieri notte, quando i vicini terrorizzati dalle richieste di aiuto hanno chiamato i carabinieri. Quella dei vicini non è stata l'unica telefonata arrivata al 112.
 
Anche il nipote dell'uomo aveva composto quello stesso numero per raccontare quanto era accaduto. È a lui che l'omicida si era rivolto chiamandolo sul cellulare pochi minuti dopo l'assassinio. “Ho combinato un disastro”, ha raccontato il 56enne al telefono. Quando gli uomini del capitano Danilo Vinciguerra hanno bussato alla porta della coppia, l'omicida, proprietario della farmacia sotto casa, Vittorio Fernando Vincenzi, 56 anni, italiano, aveva appena nascosto il cadavere della moglie dietro a un mobile della cucina.
 
Aveva anche sprangato l’ingresso della cucina: non voleva che i figli vedessero la moglie morta. Poi, lasciati i figli in casa era corso fino al pianerottolo dell’ultimo piano del palazzo dove abita. È qui che lo hanno trovato i carabinieri. Davanti a loro l’uomo ha subito ammesso di aver ucciso la moglie, una confessione piena, mentre continuava a ripetere all’infinto “ho combinato un disastro”. Tutto mentre i due figli, tre anni il più grande, un anno la più piccola, venivano portati via dai parenti della donna.
 
Il 56enne è stato arrestato per omicidio in flagranza di reato. Ora si trova nel carcere di Sanquirico, a Monza, dove è stato ascoltato dal sostituto procuratore Giulia Rizzo. Frastornato, Vincenzi non è stato in grado di spiegare cosa ci facesse una pentola piena d'acqua in mezzo al corridoio. Per gli investigatori prima di strangolarla l'omicida avrebbe anche tentato di affogare la vittima. In cucina, i carabinieri hanno anche trovato un biglietto. Poche righe in cui il 56enne chiedeva scusa alla donna e anche agli stessi carabinieri. Ma ancora non è chiaro se fosse stato scritto prima per la lite precedente all’omicidio oppure se sia stato scritto solo dopo, quando Elisabeth Huayta Quispe era già morta.
 
Fonte: La Repubblica.it

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