LECCO - Italiana sbarca in Siria con il figlio per sposare un terrorista dell'Isis

Lunedì, 05 Dicembre 2016 08:30 Published in Italia Read 147 times
Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

 

Si è incantata davanti ai video di propaganda dell’Isis su Internet. E sempre via web si è anche innamorata di un terrorista macedone. Tanto da decidere di abbandonare la famiglia, marito e due figlie, e di trasferirsi in Siria portando con sé il bambino più piccolo, sognando un futuro da moglie di unforeign fighter. Questo il percorso di radicalizzazione di una donna albanese residente a Lecco: dopo le indagini dei carabinieri del Ros, nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento cautelare.

Nel dicembre 2014 la donna ha abbandonato il marito e le due figlie per recarsi in Siria, assieme al figlio minore, e arruolarsi tra i militanti dell’Isis. Era stato il marito, anche lui albanese, a denunciare ai carabinieri la scomparsa della donna e del figlio. Gli investigatori hanno tracciato anche l’itinerario seguito dalla donna per raggiungere la Siria, anche sfruttando appoggi nell’area balcanica: giunta in Turchia, si è unita a un nucleo familiare proveniente dalla Bosnia, anch’esso partito per portarsi in zona di guerra. 

Le indagini dei carabinieri del Ros sono state coordinate dalla Procura distrettuale antiterrorismo di Milano. Nell’ordinanza di custodia cautelare a carico della donna, firmata dal Gip di Milano Manuela Scudieri, viene contestato il delitto di associazione con finalità di terrorismo internazionale. L’indagine del Ros, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal sostituto Alessandro Gobbis, ha ricostruito il percorso di radicalizzazione intrapreso dalla donna e che l’ha portata a decidere di partire per la Siria con il figlio ancora bambino.

L’albanese consultava video e materiale propagandistico diffuso sul web, pubblicato da esponenti dell’organizzazione riconducibile allo Stato Islamico. Il suo trasferimento in territorio di guerra è stato determinato anche dalla previsione di unirsi in matrimonio con un uomo macedone già combattente per il Califfato. L’analisi del materiale informatico rinvenuto dai carabinieri e sottoposto a sequestro ha consentito di rilevare una considerevole quantità di video di predicatori estremisti che incitavano al Jihad. Il marito albanese della donna, rimasto con le due figlie in provincia di Lecco, ha più volte tentato di entrare in contatto con la moglie, soprattutto per ottenere il ricongiungimento con il figlio.

Lascia un commento

Assicurati di inserire le informazioni necessarie ove indicato. Il codice HTML non e' consentito.