Il blitz dei Forconi alla Camera per “arrestare” l’ex deputato Napoli

Giovedì, 15 Dicembre 2016 08:00 Published in Italia Read 81 times
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All’inizio ha i toni di uno scherzo. «Siamo un gruppo di cittadini, abbiamo bisogno di notificarle, tra virgolette, un atto. Se ha due secondi glielo leggo…». Osvaldo Napoli, ex deputato di Forza Italia, candidato berlusconiano a primo cittadino di Torino l’estate scorsa, si presta con un sorriso. È tarda mattinata, a due passi da Montecitorio, lui ha appena parlato con l’inviato di «Striscia la notizia», il che lo ha inequivocabilmente connotato come politico agli occhi di un gruppo di attivisti del Movimento «9 Dicembre Forconi».  «In base all’articolo 287 primo comma del codice penale… l’articolo 294…», elenca l’uomo che lo ha fermato leggendo da un foglietto, citando articoli che parlano di usurpazione del potere politico e impedimento dall’esercizio di un diritto politico. Si avvicinano altri, tra cui l’ex generale Antonio Pappalardo, lo circondano, Napoli ancora la butta in burla - «io sono immune, io sono pulito, eh» - ma il tono si fa via via minaccioso - «mi può guardare per cortesia», intima quello che sta leggendo – e culmina con l’annuncio «procediamo al suo arresto in nome del popolo italiano»: in due lo prendono sottobraccio, lo strattonano, lui si divincola, altri urlano «chiamate un maresciallo» e «noi siamo il popolo italiano». I toni salgono, il gioco diventa di pessimo gusto: a quel punto intervengono alcuni carabinieri che hanno assistito a tutta la scena, Napoli «con scatto da tennista» scappa via. Finisce con undici persone denunciate per manifestazione non autorizzata e l’ipotesi che dal vaglio degli investigatori vengano individuati anche responsabili di violenza privata. E l’amarissima sensazione di un gesto squadrista, condito con quel richiamo al «processo del popolo» che non evoca una bella stagione nel nostro Paese. Anche perché, spiega il consigliere comunale di Torino, nemmeno sapevano chi fosse: era solo un simbolo. 

«I Forconi arrestano il primo politico, non era mai successo prima nella storia. Illegittimi, abusivi e golpisti. Italiani. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma voi scendete nelle piazze e ripristinate insieme a noi la legalità», si legge sulla pagina Facebook di «9 Dicembre Forconi», evidentemente orgogliosi della loro impresa. «Il bersaglio non ero io, ma la politica, volevano un politico qualunque. È questo il lato inquietante dell’episodio», racconta Napoli, che predica: «Il linguaggio violento sentito ancora questi giorni nelle aule parlamentari è un fiammifero acceso lanciato sui cattivi umori che scorrono nel Paese». Esattamente quello che dicono altri, mentre gli portano solidarietà.  

 

Perché solidarietà arriva a Napoli dalle istituzioni (la presidente della Camera Boldrini: «aggressione inaccettabile») come dai diversi partiti. «I “fate schifo” urlati a ogni proposta di legge prima o poi trovano qualcuno che li prende sul serio», ammonisce l’ex ministro di Ncd Maurizio Lupi, mentre il senatore del Pd Stefano Esposito dice più chiaramente quello a cui Lupi allude solamente: «Ecco i frutti della campagna populista di stampo grillino», attaccando i Cinque stelle che, coi loro toni incendiari e spesso insultanti nei confronti delle altre forze politiche, sono additati da molti come responsabili di aver scaldato troppo il clima. Ma anche loro, per bocca del gruppo parlamentare M5S alla Camera, esprimono solidarietà a Napoli: «Le legittime proteste rivolte verso questa classe politica non possono e non devono sfociare in atteggiamenti violenti», si raccomandano. In attesa che si svelenisca un po’ il clima, la Questura di Roma fa sapere di avere «ulteriormente rafforzato le misure di vigilanza, ordine e sicurezza». 

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