Campania, all’ospedale di Nola malati curati a terra: arrivano Nas e ispettori. Il direttore: “Meglio così che niente”

Lunedì, 09 Gennaio 2017 16:15 Published in Italia Read 170 times
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Una signora è distesa su un plaid, al suo fianco c’è un addetto sanitario, apparentemente un operatore del 118. A pochissima distanza un’altra paziente, girata su un fianco, in tuta sportiva. Intorno macchinari sanitari, si intravede un altro paziente questa volta su una barella. L’ambiente è quello di una sala di un ospedale. Un’immagine che arriva – secondo quanto ricostruito – dall’ospedale di Nola, in provincia diNapoli, il Santa Maria della Pietà. L’immagine è rimbalzata sui social network e poi è stata rilanciata dal deputato di Forza Italia Paolo Russo: “Altro che De Luca commissario alla Sanità – dice – mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini”. E ora, in mattinata, sono arrivati anche i carabinieri del Nas, inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il governo ha annunciato anche l’invio degli ispettori: “È una situazione intollerabile e scandalosa” ha detto Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.  Un’indagine interna è stata aperta anche dalla Regione Campania su input del presidente Vincenzo De Luca.

Il direttore: “Meglio così che niente”
Ma dai vertici dell’ospedale non fanno un plissé: “Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza – dichiara Andreo De Stefano, direttore sanitario del Santa Maria della Pietà – In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo ‘sequestrate’ due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare”. Si tratta dunque di una situazione “eccezionale” provocata, aggiunge De Stefano, per l’iper-afflusso di utenti nel pronto soccorso tra sabato e domenica, e che va tornando “verso la normalità”, senza più pazienti disposti sul pavimento. “Tra sabato e domenica sono arrivate 265 persone – ha spiegato – a fronte delle 150 circa che arrivano in media, complice anche il freddo che ha gelato le strade, e che ha costretto molte persone della provincia di Avellino a venire a Nola anziché andare altrove. E quando qualcuno giunge al pronto soccorso non possiamo certo mandarlo via, abbiamo preferito mettere a terra le persone piuttosto che non prestare loro assistenza”. De Stefano insiste: “Una di quelle persone era in arresto cardiaco, ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto”. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, “non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza”. “L’altra persona ritratta a terra – ha raccontato – era stata messa in posizione antisoffocamentoperché era in preda al vomito”. Il direttore sanitario spiega che “30 dei 265 utentiarrivati al pronto soccorso sono stati ricoverati e due persone sono state portate in altri nosocomi. Si pensi che c’era anche l’emergenza acqua, ed avevamo allertato la prefettura per poter avere qualche autobotte, poi fornitaci dai vigili del fuoco”. Come spiega il medico al pronto soccorso di Nola arrivano persone “dall’Agro Sarnese, dal Vesuviano, dal Nolano, dall’Avellinese, dall’Acerrano, per un’utenza di circa 300mila persone. Ma i medici fanno il loro dovere e danno assistenza nel migliore dei modi possibili, considerando anche che l’ospedale ha 107 posti letto a disposizione, e ne sarebbero necessari, nella norma, almeno il doppio. Noi non ci scoraggiamo, e siamo sereni, siamo pronti a chiarire tutto quanto ci sarà chiesto di chiarire. Ripeto, quella di sabato è stata un’emergenza che definire eccezionale è poco”.

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