Aeroporto nella neve, 500 italiani bloccati a Istanbul. E oltre 700 aspettano in Kenya

Martedì, 10 Gennaio 2017 12:45 Published in Italia Read 107 times
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ROMA - Bloccati da quattro giorni nell'aeroporto di Istanbul. E' l'odissea che stanno vivendo circa 500 italiani da venerdì scorso nello scalo della metropoli turca a causa della neve. L'ambasciata italiana ad Ankara, con il consolato generale a Istanbul e il consolato a Smirne, segue già da diversi giorni, in stretto contatto con il ministero degli Esteri e le competenti istanze turche, una vicenda, assicurano fonti della Farnesina, "in via di lenta risoluzione, con il progressivo miglioramento delle condizioni climatiche".

Questo il resoconto della situazione reso da Pina Biagini, avvocatessa toscana, all'agenzia Agi. "Siamo a Istanbul da venerdì, bloccati all'aeroporto come profughi - spiega la donna -. Abbiamo tantissima paura perché voglio solo ricordare che la Turchia è il luogo di attentati e proprio in questo aeroporto, non molto tempo fa, dei terroristi hanno compiuto un massacro di pendolari come noi che aspettavano di poter partire".

A Istanbul sono diverse centinaia i voli cancellati a causa di quella che il sindaco Kadir Topbas ha definito come "la più grande nevicata degli ultimi sette anni", che ha portato alla sospensione anche del traffico navale sul Bosforo e al blocco alla circolazione dei tir a cui è stato vietato il passaggio sulle tangenziali della città. La Turkish Airlines ha annunciato per oggi la cancellazione di 227 voli interni e internazionali dagli aeroporti Ataturk, sul lato europeo, e Sabiha Gokcen, sul lato asiatico. Cancellati dalla compagnia di bandiera turca, in particolare, tutti i voli diretti a Roma, Milano, Bologna, Torino, Venezia e Napoli. Già ieri Turkish Airlines aveva cancellato più di 600 voli, 595 due giorni fa. Problemi anche per i voli in arrivo, nonostante gli operatori dell'aeroporto abbiano lavorato tutto il giorno per liberare le piste da neve e ghiaccio.

I voli da e per l'aeroporto Ataturk restano sospesi fino alle 12 di domani. La compagnia di bandiera e l'Autorità nazionale per gli aeroporti (Dhmi) hanno consigliato a tutti i passeggeri di monitorare la situazione dei loro voli sul Web o tramite i call-center, prima di recarsi in aeroporto. Ma resta il problema di chi è rimasto prigioniero degli scali come un ostaggio.

"Siamo disperati, qui c'è il caos e l'unica cosa che ti garantiscono è l'albergo per passare la notte - prosegue il racconto della signora Biagini -. Ma, per motivi di sicurezza, non ci riconsegnano neanche i bagagli. Ieri siamo dovuti addirittura andare in giro per Istanbul a comprare mutande e calzini. Abbiamo cercato di contattare l'ambasciata, ma ci dicono che non ci sono voli e, quindi, siamo costretti a rimanere qui. Ci siamo informati e per domani non c'è alcun volo disponibile. Siamo in balia di nessuno, con i mitra della polizia addetta alla sicurezza in bella vista e con una paura che ti fa tremare. La nostra unica speranza è che da Roma qualcuno si passi la mano sulla coscienza e ci dia la possibilità di tornare a casa. Vogliamo solo questo".

Un altro italiano, Lorenzo Calza, lancia il suo appello via Facebook per far arrivare la notizia sulle prime pagine e premere così per una soluzione rapida dell'emergenza: "Urgente: a tutti i giornalisti in ascolto. Sta scoppiando un casino immenso all'aeroporto di Istanbul. Migliaia di passeggeri accampati da giorni in condizioni disumane, tutto bloccato, decine di voli cancellati. Tanti italiani. C'è anche un mio amico, con bimbe piccole. La situazione è degenerata, sta cominciando a crescere la tensione, scene di violenza. Bisogna rivolgersi alla Farnesina". A seguire, la disponibilità per un contatto diretto.

Dirottati a Gaziantep. Ancor più drammatica la vicenda raccontata via mail a Repubblica dal signor Lorenzo Beni. "Vi scrivo da Gaziantep una cittadina turca sperduta al confine con la Siria, dove io e altri 10 connazionali siamo letteralmente sequestrati contro la nostra volontà da venerdì scorso. Stavamo rientrando dalle Maldive, partiti da Malè venerdi pomeriggio e diretti a Istanbul per poi cambiare aereo e ripartire per Roma. Durante il volo di rientro, a causa del maltempo su Istanbul, ci hanno dirottato e fatto atterrare a Gaziantep. Dopo alcune ore passate all'aereoporto in attesa di notizie ci hanno trasportato, senza darci alcuna informazione, con dei pulman in vari hotel della città. Da quel momento fino ad adesso la situazione non è cambiata".

Ma il signor Beni lancia anche una precisa accusa: "Noi siamo arrivati a Gaziantep nella notte tra venerdì e sabato e gia sabato pomeriggio sono stati fatti imbarcare su voli diretti a Istanbul i passeggeri delle business class di vari voli dirottati sulla citta oltre a dei passeggeri che sono riusciti a comprare gli ultimi posti di business rimasti disponibili. Questo ha determinato che alcune persone siano riuscite a raggiungere la loro destinazione definitiva già nella giornata di sabato o domenica, mentre altre persone tra cui anziani invalidi e neonati venissero lasciati in albergo fino ad adesso".

"Dalle notizie riferite dal personale dell'albergo, che è l'unico riuscito a prendere contatto con la Turkish Airlines, emerge la volontà della compagnia aerea di decongestionare prima l'aereoporto di Istanbul e successivamente gli aeroporti di periferia.  Ma ciò - ribatte Beni - non corrisponde al vero in quanto voli con alcuni 'privilegiati' sono partiti da Gaziantep sia nella giornata di sabato che di domenica. Inoltre basti vedere il sito dell'aereoporto Ataturk per constatare che voli internazionali stanno atterrando regolarmente o con del ritardo".

"Queste osservazioni non è stato possibile comunicarle direttamente alla compagnia area in quanto il numero del call center è perennemente occupato - spiega ancora Lorenzo Beni -. Dato che la situazione sta diventando insostenibile abbiamo chiesto alla nostra ambasciata di intervenire e gestire direttamente questa emergenza affinché possa essere garantito anche a noi dopo 4 giorni la possibilita di tornare in Italia. A ciò si aggiunge la preoccupazione, nostra e dei nostri familiari, per il luogo in cui ci troviamo. siamo a 10 km dal confine siriano. Ieri un'autobomba a 40 km da qui a causato più di 60 morti".

Più di 700 bloccati in Kenya. Intanto, da Mombasa, seconda città del Kenya, scrive alla redazione la signora Fernanda Benini: "Buongiorno, siamo 270 italiani bloccati a Mombasa in seguito al caos voli a Istanbul (Turkish Airlines non manda aerei), altri 500 sono a Nairobi nelle stesse condizioni. Nessuno manda aerei per recuperarci. Può interessare?"

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