RUBRICA "IL PESCALUME" - Patente ma con educazione stradale

Giovedì, 08 Giugno 2017 15:35 Published in Il Pescalume Read 168 times
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IL PESCALUME

Una rubrica col tentativo di dare un piccolo contributo di miglioramento alla nostra routine quotidiana ed auspicando che non manchi, in me e nel lettore, quel minimo di ironia e di nonchalance che devono accompagnare sempre la nostra giornata.
Il lettore, ove voglia giocare insieme a me, mi voglia arricchire, attraverso la Redazione, del suo commento e dei suoi stimoli e suggerimenti.

 


 PATENTE MA CON EDUCAZIONE STRADALE

Nel terzo millennio è richiesta specializzazione in ogni attività a pena di restare “out”. Però non ci siamo ancora resi conto che è indispensabile miglior specializzazione anche per circolare con un veicolo sulle pubbliche strade. Specializzazione che, prima che ai patentati, deve estendersi alla normativa ed alla regolamentazione, all’educazione stradale ed a coloro che devono farla rispettare.

1 - La normativa e la regolamentazione, dal momento che consentono di rilasciare patenti a poco esperti ed a poco educati alla buona circolazione, hanno evidente bisogno di essere aggiornate ed adeguate. Apprendiamo da “Quattroruote” che, con una recente circolare, la Motorizzazione Civile ha “tentato” di muoversi in questa direzione. Il termine “tentativo”, mutuato dal citato periodico, lo condividiamo perché, le direttive date dalla Motorizzazione, aggiungono poco alla situazione anche se restano una “lodevole” iniziativa ma non una riforma.
Solo a titolo provocatorio e di stimolo e col piacere di esporre il nostro pensiero, ci consentiamo azzardare qualche ipotesi di riforma che, ad esempio, potrebbe riguardare l’accertamento della capacità di guidare attraverso vere e concrete prove di abilità (es.: la capacità di effettuare un sorpasso) mentre, sotto il profilo del modo di circolare, si potrebbe rendere obbligatorio, e non semplicemente indicativo, il limite minimo di velocità (non oltre il 30% al disotto del limite massimo) sulle strade a scorrimento più celere. In questo caso, farlo accertare anche elettronicamente così come si fa per il limite massimo.
Se su una strada è imposto il limite di 90 Km/h, non vuol dire che tutti dobbiamo circolare a 90 Km/h ma deve significare che è sconcio e pericoloso circolare a 30 0 40 Km/h perché si crea intralcio alla normale circolazione e, quindi, pericolo. Osserviamo costantemente che tanti impacciati (o altrimenti definibili) circolano a velocità troppo basse, dietro a loro altri impacciati hanno difficoltà (o incapacità) a sorpassare talché, tutti gli altri che vengono dietro, trovano oggettive possibilità di sorpasso essendo costretti a sorpassi multipli. Così si creano dannose file con intralcio alla circolazione e con la conseguenza che il traffico ed i pericoli si intensificano.
Da qui in poi, si può cominciare a usare la definizione di “riforma”!
A proposito di “prove di esame”, ci tornano in mente le gincane, oggi meno diffuse, che ci divertivano indirizzandoci ad affrontare, con l’auto o con la moto, ostacoli artificiosi ed a superare prove bizzarre (passaggi tra paletti ristretti, zig zag tra birilli, fermate in bilico su un piano altalenante ed altri simili); il tutto con la lotta contro il cronometro e contro le penalità ma anche alla ricerca della padronanza nell’uso del veicolo.

 

Anziché con banali retromarce e parcheggi, perché non impegnare in questo (o miglior) tipo di prove gli aspiranti alla patente di guida? Le prove sono tanto più idonee quanto più sono valide a costituire, a priori, un valido autoesame nel senso che nessuno andrà ad affrontarle senza esserne all’altezza. Solo il superamento di prove idonee potrà garantire l’incolumità propria e dei terzi.
Perciò, oltre alla lodevole iniziativa della Motorizzazione di formare gli esaminatori, sarà bene fornirli di più idonee regole e più severe e più ampie materie di esame.

2 – Altra questione è l’educazione stradale cioè l’attitudine ad evitare pericolo, fastidio ed intralcio ai terzi.
Se, l’esame per la patente, come oggi è concepito, mira a garantire la capacità di guidare (“patente di guida”), ciò non è più sufficiente al cospetto di un traffico stradale che si è evoluto, si è intensificato ed è diventato, qualitativamente, più “inquinato”. Perciò, oltre alla capacità di guidare, occorre verificare, in sede di esame per la patente, la capacità di circolare tenendo presente che, a tale capacità, si può pervenire soltanto attraverso una adeguata e preventiva formazione ed educazione stradale.
Purtroppo, in questa materia, la normativa, appare totalmente carente per cui occorrerebbe introdurre questa componente: l’educazione stradale quale materia di rigoroso esame sia teorico che pratico, mirato ad accertare (scientificamente e non “discrezionalmente”), l’attitudine a circolare con correttezza. Se non c’è questa formazione, non ci deve essere il rilascio di una patente di guida convincendosi anche che è inutile affidarsi alle sanzioni le quali, se possono creare cassa per i vari enti, non saranno mai efficaci ed efficienti per creare, a posteriori, la giusta formazione e prevenire danni per tutti.
3 - L’opera di Vigili e Agenti, attraverso l’auspicato adeguamento della normativa, diverrebbe automaticamente più efficace anche se, al di là dei loro meriti che vanno riconosciuti; anche questa opera richiede un ammodernamento e adeguamento alle esigenze della circolazione più che della cassa.
Non disponiamo di statistiche sui tipi di contravvenzioni che vengono elevate ma, anche dalle personali esperienze, possiamo ritenere che alcuni tipi di contravvenzione si ripetono più frequentemente ed altri tipi forse ritardano: le “soste vietate” nel centro cittadino vengono certamente rilevate più frequentemente delle “soste in seconda e terza fila” sulle strade meno centrali; gli “eccessi di velocità” vengono certamente rilevati più frequentemente che non gli “intralci alla circolazione”; gli stazionamenti impropri (diversi dalla sosta), non sembra che vengano rilevati e via dicendo. Eppure, queste infrazioni meno rilevate, sono più pericolose delle altre e, probabilmente, più numerose: si pensi all’abuso del telefonino durante la circolazione.
Se questa analisi è realistica e vogliamo ridurre il caos che troviamo sulle strade ed i danni che giornalmente produciamo, dovremo operare su tutti i predetti aspetti e dovremo farlo al più presto.


 

Last modified on Giovedì, 08 Giugno 2017 15:48

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