REGGIO - Minacciano il padre di pubblicare immagini intime della figlia, due arresti

Domenica, 18 Giugno 2017 10:32 Published in Reggio Comune Read 130 times
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Il personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Polistena, a conclusione di serrate indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e coordinate dal Procuratore Federico Cafiero de Raho e dall’Aggiunto Gerardo Dominijanni, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di M. F. classe 1997 e P. G. classe 1990. I due, residenti a San Giorgio Morgeto (RC), sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di tentata estorsione e di detenzione di materiale pedo-pornografico.
Le indagini hanno preso avvio nel mese di maggio del 2015, allorquando un uomo si è presentato, in forte stato di agitazione, presso gli Uffici del Commissariato di P.S. di Polistena denunciando di essere stato contattato, tramite chat, da un ignoto utente di Facebook che lo aveva minacciato di divulgare on-line alcune fotografie ritraenti la figlia minorenne in pose intime se non avesse consegnato la somma di 2.000 euro.
Gli Agenti del Commissariato di P.S. di Polistena, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, hanno immediatamente svolto un servizio specifico di appostamento ed osservazione al fine di individuare l’autore dell’estorsione nel momento esatto del ritiro della somma pattuita. L’operazione di polizia, in quel contesto operativo, ha dato esito negativo in quanto all’appuntamento tra vittima ed estorsori non si presentava alcuno. Successivamente, grazie ad ulteriori attività info-investigative ed alla preziosa collaborazione del personale del Compartimento della Polizia Postale di Reggio Calabria, è stato possibile ottenere ulteriori spunti per avviare un’indagine, durata diversi mesi, grazie alla quale il GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di M.F., già detenuto per altra causa, mentre P.G., dopo le formalità di rito, è stato collocato presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 

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