CALABRIA - Azione Identitaria: Decreto 111, ancora una volta Scura mortifica l'ospedale di Lamezia

Sabato, 12 Agosto 2017 12:03 Published in Calabria Read 124 times
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Continua in Calabria l’azione di depotenziamento alla sanità nonostante il roboante annuncio dello sblocco delle assunzioni col decreto n. 111 del 10 agosto 2017 che annulla i precedenti in sospensione.

Si parla di 1175 assunzioni da “spalmare” nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere calabresi ed addirittura un taglio di ben 113 OSS esterni, le 1175 unità previste (da subito solo 795, i restanti 380 aspetteranno un nuovo decreto) non basteranno a sanare la carenza di organico né a rendere funzionali interi presidi in attesa delle nomine di medici e primari.

Col decreto 111 il commissario ad acta, Massimo Scura, riconferma la sua totale ignoranza del vero problema della sanità calabrese poiché dimostra ancora una volta la presunzione di voler “sanare” il settore con tagli a spese necessarie e senza alcun investimento per il futuro ma tralasciando di ispezionare sia i presidi sia il modus operandi di molti sanitari che determinano il vero salasso delle casse pubbliche.

Ci troviamo di fronte ad un santone che vuole curare una patologia senza conoscerne i sintomi e senza controllare gli effetti collaterali della terapia da lui stesso praticata, effetti collaterali che stanno portando al collasso funzionale, in primis, l’intero sistema potenziando solo le parti meno minate.

Che gli ordini dati al commissario siano quelli di decimare la popolazione calabrese in nome di un debito mai definitivamente determinato né tantomeno fatto oggetto di pubblicità a riprova dell’efficienza della “ricetta Scura” oramai non è un mistero per nessuno ma ha davvero del vergognoso l’accanimento col quale si prosegue a depotenziare gli “spoke” come l’Ospedale di Lamezia Terme che serve un considerevole bacino di utenza ma viene spogliato quotidianamente sia di medici che di reparti.

Sarà infatti proprio l’ospedale di Lamezia a pagare lo scotto maggiore di questo provvedimento poiché dei medici di cui necessita piuttosto che vedersene assegnati rischia di perdere anche quei pochi rimasti (saranno infatti solo 6 i medici da “spalmare” per tutta l’ASP di Catanzaro) e lo stesso dicasi per il personale infermieristico, l’ennesima mortificazione di cui non si sentiva il bisogno ma che continuerà ad avere ricadute etiche ed economiche sul nostro territorio sotto l’apatia dei politici che dovrebbero rappresentarlo.

Nessun plauso, dunque, per questo ennesimo e vergognoso oltraggio verso i pazienti ed i medici calabresi che continueranno a pagare piu’ di tutti i deliri provenienti dal commissariamento decennale che non sta rivelando nessuna natura umana e nemmeno portando a “casa” risultati positivi ma piuttosto continua la sua forsennata caccia alle streghe per sentieri sbagliati.

Noi di Azione Identitaria ci impegniamo a dare battaglia nei mesi a seguire, consapevoli del fatto che la sanità non deve essere ridotta a meri conteggi contabili che fanno solo l’interesse di quei partiti lontanissimi dal conoscere le vere esigenze del Paese, ma deve tornare ad essere un servizio nazionale efficiente offerto al cittadino.

Pasquale D’Amico

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

 

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