CALABRIA : "nonostante la sua cattiva reputazione" la stampa (straniera) se ne innamora

Mercoledì, 06 Settembre 2017 14:04 Published in Grillo Parlante Read 647 times
Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

 

Come sia diventata un luogo comune, è difficile a dirsi, ma è successo. La bellezza della Calabria è ormai una strada battuta, che si calpesta diretti verso altri obiettivi. Ci si concentra sulla Calabria per il dovere di cronaca, cronaca nera, cronaca di 'ndrangheta. Lo si fa passando attraverso certe scenografie divine che però non sono una notizia, sono stati sempre lì, come le spiagge e i crepuscoli viola di Leonida Repaci. Muti in attesa di qualche barile radiattivo, di qualche discarica, di qualche morto che le faccia cantare. Come gli uliveti, gli agrumeti, le distese di macchia mediterranea, dimenticate finché qualche incendio non ce le ricorda. I paesi sono in attesa di spari per farsi raccontare, per il resto crollano. I palazzi del centro storico di Tropea, cadono a pezzi. Gli alberi della Via Marina cadono (qualcuno dice per il caldo). Ed è anche un problema di stampa.

Tutto viene agli onori della stampa per essere compianto ed inumato, ed è una pessima abitudine. 

 

FUORI DALLE PARENTESI (ITALIANE) CALABRIA SIGNIFICA BELLEZZA. 

 

Poi d'improvviso, mentre siamo anestetizzati, induriti, arresi al silenzio sulla  bellezza, silenzio accecante  - mentre non assordano le grida di certa stampa autoctona, che quando non trova del male se lo inventa - qualcuno si accorge di noi, o meglio di lei. La Calabria.

Ci sono degli Stati, diversi da quello italiano, che non soffrono dei deja-vu giornalistici rispetto al Sud come "quel grosso problema della "ndrangheta". 

Così, quei giornali di quegli stati che non ci vedono come un problema scomodo, scomodo persino da raggiungere, si accorgono dell'esistenza di una Calabria bella, soprattutto bella, ed è una notizia italiana inedita.

 America, Francia, Germania passano di qui per caso ed esclamano: ehi, non sapevamo dell'esistenza di un paese dalle spiagge divine e dal cibo squisito. E per loro,  per questa interpretazione accidentale ed  esotica rispetto al parlato italiano, la nostra meravigliosa bellezza si svela per ciò che essenzialmente è. Il New York Times fa quel che non sanno fare i giornali nazionali e locali: fare una pubblicità onesta, ed inserire la Calabria 37ma trai 52 posti assolutamente da visitare al Mondo. Subito dopo le Maldive.

 

 

"NONOSTANTE LA SUA CATTIVA REPUTAZIONE": MA CHI LA COSTRUISCE?

 

"Nonostante la sua cattiva reputazione". Così le Monde, ha scritto della Calabria pochi giorni fa :"I turisti scoprono il suo patrimonio, le sue belle spiagge, la sua meravigliosa cucina." 

"Quando si parla della Calabria, si tratta solo di storie di crimine, o il turismo, comincia - dichiara Donati - sono voluto andare oltre". Ci volevano le foto di Simone Donati, fotografo fiorentino, e bisognava che trovassero un corrispondente da Roma per Le Monde in Francia. Le vie del Signore, per segnalarci ai turisti stranieri possono apparire strette e tortuose. Ma tant'è, le foto dei calabresi, non trovano corrispondenza d'amorosi sensi in Italia. 

"Dalle sublimi località balneari di Tropea e Scilla - scrive ancora l'autorevole quotidiano francese -  alle affascinanti vedute dello Stretto di Messina offerte dalle sponde di Reggio, questa regione comincia ad attirare i turisti, nonostante la sua cattiva reputazione"

"Infatti, con il patrimonio archeologico inestimabile e sconosciuto, una cucina deliziosa e spiagge paradisiache - il tutto a prezzi bassi - in Calabria non mancano offerte interessanti."

Non sono gli occhi del padrone ad ingrassare il cavallo. A spronare ad uscire dalle grotte, dalle trincee, per mostrare il lato buono di un popolo. Gli occhi dell'amore, sdoganano noi e gli altri dal "dovere" di essere sempre il peggio. Questo manca nell'informazione.  

Poi manca l'Aeroporto per fare arrivare i turisti, i porti per le loro navi, e la regolamentazione dei prezzi di mercato nel settore turistico. Di questo, prima o poi, dovrà occuparsene seriamente lo Stato.

 

Last modified on Mercoledì, 06 Settembre 2017 21:50

Lascia un commento

Assicurati di inserire le informazioni necessarie ove indicato. Il codice HTML non e' consentito.