RUBRICA "IL PESCALUME" - Reggio e il turismo

Mercoledì, 27 Settembre 2017 15:45 Published in Il Pescalume Read 674 times
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IL PESCALUME 

Una rubrica col tentativo di dare un piccolo contributo di miglioramento alla nostra routine quotidiana ed auspicando che non manchi, in me e nel lettore, quel minimo di ironia e di nonchalance che devono accompagnare sempre la nostra giornata.
Il lettore, ove voglia giocare insieme a me, mi voglia arricchire, attraverso la Redazione, del suo commento e dei suoi stimoli e suggerimenti. 

 

 REGGIO E IL TURISMO

 

Seduti accanto, ci è stato dato di ascoltare la telefonata di una turista, più o meno sessantenne, alla propria figlia evidentemente rimasta a casa.

Essendo stata fatta in pubblico, detta telefonata, non abbiamo remore a riportare una sintesi di quanto ascoltato.

"Sai, Susy, ho visto finalmente i Bronzi ed il Lungomare e sono rimasta incantata ma, tante altre cose hanno colpito la mia attenzione sia perché raramente si vedono altrove che per la disinvoltura con cui vengono realizzate. Intanto, è poco avvertito il problema del parcheggio perché la gente lascia l’auto proprio di fronte alla porta dove deve entrare non curandosi di seconda o terza fila.

Vigili urbani se ne vede solo qualcuno, nella stretta area del centro storico, impegnato però solo a fare qualche contravvenzione e comunque disinteressato al resto che possa riguardare gli ingorghi, la regolazione del traffico, le frequenti liti tra cittadini, l’abuso dei telefonini, il disordine automobilistico nelle aree oltre il centro storico, le costruzioni abusive, l’occupazione abusiva delle aree pubbliche e quant’altro ci si aspetterebbe da un vigile urbano.

Ci sono più automobili che persone mentre gli autobus, quando li vedi, sono prevalentemente vuoti. La gente, vaga, in macchina, incurante degli altri, apparentemente senza una meta: nessuno ha fretta però ognuno si adira se talaltro ostacola minimamente la sua circolazione; ovviamente, in questi casi, si limitano solo a sbracciarsi, chiusi all’interno della propria autovettura, e si guardano bene dal fare la simbolica mossa, con indice e mignolo tesi, sapendo che susciterebbe ire criminaloidi e facili passaggi a vie di fatto violente.

L’asfalto sulle strade è semplicemente accennato perché in maggior parte divelto o deformato da una particolare specie di rattoppi che peggiorano la situazione.

La gente non si preoccupa più di tanto perché ormai conosce le buche una per una e perciò le evita facilmente con manovre da gymkhana o, in caso di buche nuove, con frenate improvvise a cui tutti reagiscono bene perché già abituati.

Gli attraversamenti pedonali, qui chiamate strisce, sono un optional inutile sia per i pedoni, che attraversano ovunque, sia per gli automobilisti, che non se ne curano proprio. Solo in qualche caso si vede un pedone attraversare sulle strisce, con flemma disarmante, soffermandosi al centro della carreggiata e sberciando minaccioso il sopravveniente automobilista come a volergli dire: se mi tocchi, vedrai che ti succede! 

Non ti dico dell’affollato passeggio permanentemente. La via centrale, il Corso, si svuota soltanto nelle ore in cui la gente migra per affollare pizzerie e fast food. Si direbbe che la gente non sia molto impegnata in attività produttive ma, tale impressione appare smentita dal proliferare di coupè, fuoristrada e rombanti moto che infestano la città.

Susy, non mi dilungo perché so che hai da fare; ti dirò poi, al mio rientro, delle altre stranezze che ti creano l’impressione di trovarti nel paese del Bengodi con un Comune probabilmente senza quei costosi Organi di Amministrazione e Uffici e con una cittadinanza che sembra non dover non pagare tasse dal momento che, anche di servizi pubblici, se ne vedono proprio pochi. Ma, le cose non stanno così come appaiono perché, le tasse, qui a Reggio, sono le più alte tra gli altri Comuni d’Italia e, queste situazioni, non sono novità: sembra che sia stato sempre così tanto è che, Reggio, è nota pure come u paisi i Giufà.

Ti saluto caramente ma ti anticipo che, visti i Bronzi e il Lungomare, non ho più motivo di ritornarci."

Nessun commento da parte nostra ma una sola considerazione: chissà quante altre cose avrà da raccontare, quella turista, allorché avrà fatto ritorno a casa!

Reggio Cal. 22.9.2017

 

Last modified on Giovedì, 28 Settembre 2017 12:32

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