Reggio vs Cosenza: trova le differenze

Martedì, 02 Gennaio 2018 11:03 Published in Grillo Parlante Read 2581 times
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di Cesare Minniti

Megaconcerto con rockstar internazionale incorporata a parte, l'alberello mancava anche a Cosenza. Anche a Cosenza mancava l'alberello perché non ci entrava, c'erano 100.000 tra cosentini e forestieri, il Sindaco, la sicurezza, tutto. Mancava anche il deep club, ma tutti gli altri club c'erano e stretti stretti: non c'entravano tutti, li pregavano che si ritirassero per il sovrannumero e probabilmente anche il parroco locale, anziché inibire, sarà sceso in piazza a dar man forte, incensando la calca ed i decibel, linfa vitale per l'economia.

Questo potrebbe portarci a trarre ragionamenti sconclusionati sulla differenza sostanzialmente politica che porta due città, peraltro allineate per latitudine, problemi di mafia eccetera, due città gemelle insomma, a due scenari totalmente opposti. L'una, Cosenza, con Skin il parroco ed il Sindaco a vegliare su una vera festa; l'altra, Reggio, col Sindaco barricato assieme ai poliziotti dentro una caserma a sorvegliare piazza Duomo deserta contro eventuali invasioni di male intenzionati pronti a piantare una cassa acustica o un alberello di Natale in mezzo al cemento. Sia mai.
"Divertitevi- ci assicura, ma ironicamente, il prodigo organizzatore del nulla a Reggio Calabria- che alla vostra sicurezza pensiamo noi". 

I cosentini sembrano avere decisamente più fortuna in termini di classe dirigente, ma per gli scettici è solo apparenza. Il loro Sindaco, apparentemente efficiente, apparterrà a quella specie di "amministratori precedenti", quelli di prima della svolta, che ti riparano le strade, ma rischiano buchi nei bilanci, che ti fanno anche buona politica ma con pessima dizione, che scendono in piazza ma col ciuffo spettinato, che ti organizzano città universitarie ma sono di destra. E poi, anche questi mega eventi, chessò, finisce che i ragazzi si accoltellano o ti riempiono di cicche per terra. 

A smentire, la nota diffusa dal sindaco Mario Occhiuto: "Il primo gennaio la citta' si e' risvegliata in perfette condizioni igieniche e di pulizia con un rodato sistema operativo.(...) A terra, infatti, non si sono viste distese di bottiglie di vetro. Ogni cosa ha funzionato al meglio per l'intera notte fino all'alba, quando ancora riecheggiava la musica della mega discoteca all'aperto di piazza Bilotti con i deejay di Studio54Network." Insomma, a Cosenza l'ordine riescono a mantenerlo anche a città vivente e senza fustigare i cittadini sul web. Come mai?
Forse là, i "lordazzi", quando passano coi mezzi di pulizia, li aspirano calabresi e li sputano svizzeri?

Ma aspettiamo a farci venire la classica schiuma da invidia schizofrenica. Perché le città del Sud sono tutte così, ad un certo punto sembrano andar bene. Ti riparano le strade e le riempiono di turisti, ma dopo qualche anno ce le commissariano e si chiudono aeroporti, teatri, piste sciistiche baracche e burattini.

Meglio abituarsi prima, dire si all'Amministrazione prudente, che si accontenta del nulla per la città. E che il Sindaco fustighi con sarcasmo e gatto a nove code i suoi miserabili che non vivono come dei sudditi perbene, sbattendoli in mondovisione, se del caso, questi "lordazzi", questi galeotti, questi vinti. "Cosenza bellissima" annuncia Occhiuto, "Reggio lordissima"  Falcomatà.

Certo pare larghissima questa svolta, che dall'affollata strada della perdizione ha portato i reggini tra vallate più deserte e buie, dove fanno clamore anche le scoregge dei lupi - presto saranno vietate anch'esse con ordinanza amministrativa, tra lo sfottò di Cosenza ed il trionfo di Catanzaro. 

Mentre Reggio perde voli, giovani, occasioni e dignità, forse scopriremo che paralizzando la città con una politica fantoccio, non si è prodotto nemmeno la tanto agognata legalità. Che nella miseria, si sa, non è mai attecchita.  

Last modified on Giovedì, 04 Gennaio 2018 14:10

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