RUBRICA "IL PESCALUME" - Educazione alla Democrazia

Mercoledì, 21 Febbraio 2018 15:33 Published in Il Pescalume Read 1238 times
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IL PESCALUME 

Una rubrica col tentativo di dare un piccolo contributo di miglioramento alla nostra routine quotidiana ed auspicando che non manchi, in me e nel lettore, quel minimo di ironia e di nonchalance che devono accompagnare sempre la nostra giornata.
Il lettore, ove voglia giocare insieme a me, mi voglia arricchire, attraverso la Redazione, del suo commento e dei suoi stimoli e suggerimenti. 

 

 EDUCAZIONE ALLA DEMOCRAZIA

 

Durante una campagna elettorale, il cittadino comune si aspetterebbe che, i candidati rappresentassero, agli elettori, i loro “differenti” programmi di governo e spiegassero come, a loro parere e convincimento, tali programmi potrebbero venire realizzati e condurre al miglioramento delle condizioni di vita di coloro che mettono nelle loro mani il proprio futuro.

“Nelle loro mani”, da intendere non quale mera locuzione bensì come reale modalità.

Perché, quei candidati, allorché eletti, “avranno” il potere di fissare le regole di vita della comunità, le regole per la redistribuzione del reddito, le modalità per l’istruzione delle nuove generazioni, i livelli di assistenza sanitaria e di sicurezza sociale e personale, i rapporti con le altre comunità extranazionali, le modalità di amministrazione e gestione delle risorse pubbliche e tante altre “cosette” simili, inutili da elencare poiché vengono ampiamente “enunciate” e elencate durante le moderne campagne elettorali. Cosette, forse sintetizzabili in: cosa imporre al cittadino e cosa lasciare alla sua discrezione.

Dunque, cosa intenderebbero i cittadini per “programmi di governo”?

Probabilmente, più che le enunciazioni e le facili “promesse”, i cittadini si aspetterebbero di conoscere le “scelte” e le “differenti” (ma concrete e realistiche) iniziative, attraverso le quali, individualmente o attraverso il loro partito o coalizione, i vari candidati intenderebbero conseguire i risultati e, ove non conseguiti, conoscere i motivi e gli errori che sono ostati al conseguimento.

Probabilmente, i cittadini si aspetterebbero che si andasse anche oltre: che si chiarisse come si intende recuperare l’handicap accumulato dal  nostro Paese rispetto alla globalizzazione, come si intende prepararsi ormai al dopo globalizzazione, come pervenire al ridimensionamento del debito pubblico, come inseguire e raggiungere le economie più avanzate, come affrontare e risolvere il problema del terrorismo imperante senza dover permanere nella mera attività di prevenzione, come sviluppare l’acquisizione di un’adeguata cultura democratica, come accelerare l’unificazione dell’Europa prima che gli Orientali la cancellino dallo scacchiere economico e politico mondiale, come superare lo stato di povertà ed avere condizioni di vita dignitose; possibilmente non con le elemosine (bonus e simili) bensì riformando il sistema economico e fiscale che oggi conduce fatalmente all’accentramento della ricchezza in mani sempre meno numerose.

Possono sembrare aspettative ambiziose ed utopistiche ma, ciò conta poco perché soddisferebbe già l’intento di perseguirli con impegno, competenza e meno egoismo!

Aspettative che, nella teoria, hanno, probabilmente già una potenziale via di realizzazione (esistono comunità che le hanno realizzate) e attendono soltanto gli individui capaci e vocati al loro perseguimento.

 

Aspettative che, nella teoria, hanno, probabilmente già una potenziale via di realizzazione (esistono comunità che le hanno realizzate) e attendono soltanto gli individui capaci e vocati al loro perseguimento.

Non pare che i tempi ed i nostri costumi politici attuali camminino in questa direzione: gli impegni, spesso cadono nel dimenticatoio o ricevono “finte” attuazioni; la competenza, non c’è perché sono i politici stessi a darsi vicendevolmente dell’ignorante o dell’imbroglione; quanto all’egoismo … non occorre parlarne!

Anche sotto il profilo etico, le campagne elettorali non sembrano improntate né al rispetto reciproco né agli interessi dei cittadini. Basti considerare che, gli stessi candidati non riescono proprio a portare la gente alle urne: sembrano non avere una ideologia che guidi le loro parole e le loro decisioni mentre producono un guazzabuglio di maldicenze reciproche ed una corsa a chi la “spara” più grossa. Lo stesso Presidente della Repubblica ha voluto intervenire esortando alla moderazione delle forme e dei contenuti; purtroppo, senza ottenere “grossi” risultati.

In linea con l’epoca dell’apparire, i politici, oggi, sembrano particolarmente impegnati a trovarsi il più possibile in televisione e altri media, impegnati a promettere sicurezza, bonus, occupazione, prestigio internazionale, riduzione di tasse, crescita economica ed altri paradisi simili ma, poco impegnati a spiegarci, con chiarezza, come pensano di raggiungere questi traguardi.

Meglio così perché, quando tentano di farlo, la soluzione appare “sparata” più grossa della promessa.

Non proseguiamo per non rischiare di apparire anche noi maldicenti.

Giusto per dare un senso ed una conclusione alla riflessione, ritorniamo sulla esigenza di “educazione alla democrazia” perché, questa formazione (purtroppo, poco o niente curata), non riguarderebbe solo i cittadini che devono votare per la Democrazia ma riguarderebbe anche la formazione degli aspiranti candidati che dovrebbero imparare e desiderare, per primo, come portare la gente alle urne.

Educazione alla democrazia che dovrebbe condurre ad una attività politica vista non come mezzo di potere o di sostentamento bensì come un particolare tipo di missione; “particolare tipo”, perché deve essere mirata al bene altrui nella stessa misura del bene proprio e dei propri figli e nipoti.  

 

Last modified on Mercoledì, 21 Febbraio 2018 15:39

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