RUBRICA "IL PESCALUME" - Innovazione o conservazione?

Venerdì, 01 Giugno 2018 09:00 Published in Il Pescalume Read 255 times
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IL PESCALUME 

Una rubrica col tentativo di dare un piccolo contributo di miglioramento alla nostra routine quotidiana ed auspicando che non manchi, in me e nel lettore, quel minimo di ironia e di nonchalance che devono accompagnare sempre la nostra giornata.
Il lettore, ove voglia giocare insieme a me, mi voglia arricchire, attraverso la Redazione, del suo commento e dei suoi stimoli e suggerimenti. 

 

 INNOVAZIONE O CONSERVAZIONE?

 

Verrebbe da dire che, in questi ultimi 88 giorni, ne abbiamo viste di tutti i colori ma ci torna più idoneo dire di un solo colore. E’ stato monotono, infatti, il diffuso scetticismo verso la nascita di un governo che, in fondo, avrebbe solo la colpa di rispecchiare e di rispettare politicamente la volontà della maggioranza degli elettori italiani come uscita dalle recenti elezioni.

In questi 88 giorni (e certamente la “critica” non si è ancora esaurita), abbiamo dimenticato lo stretto nesso tra i dettati della Costituzione ed i concetti di Democrazia e di Maggioranza. Abbiamo scoperto che, la Maggioranza vorremmo rispettarla solo quando ci conviene. Tanti disinvolti soloni, che si sono susseguiti nei dibattiti televisivi e sulle pagine dei giornali italiani ed esteri, con supponenza di dubbio gusto, si sono ostinatamente contrapposti ad un esito che invece, ove fosse stato guardato con serenità e non con giudizio di parte, sarebbe potuto apparire ovvio sin dal primo momento.

Il conservatorismo di chi sta con le tasche piene ha pure rotto gli argini del self control e non è riuscito a restare nemmeno nei termini del buon gusto e della buona diplomazia.

Cosicché, al momento del verificarsi dell’”evento”, cioè l’incarico di formare un governo con una possibile maggioranza, si è raggiunto l’apice di questo diffuso disappunto dell’apparato; disappunto che è diventato anche livore quando si è manifestato con Titoloni, tutti dello stesso tenore: “Mattarella si arrende”, “Mattarella cede” e simili.

Titoloni e contenuti che, al di là di ogni giudizio che non ci riguarda, non sono riusciti nemmeno a tenere conto del dovere di essere riguardosi verso il Presidente della propria Repubblica e, quindi, verso sé stessi. Pur leggendo questi Titoloni e ascoltando tante analoghe opinioni ci è tornato comunque difficile individuare a quale componente di illegittimità od a quale atipica pressione, il Presidente si sarebbe arreso!

Gli stessi autori dei Titoloni sono poi diventati “difensori” della sacralità del Presidente quando altre parti, con incontrollata irruenza, hanno cercato di metterla in dubbio

A nostro modesto parere, le cose non devono stare così.

Non stanno così perché, contrariamente ai titoloni d’occasione, il nostro Presidente si è dimostrato vero garante del rispetto del dettato costituzionale, come è Sua prerogativa, ma, soprattutto, si è dimostrato altamente coraggioso nel momento in cui, senza l’appoggio dei Soloni, ha deciso di rispettare la volontà dell’elettorato pur quando essa è stata espressa più sotto forma di “protesta” che non di “proposta”.

Piuttosto, chi è stato causa della protesta dell’elettorato avrebbe fatto bene a recitare pubblicamente un umile mea culpa e, adesso, collaborare mettendo sul tavolo le proprie buone idee anziché minacciare un’opposizione che scavi la sabbia sotto i piedi del Governo.

Il nostro Presidente si era già dimostrato garante coraggioso sin da quando aveva autorevolmente illuminato le parti in causa indirizzandole verso il loro dovere di cercare e trovare un punto di incontro; si è ancora dimostrato tale anche quando ha affidato un incarico che potrà anche comportare l’incertezza insita nella innovazione ma che rispetta la scelta dell’elettorato e il dettato costituzionale. Si è dimostrato sempre garante e coraggioso quando ha preposto ad ogni cosa la dignità del Presidente e tale è rimasto fino all’ultima decisione di porsi al di sopra delle parti e di badare alle esigenze dell’Italia e degli Italiani.

Adesso si passerà alla fase di Governo; ci sarà l’impatto con la realtà, con i suoi problemi e con i mezzi disponibili per le soluzioni; si dovrà passare dalle promesse elettorali e dai contratti, che sono sogni e chimere da inseguire, alle effettive esigenze di buona amministrazione e di scelte che, se non conseguire, devono almeno perseguire le promesse e gli impegni assunti ma devono tenere conto della realtà esistente anche al di là dei nostri confini.

Fase in cui, Sergio Mattarella saprà autorevolmente continuare ad indirizzare i nuovi protagonisti politici i quali, ce lo auguriamo di cuore, non si vestiranno di presunzione e non mancheranno di continuare a seguire i Suoi buoni consigli e di considerarlo comune punto di riferimento.

Resterà purtroppo l’eterno dualismo tra coloro hanno il piacere e l'ebbrezza dell’innovazione e coloro che non riescono o non hanno motivo di staccarsi dalle situazioni consolidate; quest’ultimi continueranno a contrastare il nuovo ma, come sempre accaduto, strada facendo diventeranno in numero decrescente.

 

Last modified on Giovedì, 31 Maggio 2018 23:52

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