ATTUALITA’ - Fabrizio Corona ospite della movida reggina: ne abbiamo davvero bisogno?

Martedì, 10 Luglio 2018 10:22 Published in Piume di Veritas Read 372 times
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Lo so. Il titolo sembra estratto da una rivista religiosa ma la questione è davvero desolante. A luglio un noto lido della costa jonica reggina sarà onorato dell’illustre presenza di Fabrizio Corona . Ma ripassiamo un attimo, per i più smemorati, quale vip verrà a “sciabolare” in un privé delle nostre latitudini: nell’immaginario collettivo, Fabrizio Corona, il “bello e tenebroso, ci riporta indietro negli anni 2000, quando essere sbattuti su una copertina di gossip poteva ancora essere una dignitosa ambizione, soprattutto se con te, a campeggiare in foto, è Nina Moric in bikini, prima, e Belen Rodriguez, dopo. Certo, se ci fermassimo a questo di lui ce ne importerebbe ben poco e lo rilegheremmo volentieri nell’angolino dei soggetti innocui “senza infamia e senza lode” sfornati dal mondo dello spettacolo. Ma dopo l’inchiesta Vallettopoli, le estorsioni a Lapo Elkann, Francesco Coco, Adriano, David Trezeguet, casi di corruzione, detenzione e spendita di denaro falso, bancarotta fraudolenta e frode fiscale, l’arresto in Portogallo dopo il tentativo di fuga e l’affidamento ai servizi sociali (rinvio a Wikipedia per tutti i dettagli), tutto il fantasioso circo mediatico che gli ruota attorno,  ci solletica il dubbio che da tutto questo abbia tratto solo linfa vitale per coltivare il suo personaggio. Dopo il libro “Mea culpa” e la canzone rap “Corona non perdona”, manca all’appello la calamita da frigo con il carcere di Opera a completare il tristissimo quadretto.
E insomma, ben venga che Fabrizio voglia ricostruirsi una vita dopo le sue vicissitudini giudiziarie, è un suo diritto che non mettiamo certo in discussione. C’è da chiedersi, e qui l’obiezione inizia ad essere lecita, se in riva allo Stretto ci sia bisogno dell’esempio di ragazzotti dall’aria sborona e spavalda ad animare la movida notturna…come se la specie autoctona non assolvesse già abbastanza a tale fabbisogno. Se Fabrizio venisse qui, proprio a Reggio, per raccontarci la sua esperienza di errori, del carcere, del suo cammino di redenzione, di come sia “banale”, a volte, farsi accecare dal sogno di una vita facile, per poi finire risucchiato dal vortice che alla fine ti sputa fuori con le ossa rotte e una vita da ricominciare da capo…pensaci, Fabrizio.
Last modified on Venerdì, 13 Luglio 2018 13:20

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