RUBRICA MENT-IRE - Stuck in reverse uomo e donna bloccati in retromarcia, la figura maschile e femminile

Venerdì, 12 Febbraio 2016 13:20 Published in MENT-IRE Read 1014 times
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Di Pasquale Romeo - Psicoterapeuta - www.pasqualeromeo.it

I processi culturali sono  verso il rinnovamento, un termine che viene scambiato per   progressione oppure per modernità. La cultura in progress ha fatto pensare che il maschio e la femmina nonostante di diversi sessi siano uguali.

Il diritto ha recepito una istanza sociale, perseverando il diritto al voto o alla professione o altro. Si ricorda che nei primi anni del ‘900, una giovane donna avvocato per essere ammessa alla professione doveva avere il consenso del suo ordine.

La legge recepisce l’evoluzione sociale.

Essere uguali uomo e donna nei diritti ha fatto pensare che prima dovevano essere uguali nei sessi, per cui la donna può fare lavori pesanti! L’uomo può lavare le stoviglie!

La donna può fare qualsiasi tipo di lavoro, in sostanza l’uomo può fare la casalinga e prendersi cura dei bambini.

Ogni conflitto di coscienza è stato risolto nel diritto, così, se lo dice la legge va tutto bene.

Essere uguali nel voto o in tutti gli altri diritti  ha portato ad esserlo anche in altra sede, più privata ed intima (vedi conflitti di coppia).

Questa distorsione che non ha nessun correlato biologico (ormonale e neuroendocrino) e quindi di conseguenza mentale, ha portato a pensare che gli uomini e le donne sono uguali e la maternità essere una questione anche maschile, quindi perché non pensare ad una famiglia composta solo di uomini o solo di donne?

Questa analogia culturale non molto distante dalla verità sta portando a una serie di problemi di coscienza che il diritto cerca di applicare.

Ovvero se l’uomo può spingere il passeggino nelle vie principali  ed affollate della città, dare il latte pur non avendo il seno, occuparsi di questioni puramente casalinghe appunto reclamando in maniera implicita una sua maternità, allora perché non potere fare una famiglia costituita solo di uomini. Infatti  il passo è  breve.

Questo lungo tragitto che ha portato l’uomo ad essere donna e la donna uomo, sicuramente è la conseguenza di un desiderio di cambio dei diritti civili e l’affidamento ai bambini a “famiglie” omossessuali?

Metto il punto interrogativo perché io ho parecchi dubbi, soprattutto in una società in cui la figura del maschio e quindi del padre è evaporata (parafrasando Lacan),

Il cambio dei diritti civili è l’ultima picconata al baluardo del padre e per finire  se è vero che una società fatherless (senza padre) come sostengono molti criminologi è una società che sta aumentando i crimini, che tipo di società stiamo andando a costruire.

Inoltre un bambino senza la coppia genitoriale maschile e femminile come cresce?

Un infante che non  può cogliere delle differenze tra maschio e femmina, senza interiorizzare le componenti maschili e femminili che tipo di uomo cresce?

Qualcuno dirà: ma non c’è nessuna differenza tra maschio e femmina.

Bene! Se allora è così,  non possiamo che  essere  contenti di questo tipo di società oltranzista e postmoderna.

Aspettiamo solo di vederne i suoi frutti.

Last modified on Venerdì, 12 Febbraio 2016 13:20

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