RUBRICA MENT-IRE - Very Normal People, essere normali oggi

Lunedì, 22 Febbraio 2016 08:24 Published in MENT-IRE Read 1392 times
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Di Pasquale Romeo - Psicoterapeuta - www.pasqualeromeo.it

 

Essere normali oggi.

Very normal people noto slogan di RTL 102.5 che immediatamente ci fa capire che siamo tutti normali quando da maschi laviamo i pannolini ai nostri bambini, quando il nostro capo è una donna, quando i propri figli hanno amici di varie nazionalità e con nomi variopinti e diversi, quando le famiglie fanno finta di essere unite e invece sono lontani e distanti.

Quando infiniti mondi siderali ci allontanano dagli altri che dovrebbero essere vicini, quando il freddo siderale è invece del caldo tropicale, quando tra i ostri amici c’è facebook, quando non ci guardiamo più con un sorriso.

Quando non  riusciamo a chiederci “come stai” ma solo “dove sei”?

Perché alla frase come  stai? È stata sostituita grazie ai cellullari la frase dove sei? A ognuno non  importa come sta l’altro. La morte del prossimo direbbe un noto psicoanalista, ovvero la fine dell’atro, l’incapacità ad ascoltare la persona che ci sta di fronte senza uno schermo di computer e tablet che ci divide.

Essere normali oggi è la perdita delle emozioni, la ricerca dell’altro attraverso un palmare o un telefonino, non riuscire più a comunicare se non sotto forma di messaggi.

Il messaggio è più semplice, non avanziamo nessuna pretesa, vorremmo solo una risposta: “Vi prego  se è possibile” e se non ce la danno non fa niente. Niente fa niente. Questo è essere normali

Essere normali oggi è non essere sufficientemente incazzati per far nulla, non combattere per nessun ideale, fare in modo che un pò di pane e un pò di giochi ci facciano stare bene e continuare così senza neanche chiedersi se è giusto tutto questo.

Essere normali significa non incazzarsi per nulla, perché la rabbia non ha motivo di essere fino a quando il coperchio sulla pentola salta per la troppa pressione ed improvvisamente finiamo come non dovremo, in mezzo ad un guado, dentro un torrente di sangue, in mezzo all’ennesimo delitto familiare che le cronache scoprono in maniera soverchiante ogni giorno di più.

Essere normali oggi significa non credere neanche che nell’ambito della stessa famiglia possa esistere niente di concreto, non credere in un progetto, in un  futuro di qualità, non credere in niente o meglio credere in niente.

In questo ossimoro ultimo si poggia tutto il nostro essere normali, nella sua forma più arcaica e distruttiva.

Essere normali oggi è forse un ritorno tribale alla vecchia danza della pioggia, quando aspettiamo che le cose migliorino senza dover fare niente, quando i trentenni stanno a casa dai genitori senza possibilità di salvezza, sperando che le cose cambino oppure nei casi più gravi uccidendo i loro genitori.

Essere normali oggi è la perdita di un padre che ci dava delle regole, la perdita di una società che in modo carismatico e sapiente ti diceva cosa puoi fare, in una escalation di attriti sociali e di volenza.

La violenza ci salverà o noi ci salveremo dalla violenza?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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