RUBRICA MENT-IRE - Io e gli altri, quanto peso diamo a noi rispetto agli altri

Venerdì, 22 Aprile 2016 10:37 Published in MENT-IRE Read 433 times
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Di Pasquale Romeo - Psichiatra - www.pasqualeromeo.it

Spesso entriamo in punta di piedi nella stanza di un altro, ci affacciamo con delicatezza sapendo di poter disturbare e aspettando solo da un sorriso la possibilità di poter parlare, discutere, di iniziare un confronto, proprio perché riteniamo significativa quella persona….

Molti altri entrano in stanza degli altri in maniera fragorosa, aprendo forte la porta,  facendo rumore e sbattendo i piedi pensando che tutto è permesso ed è scontato.

Come se il proprio Io  fosse necessario, fosse indispensabile, come se l’altro abbia bisogno veramente di noi e l’altro sia poco importante.

L’umanità ha avuto bisogno di persone come Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Einstein, Freud, Hegel, Churchil, Roosevelt, ecc. ecc.

L’umanità ha bisogno di uomini e donne che pensano alla collettività e che producono per essa, non certo uomini che invece credono solo nel proprio Io in se stessi.

I politici, gli uomini per eccellenza che si occupano degli altri, della polis, che fanno del loro occuparsi degli altri una professione, i politici oggi quelli con la p maiuscola dove sono?

Ascoltando  le persone, gira molta disaffezione sociale. Siamo forse stanchi di questo modo di vedere le cose, ce ne stiamo accorgendo tutti e… se vogliamo tutto questo è anche psichiatrico.

Cosa c’è di malato nel tentativo di occuparsi solo di se stessi e non più degli altri?

Ecco il titolo di questo articolo: io e gli altri. Quanto pesa la prima parte e quanto la seconda.

Nell’avere la pensione a tutti i costi, magari per malattie che non si hanno?

Nel cercare di lavorare di meno occupando magari posti importanti dove nessuno controlla?

Nell’impiegare la propria amante nel proprio ufficio pensando così di fare un servizio per la collettività?

Nell’accaparrare affari illeciti  che neanche la banda bassotti o gambadilegno riuscirebbe a immaginare? Cosa c’è di normale!

Tutto questo dal punto di vista psichiatrico alimenta la sfiducia e fa in modo che non possiamo più avere fiducia nell’atro. Prima di fare tutto l’erba un fascio, userei le parole di uno psicoanalista che sostiene che in ogni uomo c’è una unicità e che anche se siamo tutti potenzialmente uguali c’è anche quello diverso, guardiamolo negli occhi e se è il caso diamogli fiducia. Chissà magari avrà in mente la collettività e sposterà il baricentro dall’Io agli altri.

Last modified on Venerdì, 22 Aprile 2016 09:49

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