RUBRICA MENT-IRE - Why be normal, la normalità oggi

Sabato, 04 Giugno 2016 09:07 Published in MENT-IRE Read 820 times
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La normalità è un concetto che ha perso il suo significato. Diventa normale solo ciò che statisticamente ha un significato. Il mito della normalità oggi sembra così costituito:

  1. E’ normale autoincentivarsi, dire che si è importanti, non farselo dire più dagli altri ma da se stesso, esprimere sornionamente ed in maniera accattivante una immagine di sé che non corrisponde alle aspettative.

  2. E’ normale non avere sensi di colpa, ma pensare solo al soddisfacimento personale.

  3. E’ normale dedicarsi solo al proprio godimento  senza considerare il futuro.

  4. E’ normale passare sopra ad un collega, distruggerlo ed umiliarlo se c’è di mezzo la propria carriera.

  5. E’ normale limitare l’azione degli altri ed esercitare il proprio potere, esautorando, emarginando, facendo passare per folli i saggi, esprimendo sarcasticamente la propria antisocialità deviante.

  6. E’ normale manipolare   gli altri se questo serve per il nostro fine egoisitico e personale.

  7. Cosa è normale se non un incentrare tutto su se stessi dimenticando che c’è anche l’altro.

L’altro è morto! La morte del prossimo dice Zoja in un suo libro.

Il prossimo, ovvero la persona che abbiamo vicino è ancora per noi importante? Oppure l’educazione degli ultimi venti anni è stata mirata solo all’individualismo, al narcisismo, al soddisfacimento dei propri bisogni non sviluppando più concetti importanti come l’empatia.

Essere empatici significa provare la sofferenza che prova un altro, sapere inchinarsi all’altro, guardarlo nella sua essenza ovvero in un'unica parola essere misericordiosi.

L’educazione degli ultimi anni per usare una parola di Vittorino Andreoli noto psichiatra è stata (im)possibile.

La perdita delle  importanti figure istituzionali che in un paese erano il prete (la Chiesa), il commissariato,  il comune (lo Stato) e la famiglia (il padre) ha portato a dei cambiamenti epocali e da quando Nietsche si è espresso, in maniera quasi cinica, nel suo importante lavoro filosofico, dicendo alla fine dell’Ottocento che Dio è morto si era già innescato il non senso della nostra vita verso un nichilismo crescente dove la morte del prossimo è solo la diretta conseguenza.

1 comment

  • Comment Link Domenica, 05 Giugno 2016 17:43 posted by paola canale

    Più che di normalità c’è da parlare di perdita del senso di giustizia e prevaricazione imperante, di civiltà ed equanimità. L’era dei very normal people è tramontata, non c’è mai stata in realtà, in una società in cui ognuno vive non per sentirsi speciale per se stessi se non addirittura vip ma sentirsi migliore degli altri, non importa se soli o in compagnia dei gregari di cui ci si riesce a contornare. E’ normale oggi fare business per distruggere la reputazione di una persona, è normale oggi violare la privacy, sfruttare, mettere le mani negli affari degli altri per fare un po’ di quattrini in più…la morte dell’etica, del buon gusto e della bellezza.,,,non esiste l’altro,le istituzioni completamente corrotte e da sempre assenti….siamo tanti Jane e Tarzan, perdita dello stato e se se ne vuole uno, allora è solamente quello della giungla.

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