domenica, 19 Gennaio, 2020
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REGGIO CALABRIA – Jole Santelli a confronto con Leone

Magnifico Rettore,

innanzitutto voglio scusarmi per l’assenza di oggi, ma una forte
tracheite mi costringe a tenere la voce a riposo. Ci tengo comunque a
farle pervenire il mio messaggio di disponibilità alla collaborazione e
al sostegno al sistema universitario calabrese.

È innegabile che gli atenei rivestano un ruolo prezioso nella promozione
dello sviluppo culturale ed economico della Calabria. Sono interlocutori
privilegiati, non solo nel campo della ricerca e delle innovazioni, ma
anche nella Pubblica Amministrazione.
L’integrazione tra Università e Regione deve diventare un valore
irrinunciabile per produrre innovazione e sviluppo e consentire di
costruire legami sociali, favorendo l’incontro tra soggetti diversi su
interessi comuni.
Ci vuole un approccio sistemico che dovrà richiedere un coordinamento
degli interventi sia a livello verticale, sia a livello orizzontale.
Contestualmente, questo processo di integrazione dovrà essere più
visibile, comunicato meglio, e diventare più attrattivo.
Proviamo a pensare in prospettiva: oltre a un cambiamento percettivo sul
tema del Sud nel suo complesso e un diverso approccio al modello di
sviluppo occorre posizionare il Sistema Universitario Calabrese anche al
centro del Mediterraneo. È un bene per l’Italia e per l’Europa.

Sosteniamo le eccellenze, le nostre menti: in particolare, la ricerca
sui cambiamenti climatici e sulla salvaguardia ambientale, lo studio
sulla difesa dai rischi naturali; abbiamo le facoltà di Fisica, di
Ingegneria, di Scienze della Terra.
I settori che riguardano lo sviluppo culturale, economico e sociale e si
trovano in altri dipartimenti ad esempio il Turismo e i Beni Culturali,
che oggi hanno necessità di un approccio più “aziendale” oltre che
conservativo, come spesso invece è stato. Penso alle Aree Archeologiche
di Sibari, Rosarno, la Locride, ma anche ai borghi stessi e alle aree
interne a come le Università possano intervenire in un ruolo
determinante.

Per quanto riguarda i settori più strettamente tecnologici,
l’innovazione, penso a Gioia Tauro sempre nell’idea della Calabria come
centro del Mediterraneo, si può favorire anche l’internazionalizzazione
verso i paesi del bacino del Mediterraneo.
La Calabria, poi, è caratterizzata dalla presenza principalmente di
piccole e medie imprese: bisogna cercare contatti in questo senso,
trovare uno sbocco stabile e strutturato nel rapporto con questo
comparto. La Regione può farlo, con un’iniziativa stabile che possa
favorire questa sinergia, sempre più urgente.

E poi la questione finanziamenti. Occorre intervenire, necessariamente;
coprire lo sbilanciamento tra fondi destinati agli atenei del nord
rispetto a quelli del Sud, perché avvantaggiati dagli ingenti
finanziamenti esterni provenienti sia dagli Enti Locali sia dagli attori
del tessuto produttivo che operano sul territorio. Dobbiamo riuscire a
garantire il 40% del fondo ministeriale, bilancio in mano, e lavorare
subito alla legge per l’università e il diritto allo studio.

Nel mio programma si parla di promozione di partnership
(pubbliche-private) per la realizzazione di centri di ricerca
all’avanguardia che vedono coinvolti grandi player internazionali della
tecnologia in grado di supportare il trasferimento delle conoscenze al
sistema imprenditoriale locale per creare terreno fertile di
collaborazione tra pubblico e privato. Hub/Acceleratori, ovvero centri
di ricerca che, oltre a trasformare idee innovative in start up e realtà
d’impresa, andrebbero a ricoprire un ruolo chiave per lo sviluppo
produttivo regionale.
I centri saranno localizzati in prossimità dei poli universitari di
Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e specializzati negli ambiti di
eccellenza degli atenei: Informatica a Cosenza, Euromediterraneo a
Reggio, biomedico e bioingegneria a Catanzaro con strutture di
cooperazione e integrazione tra gli Hub, in modo da rendere possibile
l’accesso a mercati internazionali.

Per il tema dei trasporti, sentito, una ricognizione aggiornata ed
affidabile degli autobus. Il potenziamento dei trasporti su tutta la
rete, inclusa quella ferrata; agevolazioni per tutti coloro che
quotidianamente, per motivi di studio e di lavoro, raggiungono le
università.

Per realizzare tutto questo, però, abbiamo bisogno di un confronto
costante che sono certa non mancherà.

Cordialità,
Jole Santelli

Magnifico Rettore,

innanzitutto voglio scusarmi per l’assenza di oggi, ma una forte
tracheite mi costringe a tenere la voce a riposo. Ci tengo comunque a
farle pervenire il mio messaggio di disponibilità alla collaborazione e
al sostegno al sistema universitario calabrese.

È innegabile che gli atenei rivestano un ruolo prezioso nella promozione
dello sviluppo culturale ed economico della Calabria. Sono interlocutori
privilegiati, non solo nel campo della ricerca e delle innovazioni, ma
anche nella Pubblica Amministrazione.
L’integrazione tra Università e Regione deve diventare un valore
irrinunciabile per produrre innovazione e sviluppo e consentire di
costruire legami sociali, favorendo l’incontro tra soggetti diversi su
interessi comuni.
Ci vuole un approccio sistemico che dovrà richiedere un coordinamento
degli interventi sia a livello verticale, sia a livello orizzontale.
Contestualmente, questo processo di integrazione dovrà essere più
visibile, comunicato meglio, e diventare più attrattivo.
Proviamo a pensare in prospettiva: oltre a un cambiamento percettivo sul
tema del Sud nel suo complesso e un diverso approccio al modello di
sviluppo occorre posizionare il Sistema Universitario Calabrese anche al
centro del Mediterraneo. È un bene per l’Italia e per l’Europa.

Sosteniamo le eccellenze, le nostre menti: in particolare, la ricerca
sui cambiamenti climatici e sulla salvaguardia ambientale, lo studio
sulla difesa dai rischi naturali; abbiamo le facoltà di Fisica, di
Ingegneria, di Scienze della Terra.
I settori che riguardano lo sviluppo culturale, economico e sociale e si
trovano in altri dipartimenti ad esempio il Turismo e i Beni Culturali,
che oggi hanno necessità di un approccio più “aziendale” oltre che
conservativo, come spesso invece è stato. Penso alle Aree Archeologiche
di Sibari, Rosarno, la Locride, ma anche ai borghi stessi e alle aree
interne a come le Università possano intervenire in un ruolo
determinante.

Per quanto riguarda i settori più strettamente tecnologici,
l’innovazione, penso a Gioia Tauro sempre nell’idea della Calabria come
centro del Mediterraneo, si può favorire anche l’internazionalizzazione
verso i paesi del bacino del Mediterraneo.
La Calabria, poi, è caratterizzata dalla presenza principalmente di
piccole e medie imprese: bisogna cercare contatti in questo senso,
trovare uno sbocco stabile e strutturato nel rapporto con questo
comparto. La Regione può farlo, con un’iniziativa stabile che possa
favorire questa sinergia, sempre più urgente.

E poi la questione finanziamenti. Occorre intervenire, necessariamente;
coprire lo sbilanciamento tra fondi destinati agli atenei del nord
rispetto a quelli del Sud, perché avvantaggiati dagli ingenti
finanziamenti esterni provenienti sia dagli Enti Locali sia dagli attori
del tessuto produttivo che operano sul territorio. Dobbiamo riuscire a
garantire il 40% del fondo ministeriale, bilancio in mano, e lavorare
subito alla legge per l’università e il diritto allo studio.

Nel mio programma si parla di promozione di partnership
(pubbliche-private) per la realizzazione di centri di ricerca
all’avanguardia che vedono coinvolti grandi player internazionali della
tecnologia in grado di supportare il trasferimento delle conoscenze al
sistema imprenditoriale locale per creare terreno fertile di
collaborazione tra pubblico e privato. Hub/Acceleratori, ovvero centri
di ricerca che, oltre a trasformare idee innovative in start up e realtà
d’impresa, andrebbero a ricoprire un ruolo chiave per lo sviluppo
produttivo regionale.
I centri saranno localizzati in prossimità dei poli universitari di
Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e specializzati negli ambiti di
eccellenza degli atenei: Informatica a Cosenza, Euromediterraneo a
Reggio, biomedico e bioingegneria a Catanzaro con strutture di
cooperazione e integrazione tra gli Hub, in modo da rendere possibile
l’accesso a mercati internazionali.

Per il tema dei trasporti, sentito, una ricognizione aggiornata ed
affidabile degli autobus. Il potenziamento dei trasporti su tutta la
rete, inclusa quella ferrata; agevolazioni per tutti coloro che
quotidianamente, per motivi di studio e di lavoro, raggiungono le
università.

Per realizzare tutto questo, però, abbiamo bisogno di un confronto
costante che sono certa non mancherà.

Cordialità,
Jole Santelli