domenica, 19 Gennaio, 2020
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REGGIO – Fratelli d’Italia pronta alle regionali (ed oltre). Presentati i candidati, soddisfatto numero due nazionale Lollobrigida.

di Cesare Minniti

Fratelli d’Italia scopre le carte. La lista dei candidati della “Circoscrizione Sud” in vista delle elezioni regionali del 26 Gennaio 2020 in Calabria è stata presentata ufficialmente in conferenza stampa stamane alle 11.00, presso la Sala “G. Levato” del Consiglio regionale della Calabria, alla presenza del numero due del partito di Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida.

Partito che, dopo l’escalation stupefacente degli ultimi anni, è ormai la vera locomotiva del centro destra, grazie alle preferenze degli italiani rivolte al suo programma coerente e schiettamente orientato ai valori della destra più pura.

Non azzoppata da precedenti storici compromettenti, come la Lega, né da querelle “ereditarie” o velleità europeiste come Forza Italia, la battagliera “quota rosa” ha tutte le carte in regola per continuare l’inarrestabile ascesa.

Percentuali di consenso crescenti anche e soprattuto in Calabria ed in particolare a Reggio, con le punte del 12%; numeri in base ai quali, tenuto conto anche del fatto che le restanti provincie calabresi sono assegnate a candidati forzisti, il commissario provinciale Edmondo Cirielli non ha escluso un candidato alle prossime comunali. Ma è certo presto per guardare oltre l’appuntamento del 26 gennaio con maggiore nitidezza.

E se lo stesso capogruppo in Parlamento Lollobrigida non nasconde le mire del partito su una città “storicamente di destra”, anche il più cauto Cirielli si dimostra possibilista.

Lo stesso commissario prvinciale, al termine del suo discorso dove tra l’altro si compiace dei risultati di Reggio, tali – osserva in una battuta – da battere la federazione di Salerno, presenta i candidati al consiglio, Marco Cascarano, Domenico Creazzo, Orlando Fazzolari, Demetrio Marino, Giuseppe Neri, Alessandra Polimeno e Raffaele Sainato.

Parole di elogio da parte sua, anche per gli uomini “provenienti da altre tradizioni politiche”, che il commissario FdI considera di “alto valore ed una ricchezza aggiunta per il parito”. “La scelta dei candidati“, promette Cirielli, è stata fatta guardando “oltre l’orticello del proprio partito”.

Piaccia o meno alle sardine, toccherà a questa squadra, in corsa con la grande coalizione di centro destra, ormai compatta attorno al nome dell’azzurra Jole Santelli, scongiurare un nuovo governo regionale di centro sinistra. Malgrado sia possibilità remota, pur volendo dar credito ad alcuni quotidiani che registrano uno scarto, sempre considerevole, ma non abissale rispetto alla coalizione di centro destra, che il PD riesca nella rocambolesca manovra di autoriciclaggio rispetto all’operato dei suoi amministratori fallimentari.

Cambiare logo o raccattare candidati carismatici all’ultima ora (oltre che assai poco rappresentativi dell’universo “di sinistra”, come Callipo) per dare l’illusione del cambiamento della sinistra, non cancellerà certo l’esperienza disastrosa di questi anni: una politica nazionale inesistente, smemorata riguardo al Sud ed alla Calabria, dove il pessimo Mario Gerardo Oliverio, ha mietuto anni di regresso senza precedenti al governo della regione.

Traguardi di di desolazione che si superano solo nella Città Metropolitana di Reggio, guidata, o meglio parcheggiata, dallo “svoltista” Giuseppe Falcomatà. La mancanza di progettualità, la corruzione e lo scollamento rispetto alla realtà ed ai bisogni dei cittadini, la presunzione di esattezza in mezzo alla totale deriva amministrativa, sono ormai il marchio di fabbrica di una classe politica che – con tutta probabilità – sarà fisiologicamente espulsa, dagli scranni regionali prima, poi da quelli comunali.

I dirigenti hanno poi esposto le linee d’azione per riconsegnare alla Calabria la politica che essa merita, il che può essere chiamato demagogia  solo a patto di non accordare quella fiducia che pochi altri non hanno già tradito, che troppi hanno preteso e tradito.

Sono le linee che già sappiamo: un protocollo di perequazione infrastrutturale, politiche agricole, idee patriottiche che non rinnegano la questione meridionale (ciò che non è scontato, viste certe uscite come quella di Provenzano ieri al porto di Gioia). Ma soprattutto i valori identitari, certamente scontate vent’anni fa, oggi aberranti e per qualcuno addirittura “fascisti”: identità da difendere, come quella di essere donne o uomini, cristiani e genitori. Valori che nella storia hanno determinato la sopravvivenza, anche economica, delle nazioni.

 

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Fratelli d’Italia scopre le carte. La lista dei candidati della “Circoscrizione Sud” in vista delle elezioni regionali del 26 Gennaio 2020 in Calabria è stata presentata ufficialmente in conferenza stampa stamane alle 11.00, presso la Sala “G. Levato” del Consiglio regionale della Calabria, alla presenza del numero due del partito di Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida.

Partito che, dopo l’escalation stupefacente degli ultimi anni, è ormai la vera locomotiva del centro destra, grazie alle preferenze degli italiani rivolte al suo programma coerente e schiettamente orientato ai valori della destra più pura.

Non azzoppata da precedenti storici compromettenti, come la Lega, né da querelle “ereditarie” o velleità europeiste come Forza Italia, la battagliera “quota rosa” ha tutte le carte in regola per continuare l’inarrestabile ascesa.

Percentuali di consenso crescenti anche e soprattuto in Calabria ed in particolare a Reggio, con le punte del 12%; numeri in base ai quali, tenuto conto anche del fatto che le restanti provincie calabresi sono assegnate a candidati forzisti, il commissario provinciale Edmondo Cirielli non ha escluso un candidato alle prossime comunali. Ma è certo presto per guardare oltre l’appuntamento del 26 gennaio con maggiore nitidezza.

E se lo stesso capogruppo in Parlamento Lollobrigida non nasconde le mire del partito su una città “storicamente di destra”, anche il più cauto Cirielli si dimostra possibilista.

Lo stesso commissario prvinciale, al termine del suo discorso dove tra l’altro si compiace dei risultati di Reggio, tali – osserva in una battuta – da battere la federazione di Salerno, presenta i candidati al consiglio, Marco Cascarano, Domenico Creazzo, Orlando Fazzolari, Demetrio Marino, Giuseppe Neri, Alessandra Polimeno e Raffaele Sainato.

Parole di elogio da parte sua, anche per gli uomini “provenienti da altre tradizioni politiche”, che il commissario FdI considera di “alto valore ed una ricchezza aggiunta per il parito”. “La scelta dei candidati“, promette Cirielli, è stata fatta guardando “oltre l’orticello del proprio partito”.

Piaccia o meno alle sardine, toccherà a questa squadra, in corsa con la grande coalizione di centro destra, ormai compatta attorno al nome dell’azzurra Jole Santelli, scongiurare un nuovo governo regionale di centro sinistra. Malgrado sia possibilità remota, pur volendo dar credito ad alcuni quotidiani che registrano uno scarto, sempre considerevole, ma non abissale rispetto alla coalizione di centro destra, che il PD riesca nella rocambolesca manovra di autoriciclaggio rispetto all’operato dei suoi amministratori fallimentari.

Cambiare logo o raccattare candidati carismatici all’ultima ora (oltre che assai poco rappresentativi dell’universo “di sinistra”, come Callipo) per dare l’illusione del cambiamento della sinistra, non cancellerà certo l’esperienza disastrosa di questi anni: una politica nazionale inesistente, smemorata riguardo al Sud ed alla Calabria, dove il pessimo Mario Gerardo Oliverio, ha mietuto anni di regresso senza precedenti al governo della regione.

Traguardi di di desolazione che si superano solo nella Città Metropolitana di Reggio, guidata, o meglio parcheggiata, dallo “svoltista” Giuseppe Falcomatà. La mancanza di progettualità, la corruzione e lo scollamento rispetto alla realtà ed ai bisogni dei cittadini, la presunzione di esattezza in mezzo alla totale deriva amministrativa, sono ormai il marchio di fabbrica di una classe politica che – con tutta probabilità – sarà fisiologicamente espulsa, dagli scranni regionali prima, poi da quelli comunali.

I dirigenti hanno poi esposto le linee d’azione per riconsegnare alla Calabria la politica che essa merita, il che può essere chiamato demagogia  solo a patto di non accordare quella fiducia che pochi altri non hanno già tradito, che troppi hanno preteso e tradito.

Sono le linee che già sappiamo: un protocollo di perequazione infrastrutturale, politiche agricole, idee patriottiche che non rinnegano la questione meridionale (ciò che non è scontato, viste certe uscite come quella di Provenzano ieri al porto di Gioia). Ma soprattutto i valori identitari, certamente scontate vent’anni fa, oggi aberranti e per qualcuno addirittura “fascisti”: identità da difendere, come quella di essere donne o uomini, cristiani e genitori. Valori che nella storia hanno determinato la sopravvivenza, anche economica, delle nazioni.

 

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