lunedì, Ottobre 14, 2019
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REGGIO – Una cittadina:”Più che una processione un percorso a ostacoli”

Siamo arrivati alla conclusione delle festività Mariane in città; mettiamoci un secondo a riflettere sulle festività, sulla città e sui cittadini.
Le festività sono iniziate sabato 14 settembre , con la discesa del quadro della Madre della Consolazione dalla basilica dell’Eremo, personalmente ho percorso la processione fino all’arrivo del quadro al Duomo, come da rito. Le prime impressioni percorrendo la processione, con difficoltà a causa delle strade disastrate, estremamente sporche e non parlo di carte o cose del genere, bensì di erbacce sparse per tutto il perimetro dei vari marciapiedi, anch’essi dissestati ed estremamente pericolosi per la gente che li percorreva, mi riferisco soprattutto a gli anziani, che hanno faticato il doppio a causa di ciò. I portatori come  ogni anno hanno affrontato la sfida più  dura, mi riferisco alle scale della basilica dell’Eremo, che per chi non è competente in materia potrebbero apparire anche meglio degli anni precedenti, ma non è cosi, perché  le alzate dei gradini, sono state ripristinate, oserei dire, solo in modo apparente, così che tutti i cittadini potessero ammirare il lavoro effettuato dall’amministrazione comunale, anch’essa esclusivamente di sfilata. Ma proseguiamo avanti, ed arriviamo proprio alla fine della processione, quindi all’arrivo della Vara in Piazza Duomo. Secondo rito precedono l’ingresso della Vara in chiesa gli scout, le autorità e in seguito anche il sindaco, e qui confido che sono rimasta oltremodo basita: all’ingresso del sindaco Falcomatà in Chiesa c’è stato un silenzio tombale. Mentre io attendevo gli applausi come ogni anno, invece è calato il silenzio più assoluto, un mormorio generale, come se la gente avesse voluto urlargli contro e si fosse trattenuta solo per rispetto del momento di preghiera. Ovviamente il caro Sindaco ha abbassato lo sguardo, ed ha sfilato come è di sua consuetudine fare; perché cari cittadini, ed è a voi che mi rivolgo, la città è diventata un red carpet, ormai dobbiamo girare per strada con l’abito lungo per le donne e lo Smoking per gli uomini, però, per girare per strada non si può acquistate una macchina utilitaria, bensì un fuoristrada, perché le strade ricordano tanto quelle del Bangladesh. Ma dettagli signori: le donne debbono ovviamente ricordare di evitare rigorosamente il corso Garibaldi o se per caso vi venisse voglia di fare una passeggiata portate sempre con voi le scarpe antinfortunistiche.
Con questo chiudo la parentesi e proseguo avanti dritta alle tradizioni e alla festa del popolo. Parto subito dalle rituali bancarelle, situate in un posto completamente inadatto, la città ovviamente paralizzata, in specie i cittadini dei quartieri Archi e Santa Caterina  già  penalizzate dai lavori autostradali. Sono state chiuse altre strade e sono state fatte svariate deviazioni inutili, perché lo spazio c’era, in quanto il Botteghelle e la zona sud erano libere, ma forse ai reggini forse piace la confusione, la bolgia, le strade bloccate a tutte le ore, i clacson sempre in funzione e le code quelle poi ci aprono il cuore …

Ma non è finita qui , perché si sa, che l’amministrazione non vende sogni ma solide realtà, ed è proprio questo il guaio, infatti chi ha deciso di posizionare le giostre per le festività ha dovuto chiedere un prestito miei cari cittadini, perché a causa dell’affitto del suolo pubblico in zona Tempietto, che fa a gara con via Condotti a Roma, i proprietari delle giostre hanno dovuto aumentare il costo dei biglietti e di conseguenza le famiglie per far fare qualche giro ai propri figli hanno dovuto fare anch’esse un mutuo. Ma non finisce qui.

Dicevano “A Reggio Calabria avete un Sindaco giovane “ si talmente giovane che gli unici cantanti che è riuscito a far arrivare sono stati i Cugini di campagna praticamente il più giovane in piazza era un nonno di 70 anni e ho detto tutto. Va bene portare un gruppo storico, e va bene l’economia vista la situazione della città, ma almeno l’altro concerto avrebbe potuto accontentare i più giovani.

Grazie alla bellezza della città  il lato positivo si trova sempre , a quel sempre ci sarebbero ore e ore di dialogo, e nel finale della festa ,la conclusione è stata con il botto,i giochi pirotecnici che (pochi, tanti, belli o meno) sono sempre uno spettacolo atteso, semplicemente fantastico e stupefacente, grazie proprio al panorama e al fascino della bella Reggio , per tutto ciò dobbiamo solo dire grazie a lei e scusarci per tutto lo scempio a cui quotidianamente assistiamo.

                                                                                                                                           Fabiana Polimeno