lunedì, Settembre 16, 2019
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RIACE (RC) – Mimmo Lucano sogna le elezioni

Di Cesare Minniti

7 settembre 2019, Riace(RC) – Mimmo rientra alla base e durante la lunga conferenza stampa tenuta in mattinata, chiarisce le idee per il futuro.

Niente corse al potere, niente politica regionale e nazionale innanzitutto, ma certamente il sogno di tornare al suo ruolo. Quello di sindaco di Riace, quello di uomo di una certa sinistra (diversa dal PD, ci tiene a precisare più volte) una sinistra non parlamentare che ha a cuore obiettivi umanitari. Quella politica fatta da molti “zero”, gente che dal basso tenta di costruire l’utopia dell’eguaglianza e dell’abbattimento delle barriere. Un obiettivo ideale, più o meno grossolanamente elaborato, più o meno condivisibile, che Mimmo esalta con commozione e che – con qualche imprecazione indirizzata alle campane della chiesa accanto, dove si celebra normalmente la messa – ribadisce assieme alla parola “miracolo” . Miracolo tornare nel suo paese e potere sfoderare la bandiera dell’amore in opposizione all’odio che – a suo dire – lo avrebbe colpito immotivatamente.

Gli attuatori di quest’odio immotivato – e qui partono le pesanti invettive dell’ex sindaco di Riace – sarebbero stati il prefetto Di Bari, al quale non sarebbe piaciuta la favola di Riace. Da qui i tentativi di rilevare il male a tutti i costi in un modello che, a ben guardare – osserva – non è fatto che da quattro semplici attività.

Non meno negativa l’azione dell’ex ministro degli interni Minniti (PD) che avrebbe iniziato ad arginare il fenomeno dei clandestini tradendo la visione della sinistra in nome del consenso elettorale, più o meno anticipando la politica di Salvini. “Che ora – afferma trionfante – torna a casa anche lui”

UN’OPINIONE

Difficile prendere posizioni nette sul caso Lucano. Nostra opinione è che l’utopia, e l’iniziale microcosmo umanitario, persino lodevole nei suoi primi esiti, si si siano scontrati con la realtà politica ed una situazione geopolitica, più grandi di lui; col mondo delle Leggi e con un ruolo istituzionale, quello di Sindaco, che male si concilia con le aspirazioni di Mimmo.

Il modello Riace, usato per fomentare l’apertura delle frontiere indiscriminata, con ben altre ragioni che quelle umanitarie – quelle della “grossa politica”, che ha interesse ad importare in Italia manodopera a basso costo, sfuggono all’orizzonte analitico di Mimmo, ma non certo agli sciacalli che su questa vicenda hanno speculato per alimentare un circuito fatto di guadagni illeciti sui migranti.

Spesso le due realtà si confondono, non è chiaro quanto Lucano sia stato vittima di meccanismi che non conosce. L’immigrazione incontrollata, frutto di una politica di “accoglienza” ha inondato gli SPRAR ed i CAS rendendo difficile la gestione delle persone. Molte proteste, anch’esse, più o meno politicamente motivate, da parte degli immigrati, anche a Riace, lasciavano intendere che non tutti i fondi venissero spesi per il bene del prossimo.

Ci sono poi delle intercettazioni, la cui portata sarà difficilmente contestabile – anche ora che il vento politico è cambiato.

Tra gli abitanti del borgo, sia la gente che ha beneficiato economicamente del modello Riace (la maggior parte) che i contestatori della sua politica, descrivono Mimmo come una brava persona.

Questi ultimi, tuttavia, trovano discutibile la sua attività di sindaco nella gestione dei servizi pubblici e insinuano la possibilità di un cambio di rotta del “primo” Mimmo, sotto l’influenza della compagna Lemlem, soprattutto nell’ultimo periodo. Nel tentativo di individuare altri punti di vista, siamo usciti dal centro storico.

I dissidenti, soprattutto esercenti di Riace marina, non intendono rilasciare interviste. Temono che le loro dichiarazioni, come in passato con altre emittenti, siano rimaneggiate stravolgendone il senso.

Questo è un dato di per sé significativo, un vecchio male in via di peggioramento. C’è la corsa a dover necessariamente parteggiare a favore o contro persone, ridotte a feticci ideologici, a cui troppo spesso il mercato notizie non si sottrae.