Consiglio Pastorale della Chiesa di Catona: per allontanarci, Petrolino e il Consiglio hanno “barato”. Chiediamo i documenti prodotti dal loro Sinedrio.

Riteniamo che la decisione improvvida, anticristiana e in assoluto disprezzo delle prescrizioni statutarie attuata dal Presidente delle Consiglio delle Chiese Cristiane Diacono Enzo Petrolino e dai Pastori presenti alla riunione, di chiedere alla nostra Chiesa l’autosospensione e l’astensione dal partecipare alla settimana di preghiera ecumenica programmata per gennaio 2021, abbia prodotto un gravissimo caso di discriminazione religiosa, che ha coinvolto non solo tutti i membri della nostra Comunità, ma anche la reputazione della stessa, guadagnata con anni di servizio cristiano ai più deboli e bisognosi della nostra Città.

Per tale motivo il Consiglio Pastorale, ha deliberato di fare pubblica chiarezza, chiedendo al Presidente pro tempore diacono Enzo Petrolino, di fornire entro e non oltre tre giorni dalla data di ricezione della richiesta, copia del verbale della riunione con relativi nomi dei partecipanti, determinazioni di voto palese e modalità di convocazione.

Quello che è avvenuto ha dell’incredibile. Per circa vent’anni di vita associativa, oltre alla settimana di preghiera ecumenica annuale, mai nessuna decisione pubblica è stata presa, per la mancanza dell’unanimità necessaria di tutti, ripetiamo tutti i membri del Consiglio, per come previsto dallo statuto.

Infatti da quanto si apprende dal comunicato, i presenti alla riunione erano, oltre al Diacono Enzo Petrolino per la Chiesa Cattolica, il Pastore Rosario Confessore per la Chiesa Valdese, l’Apostolo Tony Moscato per la Chiesa Cristiana di San Cristoforo, il Pastore Demetrio Amadeo per la Chiesa Cristiana di Gallico e il Pastore Pasquale Focà per la Chiesa della Riconciliazione.

Erano assenti, il rappresentante della nostra Chiesa (non invitato), il Pastore Daniele Castrizio della Chiesa Greco Ortodossa, il Pastore della Chiesa Ortodossa Rumena e il Pastore della Chiesa Battista.

Quindi cinque presenti e quattro assenti. Se non attraverso un’operazione molto simile al gioco delle tre carte, come ha fatto il Presidente Petrolino a decidere insieme agli altri pastori la deliberazione di un comunicato delicatissimo, se quattro Chiese su nove erano assenti ?

Quale motivazione abbia potuto spingere Petrolino e i Pastori presenti ad assumere velocemente una così importante decisione pubblica, di mortificazione di un’intera Comunità di cristiani, in barba alle prescrizioni statutarie, ancora non è dato saperlo.

Vogliamo ripeterci per chi non conoscesse bene la vicenda. Noi mai abbiamo chiesto ai fratelli cattolici di autosospendersi dopo i gravi fatti di pedofilia che hanno coinvolto alcuni sacerdoti della Chiesa Cattolica. I rappresentanti delle altre confessioni hanno fatto lo stesso. Oggi con noi la loro bilancia di ingiustizia decide di fare l’esatto opposto.

Sembrerebbe che proprio il cattolico Petrolino sia stato a chiedere con insistenza l’allontanamento della nostra Chiesa usando senza pietà e verità due pesi e due misure che sono in abominio al Signore nostro Gesù Cristo. La bilancia falsa è un abominio per il Signore ma il peso giusto gli è gradito (La Bibbia-Libro dei Proverbi capitolo 11 versetto 1).

Perché, quando avvenivano questi gravi eventi Petrolino non si è autosospeso dal Consiglio e a noi oggi chiede l’autosospensione, per fatti neanche lontanamente paragonabili ai gravissimi episodi di pedofilia dei Ministri cattolici? Certamente due pesi e due misure, la bilancia è falsa.

Che storia incredibile!!! Cristiani che annientano furbescamente altri cristiani nel nome della preghiera ecumenica al Signore, trasgredendo regole e procedure statutarie, quindi “barando”. Poi, dulcis in fundo, lanciano i loro fratelli in pasto ai leoni della critica e del pubblico ludibrio attraverso un comunicato stampa.

Pensate che alcuni di loro informalmente ci hanno fatto sapere che lo hanno fatto per amore.

Dai nostri fratelli in Cristo, secondo i più elementari dettami del cristianesimo ma anche nel rispetto delle regole basilari statutarie che insieme concordemente avevamo stabilito, ci saremmo aspettati carità, ascolto, misericordia, pietà, verità, giustizia, invece abbiamo trovato, rigore, intransigenza, mancanza di chiarimento, spietatezza e ingiustizia.

Per questo motivo, annichiliti da tanta cattiveria ed ipocrisia, prendendo nettamente le distanze da questo modo di operare, abbiamo deciso di informare i cittadini reggini degli sviluppi di questa incredibile vicenda che ha di gran lunga superato le gesta dei migliori esponenti del farisaismo omicida dell’antica era cristiana.

Alleghiamo la lettera inviata al Presidente Petrolino e a tutti i Pastori del Consiglio delle Chiese Cristiane di Reggio Calabria.

Il Consiglio Pastorale della Chiesa Cristiana

“Gesù Cristo è il Signore” di Catona

 



 

La lettera: