CORIGLIANO R. (CS) – Alluvione, misure urgenti per tamponare la crisi agrumicola

Nei prossimi giorni incontro con i produttori della Sibaritide per una nuova programmazione.

Clementine a terra

«Le forti piogge che la scorsa settimana si sono abbattute sul territorio Crotonese e sullo Jonio cosentino, hanno creato un danno economico ingente al comparto agricolo della Calabria del Nord Est. A rischio la campagna agrumicola 2020 e la raccolta delle clementine. Si calcola che la calamità abbia distrutto oltre il 30% del prodotto (con picchi oltre il 50%) mentre quello già immagazzinato e pronto alla vendita rischia di rimanere in deposito perché, nonostante l’agroalimentare italiano sia uno dei pochi settori non in perdita in uno scenario economico internazionale flagellato dalla crisi Covid, i prezzi d’acquisto dei prelibati agrumi della Piana di Sibari rimangono sotto soglia di produzione. Urge intervenire e la Regione Calabria non si è fatta attendere, pianificando una serie di misure destinate proprio a sostenere i produttori». 

È quanto fa sapere il consigliere regionale Giuseppe Graziano, presidente del Gruppo UDC, che appena ieri (venerdì 28 novembre), ai margini della seduta assembleare di Palazzo Campanella, ha avuto modo di confrontarsi con l’assessore regionale al ramo, Gianluca Gallo, sulle azioni da intraprendere nel breve-medio termine.

«Nei prossimi giorni – precisa Graziano – insieme all’assessore Gallo organizzeremo un incontro con i produttori agrumicoli della Sibaritide. A seguito dei gravi danni sul comparto agrumicolo prodotti dall’alluvione di sabato 21 e domenica 22 novembre scorsi c’è necessità di aggredire subito la questione per consentire agli agrumicoltori di poter programmare con serenità già la prossima campagna 2021. Sono già state messe in campo delle misure economiche per affrontare l’emergenza ma la Regione Calabria vuole fare di più anche in prospettiva futura e per questo abbiamo bisogno di avere una interlocuzione costante e continua proprio con i produttori».

«Oltre al danno procurato dalle piogge – precisa Graziano – c’è, infatti, un’altra piaga che affligge da sempre il comparto di produzione delle clementine nella Piana SibariParliamo di un prodotto di eccellenza, unico al mondo, che purtroppo, però, continua a rimanere deprezzato sul mercato. E questo perché non esiste una filiera istituzionale di controllo che tuteli i piccoli operatori agricoli che ad oggi sono costretti a vendere autonomamente e spesso ad assoggettarsi ai prezzi imposti dalle grandi catene di distribuzione, che poi lucrano sul prodotto. Più volte abbiamo denunciato come le clementine di Corigliano-Rossano si trovino in vendita sui banconi delle grandi catene a prezzi quintuplicati rispetto a quello di acquisto. E spesso su quei banconi c’è merce spacciata per prodotto con una matrice d’origine che purtroppo non esiste. Bisogna fermare il mercimonio di mandarini spagnoli e marocchini che all’acquirente finale vengono venduti come clementine di Corigliano-Rossano e della Sibaritide. Serve controllo, serve calmierare i prezzi ma soprattutto occorre che a stabilire il costo della merce siano i produttori, così come avviene in Trentino per le mele. Per fare questo, però, è necessario fermare la dittatura economica dei grossisti».

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