La fifa non conosce evoluzione

Pareva che la morte fosse roba da medioevo quando, un anno fa, “Corona”, era sì questione  virale,  ma legata al tale che amava sperperare soldi con escort e trans.  Per il resto, tutto bene: terremoti , guerre, carestie, erano docili esercizi letterari su carta di giornale, per chi proprio avesse voluto leggere.

Ma ora che COVID-19 è la parola più cliccata su Google, anche tra gli internauti, torna in auge la notizia che la pelle nasconda delle ossa. Quei teschi orgogliosamente stampigliati sulle magliette dei ragazzi, quasi ci si potesse vivere felici e fare un selfie tra amici, con la signora morte, iniziano a fare paura. Come nel Barocco, quando clessidre e scheletri riempivano dipinti ed affreschi; così la scienza fa un passo indietro ed ammette che anche nel 2020 si muore di influenza, che nel 2020 ci vogliono mesi per trovare il vaccino e che no, effettivamente non basta qualche occhiata al microscopio elettronico per capire come funziona una stupida macromolecola, rimpastare il DNA e continuare a guardare il Grande Fratello.

Ad una cosa, la tecnologia però ci ha abituati: ad essere fifoni, partendo dall’illusione di essere immortali. Ci ha abituati ad essere dei vigliacchi, a correre da mamma scienza per farci dire che presto non si morirà più.

Troviamo infatti, poco indietro nella storia, che nel 1918-1920, appena 100 anni fa, terminava l’influenza spagnola, virus H1N1,  100 milioni di  morti su 500 milioni di contagiati, uno su cinque, il 10% della popolazione mondiale. E morivano solo i più forti. Pare infatti che le vittime fossero uccise dalle loro difese immunitarie, a niente giovando il moderno lifestyle salutare basato su corsetta, omega 3 e fermenti lattici vivi. Sopravvissero i più debilitati. Il tutto, in continuità con la prima guerra mondiale. Altri milioni di morti. Ma per quella generazione, se si abitava a Reggio o Messina bisognava fare i conti con la terra ed il mare: 120.000 vittime nel 1908. Insomma, chi sopravvisse tra 1908 e 1920, fece conoscenza con catastrofi dalla C maiuscola, senza sottovalutare il governo Conte. Pandemie anche nel ’48 e nel ’58 del secolo scorso, con oltre un milione di decessi. Per non parlare del fatto che annualmente muoiono per influenza dalle 250 alle 500mila persone.

Né per sorridere del lutto sui nostri cento morti in due mesi; nemmeno dei 663 del 2017 e dei circa 300 dell’anno prima in Italia. La morte dei suoi figli – è scritto nella Bibbia – è preziosa agli occhi di Dio.

Ma ricordiamo che, in anni non troppo lontani, l’uomo si specchiava nelle altre generazioni sapendo di dover morire.

C.M.