PLATI'(RC) – Cirella, quel tragitto impossibile per la guardia medica

Si vorrebbe ancora incontrare il vecchietto con l’accetta sotto il braccio, a Cirella di Platì: quello che, i ferri caricati sul basto dell’asino, chiede come sta il nonno e la nonna, di cui, anche se forestieri, ha sempre conservato il rispetto di una volta.

E che poi, strattonato dalla capra che porta legata al guinzaglio, come i ricordi portati  via dal tempo, scappa via controvoglia, trascinato verso la strada che ora non lo vede più da anni. Un portone sembra chiuso da sempre: quello della guardia medica. Disagio non indifferente per gli anziani che trovano difficoltà a ricevere assistenza dato che il più vicino punto di continuità assistenziale si trova a Platì, distante quattro chilometri.

E’ il tragitto più breve ma anche più disagiato per via dei frequenti smottamenti della strada  e a soffrirne la mancanza sono anche le contrade di Gioppo, Lauro, e Senoli, i cui anziani, per ricevere le cure del medico di famiglia devono farsi  quel chilometro per giungere a Cirella. Anche gli autobus hanno cessato di collegare regolarmente il  paese con i gli altri centri della Locride. Le corse sono state ridotte drasticamente dalle 4 di diversi anni fa, ad  appena le  due di oggi, una delle quali senza ritorno; mentre per raggiungere Platì con mezzo pubblico occorre, partendo alle 06.30, scendere a Bovalino Marina e da lì prendere una linea diversa per Platì.

Con grandi probabilità di dover tornare a piedi, dal “serro” se le commissioni, sanitarie o meno, superano il limite di qualche ora. Strategico sarebbe il collegamento con la Piana abbozzato nelle rocce del “passo del lupo”, nei cui pressi il viaggiatore può avere la fortuna di imbattersi in qualche esemplare di tartaruga “testudo  hermanni” (ricordiamo rigorosamente protetta).

Innumerevoli sono le attrattive del territorio. Mancano però i servizi essenziali.

Francesco Perri