Rosy Perrone: “Un patto sociale che rappresenti il ‘new deal’ della nostra Metrocity”

Superata la paura e il grande dolore per le lacerazioni che la pandemia Covid-19 ha lasciato sui territori, è ora di ragionare seriamente ad un nuovo modello di politica economica e sociale: tanto su scala nazionale quanto su scala territoriale, dove gli effetti della crisi sembrano aver lasciato il conto più alto.

Non può dunque restare inascoltato l’appello della Segretaria nazionale CISL Annamaria Furlan di unire forze e competenze sui grandi temi, motore pulsante del Paese. Un riferimento chiaro ad investimenti, infrastrutture, trasporti, sanità lavoro e tutele, defiscalizzazione, sburocratizzazione del sistema, ricerca, scuola e welfare.

Un ‘patto sociale’ dunque per far ripartire un Paese in cui la crisi sanitaria ha generato una contrazione economica e una marcata polarizzazione sociale.

Sul solco tracciato dalla Segreteria Nazionale, la Cisl di Reggio Calabria Metropolitana, ha già mosso i primi passi, cercando di far convergere in un impegno comune le forze positive e di rappresentanza della città.

Si è pensato di confrontarsi – per costruire una piattaforma programmatica da promuovere – con Parti Sociali, con Camera di Commercio, Chiesa, Confindustria che crede e promuove il Patto sociale attraverso l’ autorevole voce del suo Presidente  Vecchio, Autorità portuale dello Stretto, Confesercenti e mondo accademico – mai come in questo frangente storico c’è bisogno del ruolo portante delle Università e quanti vorranno impegnarsi in questa sfida.

Uno sforzo di competenze, di eccellenze che fanno bene al nostro territorio: è questo il paradigma sul quale si fonda l’esigenza di un Patto Sociale. Non ho remore nel dovere sottolineare che ad oggi, il silenzio assordante, frutto di un’incapacità di guardare al futuro, delle istituzioni politiche della città metropolitana preoccupa e disorienta. C’è da domandarsi se si sia percepito appieno il prodotto di una pandemia dai connotati globali e storici.

Sta di fatto che le priorità programmatiche e di sussidiarietà necessariamente sono cambiate. Ciò che andava bene tre mesi fa non può andar bene adesso. La città metropolitana deve immaginare un cronoprogramma di interventi nel breve termine che sia efficace per sostenere famiglie, lavoratori e imprese ed una Governance unica dei fondi che saranno a disposizione per la ripresa oltre che a ciò che era già stanziato e progettato in fase preCovid-19.

Proprio un paio di giorni fa, solo per fare un esempio plastico, il Ministro per il Sud Provenzano ci ricordava che per la ss 106 ci sono da tempo soldi e progetti…dunque? Dove e perché la nostra ‘metropoli’ si blocca?? E cosa possiamo fare noi come agenti territoriali rappresentativi a far decollare questa nostra realtà??

A settembre Reggio Calabria, e dunque i vertici dell’ente intermedio della Città Metropolitana, andranno ad elezioni. I programmi e le aspettative delle forze in campo dovranno tener conto di un nuovo contesto sociale ed economico.

Le aziende, le Pmi e gli esercizi commerciali chiudono e non hanno la forza di reggere l’onda d’urto; e il dato occupazionale diventa da allarme rosso. Quali saranno gli strumenti per arginare questa voragine?

Molte famiglie sono a rischio povertà o forse molto di più che a rischio. Quali sono gli asset delle nuove politiche sociali e socio-sanitarie?

Le strutture ricettive sono al collasso e serve un piano straordinario per il turismo! Se bene ha fatto la regione Calabria a garantire un week end gratuito a chi volesse soggiornare in Calabria, mi domando … la Città Metropolitana cosa intende fare, considerando il fatto che l’Aeroporto di Reggio è, nonostante impegni importanti di corollario, ancora inattivo? E quando potrà garantire voli ed in orari compatibili con un programma volativo che faccia da infrastruttura soprattutto per il turismo?

In riva allo Stretto dal punto di vista istituzionale latitano idee. E allora suggeriamo di aprire subito un tavolo con chi le idee e le proposte le sta discutendo da tempo. Siamo dunque pronti come Cisl a favorire un percorso condiviso che tenga conto delle esigenze di tutti, come del resto stiamo già facendo. Ma non si può tergiversare oltre, noi ci siamo da …”ieri” nel promuovere, senza primazie, reti per la stesura e l’attuazione di un patto sociale che possa dare gambe al nostro territorio metropolitano.